Il mercato italiano dell’auto chiude ottobre con un lieve segno meno, ma sotto la superficie i numeri raccontano una trasformazione profonda. Il passaggio verso le alimentazioni elettriche avanza, seppure a ritmo irregolare. E proprio mentre l’Europa discute di come accompagnare questa transizione, da Londra arriva una possibile stangata sulle auto green: tassare le elettriche. Una mossa destinata a riaccendere il dibattito europeo.
Nel mese di ottobre sono state immatricolate 125.826 autovetture, in calo dello 0,6% rispetto alle 126.543 dello stesso mese del 2024. Nei primi dieci mesi dell’anno il mercato totalizza 1.293.366 nuove targhe, con una contrazione del 2,7% rispetto al 2024. Ancora più netto il confronto con il 2019, quando sul mercato arrivavano 332 mila auto in più, pari a un arretramento del 20,4%.
Giù benzina e diesel, l’elettrico prende velocità
Il mese di ottobre conferma la debolezza delle alimentazioni tradizionali. Le auto a benzina arretrano del 17,2%, fermandosi al 23% del mercato; ancora più pesante il calo del diesel, che scivola del 29,2% e si riduce al 9,3% di quota. Il quadro dei primi dieci mesi non è diverso: benzina a -16,9% (25,2% di share) e diesel a -31,5% (9,8%).
A colmare lo spazio lasciato dal termico sono le alimentazioni alternative, che a ottobre raggiungono il 67,7% del mercato, in crescita del 13,6% su base annua. Nel cumulato salgono dell’11,9%, attestandosi al 65%. Il motore della transizione restano le elettrificate, che valgono il 58% del mese e il 55,7% dei dieci mesi, con incrementi rispettivamente del 15% e del 15,2%. Le ibride mild e full da sole coprono il 45,8% di ottobre e il 44,5% del cumulato, con aumenti del 6,4% e dell’8,9%.
È boom per le auto elettriche, grazie anche agli incentivi messi in campo. Le ricaricabili segnano +65% nel mese e +49,1% nei dieci mesi, per una quota che arriva al 12,2%. Le elettriche pure (BEV) tornano al 5% grazie a una crescita del 24,9%, mentre le plug-in (PHEV) corrono a +112,1%, conquistando il 7,2% del mercato di ottobre. Nel cumulato, entrambe avanzano: +26,5% e 5,2% di quota per le BEV; +76,4% e 6% per le PHEV.
Chiude il quadro il gas, stabile nell’immediato ma debole nel lungo periodo. Le vetture Gpl rappresentano il 9,7% di ottobre e crescono del 6,3%, mentre nel cumulato registrano un calo del 3,4% (quota al 9,3%). Considerando tutte le alimentazioni a gas, la flessione complessiva è del 4,4%.
Incentivi-lampo e un mercato sospeso: l’allarme di Unrae
I dati per l’anno restano negativi. Per il 2025, le nuove proiezioni del Centro Studi e Statistiche Unrae si fermano a 1.520.000 immatricolazioni, 39 mila in meno rispetto al 2024. Una tendenza che conferma la stasi strutturale del mercato, aggravata – secondo il presidente Roberto Pietrantonio – dalla lunga attesa per gli incentivi. Il 22 ottobre, i voucher per l’acquisto di auto elettriche “si sono esauriti in poco più di 24 ore“, lasciando aperti dubbi sul reale impatto in termini di immatricolazioni, visto che serviranno 30 giorni per la validazione dei contratti.
Pietrantonio parla di un “film già visto”: lunghi mesi di paralisi in attesa dei bonus, una corsa famelica al click-day e poi il rischio di un nuovo rallentamento. Per Unrae, la soluzione passa attraverso politiche di medio-lungo periodo, una riforma della fiscalità delle auto aziendali e una pianificazione coordinata tra istituzioni e industria. Senza una cornice stabile, avverte, la transizione ecologica italiana continuerà a procedere “troppo lentamente”.
Londra cambia rotta: arriva la tassa “a chilometro” sulle auto elettriche
Mentre in Italia si discute di incentivi, Londra prepara una mossa diametralmente opposta: tassare l’elettrico. Nel prossimo Winter Budget il governo britannico valuterà l’introduzione di un sistema “pay-per-mile”, una tassa di circa tre penny per miglio percorso (4,8 centesimi al chilometro) destinata ai proprietari di veicoli a batteria. Una misura che si aggiungerà alle 195 sterline annue del Vehicle Excise Duty, il bollo auto locale.
L’obiettivo è quello di compensare l’enorme calo delle entrate generate dalle accise su benzina e diesel. Con 1,3 milioni di EV già in circolazione e una proiezione di oltre 6 milioni entro il 2028, il Tesoro rischia quindi di perdere fino a 30 miliardi di sterline l’anno. La soluzione proposta somiglia a un contratto di noleggio: pagamento anticipato in base alla percorrenza stimata e conguaglio finale, con crediti per chi ha guidato meno del previsto. Una decisione che non è piaciuta a molti
Tassa sull’auto elettrica: “misura sbagliata, momento sbagliato”
La reazione dell’industria britannica è stata immediata e durissima. La Society of Motor Manufacturers and Traders ha definito la tassa “una misura completamente sbagliata al momento sbagliato”, convinta che rischi di spezzare la crescita delle auto elettriche proprio mentre il settore si sta avvicinando a una fase decisiva. Il tema non è solo economico, ma anche strategico. Un provvedimento così complesso potrebbe rallentare la corsa verso l’obiettivo britannico delle emissioni zero nel 2050 e rendere il Paese meno attrattivo per gli investimenti.
Eppure, la pressione fiscale è destinata a crescere. Il Telegraph stima che, entro il 2031, la tassa potrebbe generare 1,8 miliardi di sterline di nuove entrate. Nel frattempo, il mercato EV britannico è in crescita. Settembre è stato un mese record, con quasi 73 mila immatricolazioni elettriche (+29%), ma comunque gli obiettivi di quota fissati dal governo restano lontani.
Il rischio contagio e la partita europea
La tassa “a chilometro” sulle auto elettriche è una questione che non riguarda solo Londra perché potrebbe diventare un precedente per il resto d’Europa. Nessun governo Ue ha ancora proposto una tassa a chilometro per le elettriche, ma il problema del “tax gap” è identico ovunque.
E mentre il Regno Unito studia come drenare risorse dai nuovi veicoli, Bruxelles si prepara a rimettere mano al calendario del Green Deal. Si parla di un possibile slittamento al 2040 dell’obiettivo del 100% elettrico e di nuove misure per riportare in Europa auto compatte e accessibili nella fascia 15-20 mila euro.