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Il Napoli elimina la Juve dalla corsa scudetto (2 a 1) e ritorna in vetta. Oggi il Milan proverà a vincere a Torino per riacciuffarlo

Conte batte Spalletti e ritorna capolista ma occhio a Milan di Allegri che proverà a vincere a Torino per affiancare in classifica i campioni d’Italia. La Roma cade a Cagliari. Pari tra Lazio e Bologna

Il Napoli elimina la Juve dalla corsa scudetto (2 a 1) e ritorna in vetta. Oggi il Milan proverà a  vincere a Torino per riacciuffarlo

Il Napoli torna in vetta, la Juve sprofonda. Il big match del Maradona sorride a Conte, capace di prendersi la terza vittoria consecutiva e riscavalcare l’Inter, mentre a Spalletti, accolto dai fischi del suo ex pubblico, non resta che dire addio ai sogni di gloria e stringere i denti in vista di una corsa Champions tutt’altro che scontata. Il Napoli comanda, l’Inter è subito dietro: la classifica inizia a delinearsi, in attesa del posticipo odierno tra Torino e Milan (ore 20.45, gli altri sono Pisa-Parma e Udinese-Genoa) che potrebbe rimandare Allegri in cima con Conte. Dal gruppo si è leggermente staccata la Roma di Gasperini, sconfitta a Cagliari (1-0) e scivolata a meno 4 dalla vetta, così come il Bologna di Italiano, frenato sul pari dalla Lazio di Sarri (1-1), mentre non si ferma la corsa della Cremonese di Nicola, balzata a quota 20 punti grazie al 2-0 sul Lecce.

Napoli – Juventus 2-1: Conte torna in vetta con Hojlund, Spalletti sprofonda al settimo posto

Spalletti aveva immaginato un ritorno diverso a Napoli: un’accoglienza calda, un risultato all’altezza, magari una serata che ricordasse i tempi d’oro. Invece a prendersi la scena è stato Conte, con una vittoria tanto importante quanto meritata. Il suo Napoli ha dominato il primo tempo in lungo e in largo, mentre la Signora ha pagato un approccio troppo rinunciatario, con l’esperimento Yildiz falso nove che non ha funzionato. L’avvio è un manifesto della serata, con Neres sugli scudi. Al 6’ pennella per McTominay, che colpisce l’esterno della rete e dà solo l’illusione del gol. Un minuto più tardi, il brasiliano affonda ancora e mette un rasoterra perfetto per Hojlund che anticipa Kelly e, in scivolata, batte Di Gregorio. La Juve non reagisce. Serve Di Gregorio a impedire il 2-0, volando sulla torsione di Di Lorenzo al 26’. Nel recupero, ancora McTominay sfiora il gol di testa. Spalletti corre ai ripari nell’intervallo, toglie un impalpabile Cabal e inserisce David per dare peso all’attacco. Ma sono sempre i padroni di casa a sfiorare il raddoppio: al 49’ Hojlund brucia Kelly e trova un Di Gregorio reattivo, mentre al 55’ McTominay sfiora il palo su punizione. Al 59’ la Juve trova l’1-1 al primo tiro in porta: McKennie pesca Yildiz che calcia di prima intenzione e sorprende Milinkovic-Savic. Le squadre si allungano e la partita diventa un testa a testa. Proprio mentre Spalletti toglie Yildiz (scelta difficile da spiegare), Neres mette un cross morbido sul secondo palo, McKennie tocca male e serve involontariamente Hojlund, che di testa non sbaglia da pochi passi. È il gol del 2-1, quello che decide tutto. La Juve ci prova con l’ingresso di Zhegrova, ma senza convinzione né idee. Il Napoli si chiude, gestisce e non soffre quasi nulla. Alla fine, oltre ai tre punti, arriva anche il sorpasso all’Inter. Alla Juve, invece, non resta che dire addio ai sogni di gloria: meglio pensare alla zona Champions, tutt’altro che scontata.

Conte: “Stiamo facendo qualcosa di straordinario in un momento di grandissima difficoltà”

“In un momento di grandissima difficoltà a livello numerico stiamo facendo qualcosa di straordinario – ha esultato Conte -. Chi gioca risponde sempre presente e con grande personalità: i ragazzi sono cresciuti moltissimo e questo mi riempie di orgoglio, sentono il momento particolare che stiamo attraversando e danno delle risposte. È difficile trovare delle parole: abbiamo giocato con Atalanta, Roma, Manchester City in Champions e Juventus, tre squadre molto forti, in grande emergenza, che continua. Ecco perché rimango sbalordito dall’entusiasmo e dall’energia che i ragazzi stanno mettendo. Giocare al Maradona è una spinta emotiva importante. Sappiamo bene cosa significa anche per l’avversario venire qui, vogliamo continuare questa situazione. Non dico altro perché siamo molto scaramantici. Si chiude un’annata da imbattuti e siamo molto contenti. Ora c’è da riposare perché poi giocheremo in Portogallo. Cercheremo di farlo un po’ di più alla lavagna, perché questi ragazzi hanno bisogno di riposare”.

