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Fed, Trump nomina Kevin Warsh nuovo presidente. Il Senato dovrà confermare la scelta: ecco cosa cambia

Economista e manager con esperienza in finanza, politica e accademia, Kevin Warsh, il più giovane membro mai nominato della Fed, attende ora l’approvazione del Senato per diventare presidente della banca centrale Usa. Finisce l’era Powell

Fed, Trump nomina Kevin Warsh nuovo presidente. Il Senato dovrà confermare la scelta: ecco cosa cambia

Donald Trump ha annunciato la nomina di Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve, che prenderà il posto di Jerome Powell alla scadenza del suo mandato a maggio 2026, segnando una possibile svolta nella gestione della banca centrale americana e ponendo fine a un’odissea di cinque mesi caratterizzata da turbolenze senza precedenti. 

“Conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che sarà uno dei grandi presidenti della Fed, forse il migliore”, ha scritto Trump in un post su Truth Social annunciando la scelta. Secondo fonti interne, il presidente avrebbe scelto Warsh anche per la sua maggiore disponibilità a dialogare con la Casa Bianca, a differenza di Powell, che negli ultimi mesi aveva difeso con fermezza l’indipendenza della Fed dalle pressioni politiche per abbassare i tassi di interesse.

Chi è Kevin Warsh: dall’esperienza Fed a Wall Street e Stanford

Kevin Warsh, 55 anni, è stato membro del Consiglio dei governatori della Federal Reserve dal 2006 al 2011, diventando il più giovane mai nominato. Laureato a Stanford e con un dottorato ad Harvard, ha iniziato la sua carriera in Morgan Stanley (1995-2002), dove è diventato direttore esecutivo del dipartimento fusioni e acquisizioni.

Nel 2002 si è trasferito a Washington, entrando nello staff economico del presidente George W. Bush come assistente speciale per la politica economica e segretario esecutivo del National Economic Council, l’organo che consiglia il presidente su temi economici.

Dopo la Fed, Warsh ha collaborato con Ben Bernanke durante la crisi del 2008 per gestire le banche in difficoltà e ha sviluppato legami sia nel mondo degli investimenti sia in ambito politico ed economico. Successivamente, ha intrapreso una carriera accademica come docente presso la Stanford Graduate School of Business e come ricercatore alla Hoover Institution, nota per le sue posizioni conservatrici. Ha inoltre ricoperto incarichi nei consigli di amministrazione di aziende come Coupang e Ups, e nell’advisory board di Rubicon Global, società di gestione dei rifiuti sostenibile sostenuta anche da Leonardo DiCaprio. Warsh aveva già sfiorato la nomina a presidente della Fed nel 2018, poi assegnata a Jerome Powell.

È sposato con Jane Lauder, figlia del miliardario Ronald Lauder, amico e donatore di Trump. Questi legami familiari rafforzano la fiducia del tyconn della Casa Bianca nella sua scelta.

Fed: perché Trump ha scelto Warsh come presidente?

La nomina arriva dopo anni di tensione tra Trump e Powell. Durante il mandato di Powell, il presidente ha più volte chiesto tagli aggressivi dei tassi, criticando la lentezza della Fed e anche i costi della ristrutturazione della sede di Washington. Recentemente, il Dipartimento di Giustizia ha emesso una citazione a Powell riguardo al progetto di costruzione, alla quale Powell ha risposto definendola un “pretesto” per costringere la Fed a seguire le indicazioni di Trump e allentare ulteriormente la politica monetaria.

Warsh, negli ultimi mesi, ha assunto posizioni più vicine a quelle del presidente, parlando della necessità di un “cambio di regime” alla Fed e criticando l’attuale leadership per “ferite auto-inflitte”. “Il deficit di credibilità riguarda gli attuali membri della Fed, a mio avviso”, aveva dichiarato in un’intervista a Cnbc lo scorso luglio. Sebbene ciò non cancelli l’indipendenza tecnica della banca centrale, potrebbe segnare un avvicinamento della Fed alla Casa Bianca e introdurre cambiamenti nella politica monetaria americana.

“Ha il rispetto e la credibilità dei mercati finanziari”, ha commentato David Bahnsen, chief investment officer di The Bahnsen Group, a Cnbc. “Nessuno nominato avrebbe potuto evitare di tagliare i tassi nel breve periodo, ma a lungo termine sarà un candidato credibile”.

Federal Reserve: ora la palla passa al Senato

La nomina di Kevin Warsh richiede ora l’approvazione del Senato, dove i Repubblicani hanno una maggioranza risicata di tre voti. Il percorso di conferma potrebbe quindi rivelarsi complicato, soprattutto alla luce delle recenti tensioni politiche.

Il senatore Thom Tillis ha già annunciato che bloccherà qualsiasi nomina fino al termine delle indagini del Dipartimento di Giustizia sul progetto di ristrutturazione della sede della Fed, un procedimento che alcuni hanno criticato come un possibile attacco all’indipendenza della banca centrale e che potrebbe avere ripercussioni politiche anche su Powell.

Proprio Powell potrebbe rompere con la tradizione e decidere di restare nel Consiglio dei governatori fino al 2028, evitando di lasciare il posto a un fedelissimo del presidente degli Stati Uniti. Questa eventualità gli permetterebbe di continuare a influenzare indirettamente le decisioni del suo successore e proteggere in parte l’autonomia della Fed, in un momento di forti pressioni politiche e finanziarie.

Fed, cosa cambia per l’economia americana con la nomina di Warsh

Gli analisti non prevedono grandi scossoni nei mercati: Warsh è considerato rispettato e credibile dagli operatori finanziari, grazie alla sua esperienza alla Fed e a Wall Street. I mercati stimano al massimo due ulteriori riduzioni dei tassi quest’anno, portando il tasso sui fondi federali intorno al 3%, considerato il tasso “neutro” per l’economia americana, che né stimola né rallenta la crescita.

Tuttavia, la politica monetaria Usa si trova a un bivio: l’inflazione non è ancora sotto controllo, il debito governativo continua a crescere e il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento. La Fed dovrà quindi bilanciare le pressioni politiche con la necessità di mantenere stabilità e credibilità.

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