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Il rischio Grecia deprime le Borse: Milano (-1,3%) perde meno di altre, Bpm in picchiata

Mercati sempre in tensione per il pericolo di default della Grecia – Si sgonfia Bpm (-5,9%), balzo anomalo di Fonsai (+8,9%), in netto ribasso Axa e Allianz, tiene Generali – Male Fiat – Torna a salire l’oro, petrolio in calo

Il rischio Grecia deprime le Borse: Milano (-1,3%) perde meno di altre, Bpm in picchiata

IL FANTASMA DI ATENE S’AGGIRA TRA LE BORSE
MILANO SOFFRE MENO DI PARIGI E FRANCOFORTE

Una boccata d’ossigeno dagli Usa, grazie a dati macro migliori del previsto, ha consentito alle Borse europee di ridurre le pressioni ribassiste. A Milano l’indice FtseMib chiude con un ribasso dell’1,3% a quota 14.636. Più marcate le perdite sulle altre piazze. La maglia nera spetta a Francoforte -2,14% e Parigi -1,73% trascinate al ribasso per buona parte della seduta dai titoli bancari. Londra cede l’1,53%. L’indice americano Ism manifatturiero di settembre è salito a quota 51,6, nettamente meglio dei 50,3 attesi e sopra ai 50,6 di agosto.

Quota 50 rappresenta la linea di demarcazione tra crescita e contrazione. Inoltre ad agosto le spese per l’edilizia sono cresciute dell’1,4%, decisamente meglio delle attese che indicavano -0,2%, e in crescita dal -1,2% del mese precedente. Sul mercato dei titoli di Stato, il prezzo del Btp decennale è quasi invariato con il rendimento al 5,47% (+1 punto base). Lo spread con il Bund è stabile a 366 punti base. Ma queste note, pur positive rispetto al timore di un nuovo rallentamento dell’economia globale (testimoniato dal calo delle quotazioni del greggio Wti scambiato a 78,2 dollari al barile, in calo dell’1,2%), non basta a contrastare la sindrome Grecia.

SOTTO DEL 4,5% AXA ED ALLIANZ. GENERALI TIENE IN PICCHIATA
BPM, ANOMALO RIALZO DI FONSAI

Sotto pressione sono i titoli delle grandi banche europee, a partire dagli istituti francesi, i più esposti verso Atene: Bnp Paribas -5,6%, SocGen-4,8%, peggio del gigante assicurativo Axa -4,5%. Male anche gli istituti svizzeri e inglesi: Ubs, che ieri ha annunciato di aver arruolato Fabio Innocenti, ex Banco Popolare e Biis alla guida della banca italiana, perde lo 0,3%, Credit Suisse -1%, Barclays -4,5%. Ma nel mirino è soprattutto la finanza tedesca: Deutsche Bank perde il 3%, Commerzbank affonda in ribasso del 6,7%, il colosso Allianz è sotto del 4,7%.

Va meglio nel Bel Paese: Generali arretra solo dello 0,6%, male Unipol che perde il 4,6%. Anomalo il balzo nelle ultime battute di Fonsai, schizzata a 1,740 euro (+10,2%) alle 17 e 7 minuti. Fra le banche, Intesa scende dello 0,42%, Unicredit -2,55%. Bpm, dopo la corsa della matinata, ha invertito la rotta: -4,92%. Perde Fiat – 3,37% nel giorno dello strappo con Confindustria. Sugli altari Ansaldo che guadagna il 2,4% sull’ipotesi di una possibile cessione della società. Ma non si risolleva Finmeccanica (-1,5%). In terreno positivo anche Azimut +1,7%.

I DATI USA SOSTENGONO WALL STREET
TORNA A SALIRE L’ORO, GREGGIO IN CALO

Il recupero di Wall Street dopo i dati macro è stato di breve durata. Il Dow Jones arretra dello 0,19%, il Nasdaq dello 0,17%. Il dollaro guadagna terreno contro euro e si porta a quota 1,329, sui massimi da metà gennaio. L’incertezza e la crisi dell’euro riportano “denaro” sui metalli preziosi: l’oro sale del 1,5% a 1.648 dollari l’oncia, era arrivato a 1.663 dollari. A settembre si è chiuso il dodicesimo trimestre consecutivo positivo con un guadagno complessivo dell’8%. L’argento sale del 2% a 30,5 dollari, in leggera flessione dai 31,4 dollari di inizio seduta. Le tensioni spingono la volatilità (indice Vix 42%) su valori che non si vedevano da metà agosto, quando esplose la crisi dei debiti sovrani.

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