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Guerra Iran, Trump annuncia accordo su 15 punti: “Il regime rinuncia all’atomica”. Nessuna conferma da Teheran

Il presidente Usa annuncia progressi con l’Iran su nucleare e Hormuz, ma Teheran smentisce negoziati diretti: al momento l’accordo resta una dichiarazione unilaterale non confermata

Guerra Iran, Trump annuncia accordo su 15 punti: “Il regime rinuncia all’atomica”. Nessuna conferma da Teheran

Nel pieno della guerra in Iran, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con l’Iran su 15 punti principali, incluso un impegno iraniano a rinunciare allo sviluppo di armi nucleari. Il presidente, parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis, ha definito i colloqui con la Repubblica islamica “molto positivi e produttivi” e ha assicurato che le discussioni continueranno nel corso della settimana, con l’obiettivo dichiarato di porre fine alle ostilità e prevenire ulteriori escalation nella regione. Lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire “con eventuale controllo congiunto”, ha precisato il presidente statunitense.

Trump rassicura: “Dopo lo stop ai raid le cose vanno molto bene”

I colloqui sarebbero stati condotti con Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, senza coinvolgere la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “Stiamo parlando con un leader rispettato, non con Khamenei. Vogliamo da Teheran l’uranio arricchito”, ha precisato il presidente Usa, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire, “forse controllato in modo congiunto, se questo funziona”. E ha ribadito: “Abbiamo accordo su quasi tutti i punti, ma non voglio che Khamenei venga ucciso”.

Trump ha legato l’annuncio dell’accordo all’estensione di un ultimatum rivolto a Teheran: inizialmente Washington aveva chiesto la riapertura totale dello Stretto di Hormuz entro 48 ore, minacciando attacchi contro le centrali nucleari e le infrastrutture energetiche iraniane in caso contrario. Tuttavia, nella mattinata odierna il presidente ha dichiarato di aver rinviato gli attacchi programmati per cinque giorni, collegando questa decisione ai progressi – almeno secondo gli Stati Uniti – nei negoziati in corso. “Dopo lo stop ai raid, le cose vanno molto bene”, ha aggiunto.

Il presidente ha ribadito la sua determinazione a trovare un’intesa: “Siamo fermamente intenzionati a raggiungere un accordo, c’è stato un cambio di regime”. E ha sottolineato la discrepanza tra le sue dichiarazioni e quelle dei media iraniani: “Colloqui anche ieri sera, non capisco i media iraniani”.

Iran smentisce negoziati con gli Usa, massima allerta

Nonostante l’ottimismo americano, l’Iran ha smentito qualsiasi negoziato diretto con Washington. Il ministero degli Esteri di Teheran ha definito le dichiarazioni di Trump “strumenti per abbassare i prezzi dell’energia e guadagnare tempo per piani militari”. I Pasdaran hanno ribadito che eventuali attacchi alla rete energetica saranno contraccambiati, mentre il Consiglio di Difesa iraniano ha ribadito: “Si passa da Hormuz solo con nostro ok. Se invasi mineremo il Golfo”.

Sul terreno, la situazione rimane critica. Raid aerei statunitensi e israeliani hanno colpito strutture militari e carceri, causando morti e feriti tra i civili, e una nube tossica incombe sulla capitale. Missili balistici iraniani sono stati lanciati verso Riad, mentre infrastrutture strategiche nel Golfo sono state danneggiate.

Nel resto del mondo è massima allerta: la Russia invita a una cessazione immediata delle ostilità e a una soluzione politica che tenga conto degli interessi iraniani, mentre l’Unione europea rafforza la cooperazione con i Paesi del Golfo. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno emesso un avviso globale di cautela ai propri cittadini, e l’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte che il mondo affronta la peggiore crisi energetica degli ultimi decenni, con oltre 11 milioni di barili persi al giorno.

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