Spalletti: “Dobbiamo fare dei passi in avanti velocemente o diventa difficile”

Loro sono andati più forti, noi siamo stati più timidi – ha sospirato Spalletti -. Ci hanno fatto correre, sono una squadra forte e in condizione: ti portano in giro per il campo perché hanno forza e anche qualità. Meglio nel secondo tempo, siamo riusciti ad andare uomo contro uomo, ma loro hanno qualità nel ribaltare l’azione in campo aperto. Dopo il gol abbiamo preso un po’ in mano il pallino, ma sempre facendo cose un po’ scolastiche senza forzare la situazione per fare qualcosa in più. C’è da fare dei passi avanti e anche velocemente, perché sennò diventa difficile. La sostituzione di Yildiz? A un quarto d’ora dalla fine non si può mettere Openda, un giocatore che è stato pagato 45 milioni? È sempre il giochino dei sinonimi e contrari…deve fare di più anche lui come tutta la squadra. È un giocatore che ci può dare tanto, ha fatto anche gol, però quando la squadra ha bisogno di queste vampate e intuizioni, probabilmente anche lui deve farne qualcuno in più”.

Cagliari – Roma 1-0: Gasperini cade per la seconda volta consecutiva

La Roma si impantana ancora e il Cagliari torna a respirare. All’Unipol Domus finisce 1-0, un risultato che racconta meglio di qualsiasi analisi una partita che i giallorossi non hanno mai davvero preso in mano. Gasperini parte con Baldanzi falso nove e Dybala tenuto a riposo, ma l’avvio è molle, senza ritmo, con una Roma che non sale e non punge mentre il Cagliari, più vivo e ordinato, trova subito con Folorunsho la chiave per accompagnare l’azione e creare movimento attorno alle punte. Le chance migliori sono tutte rossoblù: Borrelli impegna la difesa giallorossa, Sebastiano Esposito costringe Svilar al primo vero intervento, poi la gara si ammoscia e lo 0-0 all’intervallo è quasi generoso per la Roma. L’equilibrio nella ripresa, però, dura pochissimo perché al 51’ arriva l’episodio chiave: Folorunsho scappa via, Celik lo stende appena fuori area, Zufferli dà rigore ma il Var corregge e lo induce a estrarre il (giusto) rosso diretto. Da lì la Roma gioca in apnea. Gasperini prova a cambiare tre uomini in un colpo solo inserendo Dybala, Ferguson ed El Aynaoui, ma l’inerzia è ormai tutta sarda, con Folorunsho e Palestra che continuano a mettere Svilar sotto pressione. L’1-0 arriva all’83’ da corner: cross di Esposito, Ghilardi buca la marcatura e Gaetano punisce da due passi. Il finale è solo nervosismo, lanci lunghi e confusioni varie, senza che la Roma dia mai la sensazione di poterla raddrizzare. Il Cagliari ritrova la vittoria in casa dopo 79 giorni e vola a 14 punti, +4 sulla zona rossa. La Roma invece resta a 27 e perde posizioni nella lotta al vertice: notte amara per Gasperini, che lascia in Sardegna punti pesanti.

Gasperini: “L’arbitro ha diretto bene, non come contro il Napoli…”

“Nel primo tempo dovevamo fare meglio, magari adattarci di più anche al vento – il commento di Gasperini -. Non siamo stati bravi nelle uscite, c’era un Cagliari che ha giocato con il giusto spirito, ma noi avremmo dovuto fare di più per fare giocare i nostri attaccanti con le loro caratteristiche. La partita a un certo punto aveva poco di calcio, sembrava più una battaglia. Non era una gara giocata e, in queste condizioni, non siamo riusciti a recuperarla. A volte ci sono partite che prendono questo tipo di pieghe, abbiamo commesso qualche errore grossolano in un contesto di gara giocata con grande impegno, pur con delle difficoltà a cui non siamo riusciti ad adattarci benissimo. L’espulsione di Celik? La partita ha preso una certa piega con il rosso, ma ho visto le immagini: era ultimo uomo. In questo caso mi sembra tutto abbastanza chiaro, a differenza di altre volte tipo domenica col Napoli”.

Lazio – Bologna 1-1: Odgaard risponde a Isaksen, Sarri resta lontano dalla zona Europa

All’Olimpico va in scena un pareggio che racconta soprattutto la serata monumentale di Ravaglia: il portiere del Bologna para tutto, tiene in piedi i rossoblù e costringe la Lazio, rimasta in dieci nel finale, a dividere la posta. Un punto per Italiano e uno per Sarri, al termine di una sfida intensa, piacevole, ricca di occasioni da ambo le parti. La gara parte subito forte. Zaccagni risponde a Orsolini, ma la prima palla-gol è per Castellanos, tornato titolare: Ravaglia lo ipnotizza e tiene lo 0-0. Pobega scalda i guanti di Provedel, poi al 38’ la Lazio la sblocca: Zaccagni calcia, Ravaglia respinge, Isaksen è il più rapido di tutti e segna in tap-in. Nell’azione si fa male Casale: dentro De Silvestri adattato centrale. Ma proprio mentre la Lazio assapora l’intervallo in vantaggio, arriva la risposta immediata del Bologna. Zortea infila un tunnel a un Tavares irriconoscibile e calcia, Provedel devia, ma Odgaard anticipa tutti e fa 1-1. Il pari regge fino all’intervallo, anche perché Gila salva sulla linea un pallonetto perfetto di Juan Miranda.

