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Eni, utile netto rettificato a 1,3 miliardi nel primo trimestre 2026, buyback incrementato a 2,8 miliardi. Descalzi: “Avanti con rigore”

Eni rivede al rialzo il piano di riacquisto delle azioni proprie che è incrementato di circa il 90% a 2,8 miliardi di euro. Lo comunica il gruppo energetico nella nota sui conti del primo trimestre 2026 dopo il via libera del cda. L’ad Descalzi: “Risultati solidi in contesto di estrema volatilità”

Eni, utile netto rettificato a 1,3 miliardi nel primo trimestre 2026, buyback incrementato a 2,8 miliardi. Descalzi: “Avanti con rigore”

Eni chiude il primo trimestre del 2026 con l’utile netto rettificato a 1,302 miliardi di euro in calo dell’8% sullo stesso periodo del 2025, l’utile netto a 1,071 miliardi (-9%), l’utile operativo proforma adjusted a 3,536 miliardi (-4%) e l’utile netto ante imposte adjusted a 2,378 miliardi (-13%). Lo rende noto la società dopo il via libera ai conti da parte del cda. La produzione di petrolio e gas ha registrato nel primo trimestre 2026 una robusta crescita del 9%. A Piazza Affari, in apertura di seduta, il titolo Eni scatta dopo i conti.

Eni: i conti nel dettaglio

Il flusso di cassa operativo ante capitale circolante al costo di rimpiazzo nel primo trimestre è di 2,878 miliardi (-16% sullo stesso periodo del 2025), gli investimenti organici a 1,872 miliardi (-1%) pressocché in linea.

“In un contesto di incertezza nei mercati energetici e di volatilità dei prezzi, Eni prosegue il proprio percorso di crescita di valore. – spiega la società nella nota – I risultati del primo trimestre 2026 e uno scenario più elevato determinano un miglioramento delle previsioni per l’esercizio in corso. La produzione E&P (esplorazione e produzione) è cresciuta del 9% rispetto al 2025 a 1,8 milioni di barili equivalenti al giorno (boe/g). Le eccezionali scoperte esplorative effettuate da inizio anno con circa un miliardo di barili di boe/g di nuove risorse in Angola, Costa d’Avorio, Libia, Egitto e da ultimo lo straordinario ritrovamento di Geliga in Indonesia, insieme alle decisioni di investimento per due rilevanti progetti a gas nel bacino indonesiano di Kutei danno ulteriore visibilità alla nostra traiettoria di crescita”.

L’annunciato deconsolidamento di Plenitude (la capacità installata da fonti rinnovabili nel primo trimestre è di 5,9 gigawatt +44% sul primo trimestre 2025) “consentirà di liberare valore per Eni e sosterrà la crescita efficiente di Plenitude”.

Entrambi i satelliti della Transizione avanzano nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo: Enilive, con l’approvazione di due importanti progetti di bioraffinazione presso gli hub di Sannazzaro e Priolo; Plenitude, con il completamento dell’acquisizione di Acea Energia incrementa di 1,2 milioni il portafoglio clienti”. Per effetto delle solide performance e della revisione dello scenario esterno, il flusso di cassa operativo è atteso in crescita del 20% rispetto alla previsione iniziale a 13,8 miliardi di euro su base annua.

Eni alza buyback del 90%

Eni rivede al rialzo il piano di riacquisto delle azioni proprie che è incrementato di circa il 90% a 2,8 miliardi di euro. L’azienda spiega che è “in coerenza con la politica di distribuzione, che prevede la condivisione dell’upside con i nostri azionisti”.

Per la remunerazione degli azionisti, nella previsione per il 2026, Eni conferma il dividendo pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025). Sulla base della “revisione dello scenario e dell’aggiornata previsione del Cffo (Cash Flow From Operations), in linea con la politica di distribuzione – precisa Eni nella nota – il 60% dell’upside rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi) sarà destinato alla remunerazione degli azionisti sotto forma di ulteriore buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari al barile; ciò si traduce in un piano di riacquisto di azioni proprie incrementato di circa il 90% a 2,8 miliardi, rispetto a una previsione iniziale di 1,5 miliardi; in caso di scenario superiore a 90 dollari/barile, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione previsti, il 100% dell’upside del Cffo sarà distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre. “La nostra nuova previsione di flusso di cassa di 13,8 miliardi, basata su una revisione del nostro scenario di riferimento per l’anno 2026 si tradurrà in un rafforzamento del programma di riacquisto di azioni proprie a 2,8 miliardi, un incremento di circa 90% rispetto al piano iniziale”, spiega nella nota dei conti l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.

