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Francia al bivio: aprire il Governo ai socialisti o il caos. Macron in confusione ma senza di lui non c’è Europa e Putin festeggia

Senza un accordo solido tra macroniani e socialisti la governabilità della Francia resta una chimera e la crisi politica e istituzionale si aggrava. Le elezioni politiche si avvicinano. Se anche Macron cade, l’Europa non c”è più e l’unico a festeggiare è Putin a cui Le Pen e Melenchon si ispirano.

Francia al bivio: aprire il Governo ai socialisti o il caos. Macron in confusione ma senza di lui non c’è Europa e Putin festeggia

Nelle prossime ore si capirà se c’è ancora uno spiraglio dare alla Francia un Governo o se si va verso il caos politico e istituzionale, che non manca di far sentire tutto il suo peso anche sui mercati finanziari e sui titoli di Stato. Il presidente incaricato Sebastien Lecornu deve riferire in giornata al Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, se è in grado e se ha i numeri in Parlamento per dar vita a un governo di centrodestra che potrebbe avvalersi della non sfiducia della destra di Marine Le Pen. Ma la strada di Lecornu è in salita e l’Eliseo continua ad eludere il vero problema politico che sta davanti alla Francia e che Macron si intestardisce a non voler affrontare: solo aprendo ai socialisti, sganciati dal massimalismo di Lfi di Jean-Luc Melenchon, si potrebbe dar vita a un governo stabile che assomigli a una specie di centrosinistra alla francese e che dovrebbe essere composto dai centristi, dai macroniani e dai socialisti. Ma Macron non se la sente di varcare il Rubicone e di aprire ai socialisti perchè non vuole rinunciare alla riforma delle pensioni e non vuole la tassa Zucman sui più ricchi. Così la governabilità della Francia resta una chimera e perfino i suoi più stretti sostenitori, a partire dall’ex premier Gabriel Attal (“Macron, non ti capisco più”), hanno preso le distanze.

Se Lecornu fallisce e se non c’è l’apertura ai socialisti, la Francia torna nel caos e l’ipotesi più probabile è quella di un nuovo scioglimento del Parlamento e del ritorno alle urne per elezioni politiche anticipate. Per la verità le opposizioni vorrebbero molto di più e cioè le dimissioni del Presidente Macron. Ora, certamente, Macron, protagonista indiscusso sulla scena internazionale, ha commesso molti errori nella politica interna ma una cosa è certa: se cade Macron, i rischio che la Francia corre è quello di un trionfo dell’estrema destra di Marine Le Pen o, nel caso della sua ineleggibilità, del suo pupillo Jordan Bardella. Ma il rischio più grande lo corre l’Europa: senza il pieno appoggio della Francia la Ue non c’è più perchè la Germania del titubante Merz non può prendere la guida da sola dell’Europa soprattutto se anche a Parigi trionfasse la destra. Non resta che sperare nei miracoli. Ma per ora a festeggiare la crisi francese è solo lo zar russo Vladimir Putin.

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