Nella ripresa il ritmo cala, ma Ravaglia continua a essere protagonista: doppio intervento su Guendouzi e Cancellieri, poi ancora su Noslin e sul solito Guendouzi. La Lazio spinge, costruisce, crea, ma non sfonda. Nel finale l’atmosfera si scalda: Gila viene espulso per proteste lasciando Sarri in dieci. Il Bologna, però, non ne approfitta e la gara finisce 1-1, un risultato che fa più male alla Lazio (ora a 19 punti e scavalcata da Cremonese e Sassuolo) che al Bologna, anche se Italiano fallisce l’aggancio alla Roma.

Sarri: “Lotito ha detto che non indebolirà la squadra? Non basta, deve rinforzarla”

“La partita è stata fatta bene, contro una squadra di livello – il pensiero di Sarri -. Li abbiamo messi in grande difficoltà, poi c’è rammarico per il gol preso, ci sono stati errori in serie. Ci dispiace tanto, non abbiamo concesso molto ai loro attaccanti, e poi abbiamo creato veramente molto. Partita da squadra in grande crescita, dal punto di vista della prestazione sono contento, ma rimane il rammarico per non averla vinta. Espulsione a Gila esagerata? L’arbitro un po’ permaloso è stato, dai. Non è che c’è stata un’offesa alla persona, solitamente ci si gira e si fa finta di niente in queste situazioni. Lotito ha detto che non indebolirà la squadra a gennaio? Non basta, questa squadra va rinforzata. Se devono arrivare giocatori che non ci migliorano, meglio non arrivino. Devono arrivare calciatori che possano effettivamente migliorare questa squadra, che sta lavorando veramente benissimo”.

Torino – Milan (ore 20.45, Dazn e Sky)

Contro la cabala. Il Milan si ritrova a dover affrontare una trasferta che negli ultimi anni è diventata sinonimo di sofferenza. L’eliminazione in Coppa Italia pesa ancora, ma il calendario non concede tregua: c’è il Toro allo Stadio Olimpico Grande Torino, uno degli incroci più ostici per i rossoneri nell’era recente. La statistica, infatti, è impietosa: negli ultimi dodici confronti di campionato in casa granata, il Milan ha vinto una sola volta (il clamoroso 7-0 del 2020/21) prima di incappare in un pareggio e tre sconfitte consecutive. Non basta: nel periodo targato Urbano Cairo, nessuna big ha concesso più punti al Torino quanto il Milan, ben 28 in 32 sfide. Numeri che diventano un peso mentale oltre che tecnico, soprattutto in una serata in cui i rossoneri scendono in campo per ultimi e conoscono già i risultati delle rivali. A dare ulteriori preoccupazioni a Massimiliano Allegri (squalificato: stasera in panchina andrà Landucci) è la febbre che ha colpito Pulisic.

Difficile che l’americano possa recuperare e fare coppia con Leao, più probabile tocchi ancora a Nkunku, nonostante le tante difficoltà palesate sin qui. A centrocampo, Modric e Rabiot sono punti fermi, mentre il ballottaggio per sostituire l’infortunato Fofana vede Loftus-Cheek davanti a Ricci. In difesa rientra Gabbia, che affiancherà Tomori e Pavlovic davanti a Maignan. Sul fronte granata, Marco Baroni riparte dalla coppia Ngonge-Adams, con Zapata pronto a subentrare dalla panchina.

Allegri: “Serviranno solidità e concretezza, l’anno prossimo dobbiamo essere in Champions”

Bisogna essere pronti a fare una partita solida, perché dobbiamo invertire dei numeri contro una squadra che ci ha messo in difficoltà – ha confermato Allegri -. Affronteremo un avversario con giocatori dal valore tecnico importante, sono fisici e giocare in casa loro non è facile. Bisogna fare una partita concreta avendo chiaro l’obiettivo. Siamo a un momento della stagione dove, da oggi fino a fine gennaio, la classifica sarà delineata. Dobbiamo rimanere all’interno delle prime quattro. Per noi è importante dare seguito ai risultati, contro la Lazio siamo stati bellini e non abbiamo avuto cattiveria per portare a casa il risultato. Questo deve essere visto come un’opportunità di miglioramento, perché quando c’è cattiveria difficilmente prendi gol su palla inattiva. Dobbiamo lavorare su quello che sbagliamo, dobbiamo avere la convinzione di migliorare. Ognuno deve lavorare per ottenere il massimo, nulla è impossibile. Dobbiamo lavorare per il 10, ma se non arriviamo al 10 e lavoriamo per arrivarci va bene lo stesso. Bisogna risparmiare le energie mentali, volere le cose diventa fondamentale. Noi, con le buone o con le cattive, l’anno prossimo dobbiamo giocare la Champions”.

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