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Il calcetto: rischio rincari per i giocatori e sanzioni per i Governi

Dal divieto Ue ai granuli in gomma nei campi sintetici ai possibili rincari per il calcetto amatoriale: l’adeguamento ambientale rischia di pesare su club e giocatori, mentre i governi temono procedure d’infrazione

Il calcetto: rischio rincari per i giocatori e sanzioni per i Governi

Una partitella tra amici sul campetto in erba sintetica? Amanti del calcetto a 5 e del calciotto tenetevi pronti: su di voi incombe il rincaro del costo della partita. E addirittura per i governi potrebbe scattare una multa. Motivo? Conseguenze di una decisione della Ue.

Stop Ue alle microplastiche nei campi sintetici

È una misura adottata 2 anni fa dalla Commissione europea per una maggiore tutela dell’ambiente ma riportata alla ribalta da una interrogazione dell’europarlamentare croata Biljana Borzan (S&D): riguarda lo stop alla vendita di microplastiche e in particolare “il materiale granulare da intaso utilizzato per le superfici sportivi in erba artificiale”. A che punto è la riqualificazione e bonifica dei vari campi in erba sintetica sparsi nell’Europa a 27?

Risponde all’interrogazione Stephane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione responsabile per la Strategia industriale. Non fa numeri. Ma è netta e chiama in causa i governi: “gli Stati membri sono responsabili della verifica del rispetto dei limiti per i materiali di riempimento utilizzati sui campi sportivi”. Ne consegue che “in caso di prove che indichino una mancata applicazione del diritto dell’Ue, la Commissione può avviare procedure di infrazione contro gli Stati membri“. Messaggio chiaro. Dunque i vari governi si diano da fare, se vogliono evitare multe salate.

Rincari in vista per gli amatori del pallone

Non c’è dubbio che la nuova normativa Ue ha un impatto sulle società sportive, sulle scuole calcio e sulle altre organizzazioni che devono pianificare la ristrutturazione dei loro campi per adeguarli alle nuove regole. I campetti vanno messi in regola e questa operazione non è gratis per chi gestisce gli impianti sportivi ed è sin troppo facile prevedere che le nuove spese saranno scaricate sul consumatore finale. Il calciatore amatoriale. Dunque, partitelle più care per l’affitto del campetto.

Realtà che non sfugge a Stephane Séjourné, che forse per tranquillizzare società sportive e amanti del calcetto puntualizza che “la sostituzione di materiali di riempimento pericolosi per le superfici sportive con materiali più ecocompatibili potrebbe essere finanziata dai fondi della politica di coesione dell’Ue“. Inoltre, gli impianti sportivi privati “possono essere ammissibili al sostegno dei fondi della politica di coesione dell’Ue che sostengono le micro, piccole e medie imprese”. Sufficiente per coprire le spese ed evitare rincari?

I numeri in Italia e la partita dello smaltimento

Quale è la situazione da noi? Impossibile un calcolo dei campetti in erba sintetica. Fermiamoci al report Figc del 2023, riferito – è bene sottolinearlo – ai campi regolamentari per squadre a 11 giocatori: quelli con manto artificiale in Italia sono 2.954, più del 22% del totale di 13.249 strutture. Il mix dei filamenti dell’erba sintetica mischiati anche a polietilene e polipropilene, se da un lato garantisce maggior resistenza dall’altro però rappresenta un problema per la salute.

La Commissione Europea concede il tempo necessario agli Stati membri per mettersi in regola, ma intanto si pone un altro problema: lo smaltimento del materiale sintetico sostituito. Ma questo è un altro un altro capitolo. Una cosa è certa: nessuno poteva immaginare che dietro a una semplice partitella tra amici si potessero nascondere rischi di rincari, sanzioni per i governi e problemi ambientali.

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