Un’altra giornata di fuoco per le Borse europee, che però alla fine chiudono sotto la parità, ma lontane dai minimi A pesare sui mercati sono ancora una volta due grandi incognite: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il futuro dell’intelligenza artificiale, che dopo mesi di forte entusiasmo inizia a spingere gli investitori verso una maggiore prudenza.
Sul fronte internazionale resta alta l’attenzione sul confronto tra Stati Uniti e Iran. Le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo cui Donald Trump starebbe valutando un possibile ampliamento delle operazioni militari contro Teheran, hanno riportato nervosismo sui mercati, già alle prese con un quadro caratterizzato da forte incertezza.
Dall’altra parte della scena ci sono i colossi dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori: nemmeno i conti record di Tsmc riescono a fermare le vendite sui titoli dei semiconduttori. A risentirne sono stati soprattutto i listini asiatici: il Nikkei di Tokyo ha perso il 2,79%, mentre il Kospi di Seoul è crollato del 6,37%, trascinato al ribasso dai titoli dei semiconduttori. In particolare, hanno sofferto Samsung Electronics e Sk Hynix, penalizzate dai timori sulla redditività futura del comparto dei chip. L’incertezza si riflette anche oltreoceano: Wall Street apre in ordine sparso. Il Dow Jones beneficia del balzo di UnitedHealth, che ha superato le attese sugli utili, mentre S&P 500 e Nasdaq risentono della nuova ondata di vendite sui semiconduttori. Sul fronte macro, le vendite al dettaglio Usa sono cresciute dello 0,2% a giugno, in linea con le previsioni, mentre le richieste di sussidi di disoccupazione sono scese più delle attese, confermando un mercato del lavoro ancora solido.
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A Piazza Affari, si mettono in evidenza Fincantieri e i finanziari: Generali, Unipol e Unicredit. Mps scende nel giorno in cui il consiglio di amministrazione di Siena valuta l’offerta di Intesa Sanpaolo, riportando l’attenzione degli investitori sul possibile risiko bancario italiano e sui nuovi equilibri del settore del credito.
Acquisti anche per Fincantieri sostenuta dall’aumento del target price da parte di Deutsche Bank in vista dei conti di fine luglio. Sul fronte dei ribassi, Stm risente della debolezza del comparto tecnologico, vendite anche su Prysmian. Viaggia in territorio negativo anche Poste Italiane, dopo il via libera della Consob all’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim. Poco mossa Recordati, dopo il giudizio di congruità sul corrispettivo dell’opa fissato a 51,29 euro per azione.
Sul mercato obbligazionario lo spread Btp-Bund sale a 80 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano sale al 3,94%. Sul valutario l’euro/dollaro rimane sopra quota 1,14.
Sul fronte energetico, il petrolio prova a non farsi condizionare dal clima di tensione geopolitica: il Brent scende sotto gli 85 dollari al barile e il Wti resta vicino agli 80 dollari, segnale che gli operatori continuano a considerare possibile una soluzione diplomatica della crisi. In rialzo invece il gas europeo, che si porta intorno ai 54 euro al megawattora.