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Ftse Mib riacciuffa quota 22 mila mentre aiuti e vaccini spingono Wall Street

La corsa a suon di record della Borsa americana non conosce soste – Bene anche i mercati azionari europei: Il Ftse MIb ritorna sopra la soglia psicologica dei 22 mila punti base e Pirelli tira la volata – Nuovo record per il Bitcoin che supera i 23 mila dollari

Ftse Mib riacciuffa quota 22 mila mentre aiuti e vaccini spingono Wall Street

L’incalzare dei vaccini e l’approssimarsi di un accordo sul piano di aiuti negli Usa spinge le Borse in rialzo anche oggi, con qualche eccezione. I listini europei chiudono misti e Wall Street tocca nuovi massimi storici in avvio, anche se l’incertezza sulla Brexit e il dilagare della pandemia frenano gli entusiasmi.

Piazza Affari sale dello 0,12%, quel tanto che basta a superare la soglia psicologica dei 22mila punti (22.012). Prosegue il recupero di Pirelli, +4,67% e tornano gli acquisti sulle utility, mentre Telecom (-3,1%) si ferma in maglia nera.

Nel resto d’Europa Francoforte si conferma la migliore e si colloca in zona record, con un rialzo dello 0,87% a un soffio da 13.700 punti. È piatta Parigi, +0,03%, dopo la notizia che il presidente Macron è positivo al coronavirus. Madrid segna un rialzo dello 0,23%. Chiude in rosso Londra, -0,35%, alla luce di una sterlina che si rafforza, mentre i negoziati per definire i rapporti fra Ue e Gran Bretagna dopo il divorzio non sono ancora arrivati a conclusione e all’ottimismo dell’Unione fa da contraltare il pessimismo britannico. 

Il clima finanziario resta quindi sereno-variabile, spinto dalle tante correnti in atto, sorretto prevalentemente dei massicci interventi a sostegno della ripresa, da parte degli Stati e delle banche centrali. Oggi la Bank of England ha lasciato i tassi invariati allo 0,1%, mentre ieri la Fed ha ribadito il suo impegno a sostenere l’economia finché necessario e ha rivisto al rialzo le previsioni Usa per il 2020, il 2021 e il 2022. Per quanto riguarda il piano di aiuti atteso negli Usa, il leader della maggioranza nel Senato, il repubblicano Mitch McConnell, ha detto poco fa ai giornalisti a Capitol Hill che “un accordo bipartisan e bicamerale sembra imminente”.

Prosegue serrata poi la lotta al Covid 19, sia con le chiusure (in Italia si sta valutando l’estensione del lockdown durante il periodo natalizio) sia con le vaccinazioni. Oggi Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha annunciato il via alle prime iniezioni anti Covid nella Ue a partire dal 27 dicembre. Secondo fonti Reuters l’Unione europea sfrutterà anche l’opzione d’acquisto di ulteriori massime 100 milioni di dosi del prodotto Pfizer-BioNTech dopo aver rifiutato l’opportunità a luglio di effettuare un ordine per 500 milioni di dosi rispetto a quello per 200 milioni effettivamente concordato.

In questo contesto a soffrire è soprattutto il dollaro, che tocca i minimi da due anni e mezzo contro le altre divise. L’euro si apprezza contro il biglietto verde dello 0,35% e si muove oltre 1,225. In ambito valutario i riflettori restano ancora puntati sul Bitcoin, che dopo l’impennata di ieri continua a salire e attualmente tratta oltre i 23mila dollari.

Le debolezza del dollaro favorisce le materie prime l’oro ritrova smalto e si apprezza dell‘1,15% a 1886,67 dollari l’oncia. Resta tonico il petrolio, che sale ai massimi da 9 mesi. Il future Brent è in rialzo dello 0,5% a 51,33 dollari al barile, dopo essersi spinto fino a 51,90 dollari. Contribuiscono ai progressi dell’oro nero la riduzione oltre le attese delle riserve settimanali americane e i progressi per l’approvazione di misure di stimolo negli Stati Uniti, con i deputati Usa più vicini a un accordo per un pacchetto di aiuti contro il coronavirus del valore di 900 miliardi di dollari. 

I prezzi del greggio danno una spinta anche ai titoli oil di Piazza Affari, in particolare Tenaris +0,98%. Debole invece Eni -0,51%.

Regina del Ftse Mib è Pirelli, che prosegue l’ottimo recupero dopo lo scivolone a seguito del collocamento di un bond convertibile.

Bene A2a +2,07%; Hera +1,98%; Terna +1,21%. I finanziari si fermano in ordine sparso. Si apprezza Banca Mediolanum +0,99%, perde Mediobanca -1,17%.

Le vendite affossano Telecom (-3,1%), Atlantia -1,92%, Stm -1,17%.

Tiene la strada Fca, +0,63%. Il broker Equita ha confermato il titolo fra i best pick e alzato il target a 20,5 euro “per la migliorata visibilità applicando ipotesi meno conservative sulle sinergie di fusione”, si legge nel daily.

La casa italoamericana inoltre in novembre ha fatto meglio del mercato. L’Acea (l’associazione europea che raggruppa i produttori di automobili) ha comunicato che il mese scorso sono state immatricolate nell’Unione Europea circa 898mila vetture, in flessione del 12,0% rispetto alle 1,02 milioni dello stesso periodo del 2019. Fiat invece ha registrato una flessione delle immatricolazioni del 2,6% con 62.224 vetture vendute; di conseguenza, la quota di mercato in Europa del gruppo si è attestata al 6,9%.

Fuori dal paniere principale soffre ancora Fincantieri, -6,2% (ieri -5%), a seguito di quanto scritto da Bloomberg e cioè che la società sta valutando diverse opzioni, incluso un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro.  Secondo Equita, “considerando l’impatto del Covid-19 nel 2020 con il debito netto che ci attendiamo passare da 736 milioni a 1,4 miliardi e le incertezze ancora presenti nel business crocieristico, riteniamo credibile che la società stia valutando l’opzione di un aumento di capitale anche se la size ci appare eccessiva”.

Poco mosso l’obbligazionario. Lo spread fra decennale italiano e tedesco sale a 108 punti base (+1,11%), con un rendimento del Btp di 0,5%.

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