Valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro. È di un solo articolo la proposta di legge di iniziativa del Cnel all’esame della Camera, in commissione Lavoro. Obiettivo: favorire il consolidamento di iniziative nei luoghi di lavoro volte all’attuazione dei valori della fraternità umana – incentivando la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, il welfare aziendale, la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa – nonché all’adozione e al rispetto di regole e procedure coerenti con i princìpi costituzionali in materia di lavoro.
Un cambio di paradigma sociale e culturale
L’iniziativa del Cnel prende l’avvio dalla considerazione che “la grave situazione internazionale e le guerre in corso, l’esplodere della crisi finanziaria e l’emergenza climatica, le disuguaglianze e il predominio di oligopoli nonché la debolezza delle democrazie rispetto alle autocrazie ci spingono a un cambiamento radicale” e che in particolare “le conquiste sociali che hanno ispirato le riforme nell’età repubblicana richiedono oggi agli imprenditori, ai lavoratori, alle parti sociali e ai responsabili politici di guardare nella stessa direzione attraverso un approccio olistico al lavoro incentrato su un’alleanza sociale basata sulla fraternità”.
Le linee guida della proposta: inclusione, tutela e capitale umano
E a questo scopo vengono considerate coerenti le iniziative tendenti a:
- valorizzare i princìpi di inclusione, uguaglianza e partecipazione, favorendo i processi di aggregazione e di coesione tra le persone, il rafforzamento dello spirito di collaborazione, il supporto professionale e ogni altra iniziativa a ciò diretta;
- favorire un processo di cambiamento dei luoghi di lavoro, valorizzando ambienti relazionali aperti, paritetici e inclusivi, in cui i lavoratori si sentano persone accudite e protette;
- tutelare i lavoratori più esposti al rischio di esclusione, al fine di garantire il concorso delle attività e delle funzioni al progresso materiale o spirituale della società;
- valorizzare la conoscenza acquisita nei luoghi di lavoro dalle persone meno giovani affinché possa proficuamente essere messa al servizio dei giovani nei medesimi luoghi di lavoro;
- porre il capitale umano al centro dello sviluppo tecnologico anche con l’intelligenza artificiale, incentivando gli investimenti nella formazione per accrescere le competenze dei lavoratori;
- prevedere nei contratti collettivi momenti di incontro e forme di monitoraggio aziendale su base annuale, anche attraverso l’istituzione di commissioni paritetiche, aventi ad oggetto la verifica del miglioramento della condizione di ciascun lavoratore in azienda.
Contrattazione, buone pratiche e ruolo delle parti sociali
Queste iniziative in azienda sono attuate favorendo lo sviluppo della contrattazione collettiva aziendale o territoriale in materia di:
- partecipazione dei lavoratori all’organizzazione aziendale
- pari opportunità anche nella progressione delle carriere;
- tutele per le persone vulnerabili o maggiormente esposte al rischio di esclusione, anche attraverso iniziative relative all’adattabilità dei tempi di lavoro e di vita favorendone la conciliazione;
- banca ore solidale
- condizioni generali di contratto;
- inserimento lavorativo neutrale o imparziale e valutazioni delle prestazioni ed equità retributiva.
Viene poi prevista la possibilità per le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale di costituire, in ciascun settore di attività, una commissione nazionale di raccolta e di valutazione delle buone pratiche, anche al fine di definire specifiche linee guida per la contrattazione collettiva aziendale o territoriale
Su questo tema la commissione Lavoro ha deciso di avviare una serie di audizioni. In calendario questa settimana Cgil, Cisl, Uil e Ugl.