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Ferrero porta gli investimenti a 1,1 miliardi e punta sugli Usa con la Nutella peanuts. Fatturato verso i 20 miliardi (+4,6%)

La nuova crema alle arachidi è prodotta in Illinois ma sono iniziati i test anche in Italia

Ferrero porta gli investimenti a 1,1 miliardi e punta sugli Usa con la Nutella peanuts. Fatturato verso i 20 miliardi (+4,6%)

Continua a macinare fatturato il gruppo Ferrero, con la prua che punta dritta verso gli Stati Uniti.
Il gruppo ha chiuso l’esercizio con un fatturato consolidato di 19,3 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente, seguendo la strategia delineata da Giovanni Ferrero e attuata dal ceo Lapo Civiletti. Nei dati di fatturato non risulta ancora l’acquisizione per 3,1 miliardi del colosso Usa WK Kellogg Co e delle sue attività negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi, perché l’operazione è stata chiusa a settembre 2025 e il bilancio appena pubblicato ha chiuso ad agosto dello stesso anno.

Il titolo a Piazza Affari quota a metà seduta 2,84 euro in calo dell’1,20%

Nutella resta il driver dell’azienda nelle diverse versioni

È la Nutella il prodotto che ha fatto la storia del gruppo Ferrero, a rappresentare ancora il driver intorno a cui gravita la crescita della multinazionale. Il nuovo balzo lo farà quest’anno con l’arrivo in Nord America di Nutella Peanuts che si affianca alla più classica Nutella. Sarà prodotta nello stabilimento di Bloomington nell’Illinois. Il lancio, avvenuto ieri negli Stati Uniti – in occasione della ventesima edizione del World Nutella Day – prevede una versione con predominanza di arachidi, ma anche di cacao e nocciole. Inoltre per la prima volta verrà portata negli Usa la produzione di Nutella Biscuits e verrà lanciato anche il Cono gelato alla Nutella. “L’iniziativa è soprattutto il risultato della continua innovazione del gruppo che non smette di investire” dice la società.

L’aumento degli investimenti

La piattaforma produttiva per la crescita futura è sostenuta da un incremento degli investimenti in conto capitale pari a circa 1,1 miliardi di euro nel 2024/25, secondo i dati del bilancio consolidato di Ferrero International. “La nostra strategia di crescita basata sull’innovazione del portafoglio e sull’espansione in nuove categorie e mercati continua a produrre risultati positivi” ha detto Daniel Martinez Carretero, chief financial officer del gruppo Ferrero. “L’aumento degli investimenti di capitale effettuati nel 2024/2025 e le nostre recenti acquisizioni riflettono la nostra fiducia nel futuro e la nostra capacità di investire a lungo termine”.

Quasi 50 mila dipendenti nel mondo

Ferrero ha mantenuto la propria presenza globale, con 36 stabilimenti produttivi, e ha concluso l’anno finanziario con un organico globale di 48.697 dipendenti al 31 agosto 2025.

Nel Nord America, Ferrero ha annunciato l’espansione dello stabilimento di Brantford, in Ontario con cui verranno assunti 500 nuovi dipendenti. Con questa espansione, per la prima volta, verrà portata negli States la produzione di Nutella Biscuits fuori dall’Europa. Il Gruppo ha inoltre inaugurato un nuovo stabilimento per la produzione di Kinder Bueno a Bloomington, Illinois, creando 200 nuovi posti di lavoro e una superficie produttiva di circa 15.700 metri quadrati.

In Europa, il Gruppo ha ulteriormente potenziato le proprie capacità produttive nello stabilimento di Villers-Écalles nel nord della Francia, il più grande sito di produzione di Nutella al mondo, per poter soddisfare la domanda in crescita.

La conquista del segmento breakfast negli Usa

In un’intervista a Bloomberg, Ferrero entra ancora più nel dettaglio della campagna negli Usa. Ferrero conosce bene i palati statunitensi, da quando 10 anni fa, ha avviato un piano di crescita e consolidamento e ora la società vuole conquistare definitivamente il segmento breakfast. “I cereali – spiega il direttore finanziario Daniel Martinez Carretero – hanno una penetrazione che supera il 90% nelle famiglie statunitensi. Riuscite a immaginare quanto sia importante per un’azienda di beni di consumo essere presente in quel momento. Kellogg’s ci apre le porte per entrare nel mercato”.

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