Nel 2025, in un contesto caratterizzato da un’inflazione pressoché nulla, la grande distribuzione organizzata (Gdo) italiana a prevalenza alimentare registra una crescita delle vendite del +4,3% rispetto al 2024, in accelerazione rispetto al +2,3% dell’anno precedente. Il dato conferma un trend di crescita strutturale: tra il 2019 e il 2024 le vendite sono aumentate complessivamente del +30,9%, con un tasso medio annuo del +5,5%.
L’analisi proviene dall’Osservatorio sulla Gdo realizzato dall’Area Studi Mediobanca, che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende italiane e 30 operatori internazionali, coprendo il 95,8% del mercato nazionale. Nel 2024 il fatturato complessivo del settore raggiunge 109,8 miliardi di euro (Iva esclusa), di cui 13,4 miliardi generati da operatori a controllo estero, pari al 12,2% del totale.
Ricavi promozionali in crescita, margini sotto pressione ma tengono
Nel periodo 2019-2024 la Gdo italiana registra dinamiche positive sui ricavi accessori, con i proventi da attività promozionali in crescita del +4,1% medio annuo. Questi ricavi rappresentano in media il 6,5% delle vendite, mentre quelli immobiliari si attestano all’1,2%.
La struttura dei costi conferma la natura intensiva del settore: il costo del personale incide per il 12,5% delle vendite, seguito da trasporti e logistica al 3,1% e dai costi energetici all’1,9%. Un quadro che evidenzia l’elevata incidenza di lavoro e logistica.
Nel 2024 la redditività mostra una sostanziale tenuta: l’Ebit margin si attesta al 2,7%, in linea con la media del periodo (2,5%), mentre il Roi raggiunge il 7,1%, superiore alla media quinquennale (6%). Nel confronto settoriale, la Gdo alimentare si posiziona sotto il Food&Beverage (4,6% di Ebit margin) ma sopra la Gdo non alimentare in termini di efficienza del capitale (Roi 10,5% per quest’ultima).
Questi indicatori sostengono la crescita degli investimenti, che nel 2024 aumentano del +4,9% rispetto al 2023. Nel quinquennio 2020-2024 il settore distribuisce inoltre 1,3 miliardi di euro di dividendi e raccoglie 691 milioni di aumenti di capitale.
Eurospin guida gli utili e i discount crescono più della media
Il segmento dei discount continua a guadagnare terreno. Nel 2024 le vendite crescono del +3,6%, contro il +2% degli altri operatori, mentre nel periodo 2019-2024 il tasso medio annuo raggiunge l’8,4%, più del doppio rispetto al 4,9% degli altri format. Sul piano della redditività, i discount evidenziano margini nettamente superiori: l’Ebit margin si attesta al 5,1% contro il 2,1% degli altri operatori, mentre il Roi raggiunge il 16,6%, rispetto al 5,6% degli altri gruppi.
Tra i protagonisti spicca Eurospin, che registra 1,9 miliardi di euro di utili cumulati tra il 2019 e il 2024, posizionandosi davanti a VéGé (1,685 miliardi) e Selex (1,6515 miliardi). Nel 2024 emergono anche le performance di redditività: Noto (Az) registra un Ebit margin del 6,5%, Cive il 6,1% ed Eurospin il 5,9%. Per il Roi, ai primi posti si collocano Radenza Group (20,6%), Md (19,6%) ed Eurospin (18,3%).
Distribuzione Organizzata e concentrazione del mercato
Il mercato italiano mostra una crescente concentrazione: la quota dei primi sette operatori passa dal 52,2% del 2010 al 71% nel 2025, con un aumento di 7,1 punti percentuali dal 2019. Senza il contributo della Distribuzione Organizzata, la quota sarebbe rimasta intorno al 50%.
Tra le cooperative e i gruppi associativi, Pac 2000A (Gruppo Conad) è la maggiore realtà con 4.902 milioni di euro di fatturato nel 2024, seguita da Coop Alleanza 3.0 (3.975 milioni), Conad Nord Ovest (3.239 milioni) e Unicoop Firenze (3.045 milioni). Il sistema Coop evidenzia inoltre una riduzione del prestito soci, che passa da 8 miliardi nel 2019 a 7,1 miliardi nel 2024, accompagnata da 612 milioni di proventi finanziari netti e 707 milioni di svalutazioni nel periodo considerato.
Le performance dei principali operatori e le differenze territoriali
Tra i gruppi più dinamici tra il 2019 e il 2024 emergono Radenza Group (+13,5% annuo), In’s Mercato (+12,1%), Tatò Paride (+10,4%) e Agorà (+10,1%). Nel 2024 le crescite più elevate si registrano per RetailPro (+7,9%) e Agorà (+7,8%), seguite da Sait (+5,4%), Eurospin (+5,1%), Selex (+4,6%), Conad e Lidl (+3,9%). Sul piano della redditività, i valori più elevati di Ebit margin sono registrati da Noto (6,5%), mentre tra i discount si distinguono Cive (6,1%) ed Eurospin (5,9%). Per il Roi emergono Radenza Group (20,6%), Md (19,6%) ed Eurospin (18,3%).
Dal punto di vista territoriale, il Sud e le Isole mostrano la maggiore dinamicità con crescite a doppia cifra tra il 2019 e il 2024 per operatori come Megaholding (+12,1%), Gruppo Arena (+11,6%), Radenza Group (+13,5%) e Abbi Holding (+13,4%). Nel 2024 quattro operatori superano il miliardo di euro di ricavi: Megaholding (2.087 milioni), Conad Adriatico (1.345,3 milioni), Gruppo Arena (1.265,7 milioni) e Multicedi (1.245,5 milioni).
Nel Triveneto si consolidano operatori come Unicomm, Aspiag Service e Alì Group. Tra i gruppi con fatturato superiore ai 200 milioni spiccano Supermercati Visotto (+12,9% Cagr), Migross (+10,9%) e Gruppo Rossetto (+10%), con buone performance anche in termini di marginalità e Roi.
Il confronto internazionale e la produttività
Nel 2024 i principali retailer internazionali operano su una scala molto ampia, con fatturati che spaziano dai 649,3 miliardi di euro di Walmart fino ai 20,5 miliardi di euro di Wm Morrison. In questo contesto, emerge un diverso grado di internazionalizzazione: Jeronimo Martins guida con un’incidenza estera dell’80,7% del fatturato (soprattutto in Polonia), seguita da Ahold Delhaize (78,6%) e Seven & i (77,1%), mentre anche Carrefour (53,7%) ed Elo-Auchan (46,5%) confermano una forte presenza sui mercati esteri.
Sul piano della redditività, i principali retailer internazionali registrano un Roi medio del 10,2% nel 2024, in crescita rispetto al 9,9% dell’anno precedente, segnalando un miglioramento dell’efficienza complessiva del settore.
Per quanto riguarda la produttività, spicca Esselunga, che si conferma leader con 16.071 euro di vendite per metro quadro, il valore più alto tra i grandi operatori globali. Seguono le britanniche J Sainsbury (13.924 euro) e Tesco (12.893 euro), insieme alle australiane Coles (11.815 euro) e Woolworths (11.694 euro), e alla canadese Empire (11.203 euro).
