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Eolico, Bei finanzia Edison che punta al Sud Italia

La società sta per incassare il maxi finanziamento di 150 milioni da parte della Banca Europea degli Investimenti – Il prestito arriva con sei cantieri già aperti, impegnati in ricostruzioni di impianti esistenti o realizzazione di nuovi.

Eolico, Bei finanzia Edison che punta al Sud Italia

L’Italia continua a galoppare verso gli obiettivi energetici e ambientali globali. La coesistenza tra fonti fossili e rinnovabili sta diventando un fattore di successo per le imprese che investono. Guadagnano fiducia sui mercati ed aspirano a diventare modello in Europa. Segnali interessanti fanno prevedere che i nuovi indirizzi del governo in tema di efficientamento e produzione toccheranno quelle aree del Paese rimaste sinora indietro. L’incremento dell’eolico – caso interessante – punta decisamente al Sud. La spesa per investimenti nel 2017 è cresciuta e non si fermerà nel 2018, quando la Edison capitalizzerà i 150 milioni di euro di prestito della Banca Europea degli Investimenti. In pochi mesi è la seconda grande azienda distributrice italiana ad ottenere una linea di credito così importante dalla BEI.

A luglio aveva accordato 130 milioni di euro a Terna per l’interconnessione elettrica “Piemonte-Savoia”. Stavolta ha aperto una linea di credito per investimenti mirati nelle Regioni del Sud per sostenere gli obiettivi comunitari. Se Terna, quindi, è alleata con partner francesi per rafforzare il settore di ingresso Nord Ovest, Edison concentrerà i propri sforzi nel Sud Italia. In pratica 165 nuovi megawatt di potenza da installare in capo a E2i energie speciali, Azienda partecipata da Edison e dal Fondo F2i. Si lavorerà in Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania. E proprio la Campania la settimana scorsa ha rivisto la propria normativa specifica del 2013. I 5 stelle avevano contestato alcune scelte autorizzative, ma ora prenderanno atto che i procedimenti saranno più veloci e gli investimenti si faranno sul serio. Un bel segnale.

Il finanziamento in realtà arriva con sei cantieri già aperti, impegnati in ricostruzioni di impianti esistenti o realizzazione di nuovi. Gli impatti sul territorio sono duplici. Il prestito potrà essere utilizzato in diverse tranche ciascuna con una durata di 15 anni. Ha una  disponibilità di 24 mesi ma dovrà tenere conto del piano di investimenti previsto e dei tempi di messa in esercizio. L’altro aspetto riguarda l’incremento di potenza che per Edison nel Sud, equivale ad  incrementare il portafoglio impianti fino ad una potenza di oltre 700 MW. L’intreccio con la strategia energetica nazionale è evidente e permetterà al Sud di avere un ruolo centrale. Il bollettino di ottobre di Terna attesta una crescita del fotovoltaico dello 0,6%.

Per Marc Benayoun, amministratore delegato di Edison, “la fiducia della Banca europea si caratterizza per l’impegno dell’azienda nel campo delle rinnovabili e per la scelta del Sud Italia come area geografica che ha richiamato un importante progetto industriale. Un pensiero anche agli oppositori dei campi eolici, molto attivi in Puglia, Campania e Calabria. Crescerà il numero di pale eoliche con impatti visivi ed territoriali contestati? Non esattamente. Le nuove costruzioni non dovrebbero dare pretesto per bloccare i lavori o mettere mano a ricorsi. I lavori di ricostruzione dei campi esistenti potranno utilizzare l’evoluzione tecnologica degli aerogeneratori per aumentare anche la produttività degli impianti. La Edison dichiara di impegnarsi su questo, con la conseguenza di vedere nei prossimi anni minori pale sulle montagne e i crinali appenninici. Bisogna avere fiducia”.

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