Eni: cosa ha detto Descalzi

“In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia, con l’obiettivo di garantire al mercato e ai propri clienti energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico”. È il commento dell’ad di Eni, Claudio Descalzi, ai conti del primo trimestre 2026. “I risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati. – aggiunge il manager – In prospettiva, il nostro portafoglio flessibile di attività diversificate e di alta qualità, il basso break-even dei progetti E&P, e la nostra robusta struttura finanziaria, con un rapporto di indebitamento ai minimi storici, ci collocano in una posizione eccellente per cogliere i miglioramenti dello scenario e condividere l’upside atteso con gli azionisti”.

“La crescita produttiva di E&P (esplorazione e produzione) si conferma eccellente – rileva Descalzi – Abbiamo continuato a incrementare il valore del portafoglio grazie agli eccezionali successi esplorativi e al rapido avanzamento dei nostri progetti di sviluppo. La Jv con Petronas nel sud-est asiatico, ormai prossima a raggiungere la piena operatività, aprirà una nuova fase di crescita in un’area geografica di grande rilevanza. Le società satellite legate alla transizione, grazie alla solidità dei propri modelli di business integrati, sono in grado di generare risultati solidi, autofinanziando la propria crescita. Enilive è impegnata nella realizzazione di 2 milioni di tonnellate all’anno di nuova capacità di bioraffinazione, includendo i due recenti progetti approvati di Sannazzaro e Priolo. Plenitude prosegue nello sviluppo di capacità di generazione di energia rinnovabile, e con l’acquisizione di Acea Energia ha raggiunto 11 milioni di clienti. Il nostro piano di deconsolidamento posiziona Plenitude al meglio per investire e crescere in modo autonomo ed efficiente. In prospettiva, il nostro portafoglio flessibile di attività diversificate e di alta qualità, il basso break-even dei progetti E&P, e la nostra robusta struttura finanziaria, con un rapporto di indebitamento ai minimi storici, ci collocano in una posizione eccellente per cogliere i miglioramenti dello scenario e condividere l’upside atteso con gli azionisti”, conclude l’ad di Eni.

Eni: idrocarburi e satelliti della transizione

Il risultato operativo proforma adjusted del trimestre di 3,54 miliardi di Eni è dovuto “alla solida performance della E&P e ai risultati stabili di Ggp (Gas e Gnl) e dei satelliti della transizione”. Lo spiega la società nella nota sui conti del primo trimestre 2026 parlando di “risultati in crescita del 23% a livello di utile operativo su base sequenziale, mentre il confronto rispetto all’anno precedente è stato influenzato da effetti cambio sfavorevoli (apprezzamento Euro/Dollaro dell’11%) e da proventi one-off registrati nel 2025”.

E&P: Ebit proforma adjusted di 3,36 miliardi (in aumento del 20% su base sequenziale, pressoché invariato rispetto al trimestre di confronto) è stato “sostenuto dall’impatto favorevole volume/mix, dalle iniziative di efficienza e dai maggiori prezzi di realizzo dell’olio, nonostante l’effetto cambio”.

Ggp e Power: Ebit proforma adjusted di 0,33 miliardi di euro, con risultati Ggp in linea rispetto all’anno precedente, grazie alla continua ottimizzazione del portafoglio di asset, mentre il Power risente di eventi non ricorrenti del primo trimestre 2025.

Enilive: Ebit proforma adjusted di 0,14 miliardi, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente grazie alla performance della bioraffinazione sostenuta dallo scenario favorevole.

Plenitude: Ebit proforma adjusted di 0,21 miliardi di euro impattato dallo scenario sfavorevole (in calo del 12% rispetto al trimestre di confronto).

Refining: perdita proforma adjusted di circa 0,05 miliardi di euro in miglioramento rispetto al 2025 grazie alla ripresa dei margini dei prodotti, i cui effetti sono stati in parte compensati dalle minori lavorazioni.

La Chimica evidenzia una ripresa grazie al processo di ristrutturazione in corso e alle chiusure di impianti dello scorso anno (perdita ridotta del 35% a circa 0,16 miliardi di euro).

Il flusso di cassa adjusted prima del capitale circolante è stato di 2,88 miliardi, finanziando investimenti organici di 1,9 miliardi.

I ritorni di cassa agli azionisti pari a 1 miliardo, includono la terza tranche del dividendo 2025 (0,77 miliardi) e il completamento del programma di riacquisto di azioni proprie (0,3 miliardi). L’indebitamento finanziario netto si attesta a 10,8 miliardi, con un rapporto di gearing del 15% su base proforma in linea con il range obiettivo (10%-15%).

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