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Eni, piano di buyback e petrolio sopra i 91 dollari fanno correre il titolo a Piazza Affari. La novità: azioni gratis ai dipendenti

L’annuncio del piano di buyback e l’andamento del prezzo del petrolio sostengono il titolo Eni in Borsa (+1,21%). Assemblea degli azionisti il 15 maggio per l’acquisto di azioni proprie. Piano per l’azionariato diffuso e sì alla quarta tranche del dividendo 2023

Eni, piano di buyback e petrolio sopra i 91 dollari fanno correre il titolo a Piazza Affari. La novità: azioni gratis ai dipendenti

L’annuncio del piano di buyback sostiene il titolo Eni a Piazza Affari. Le sue quotazioni sono l’eccezione in un Ftse Mib altrimenti tutto in rosso: nel corso della mattinata il Cane a sei zampe guadagna infatti l’1,21% a 15,534 euro. Nella serata di ieri Eni ha annunciato ciò che il cda ha deliberato: sottoporre, cioè, all’assemblea degli azionisti del 15 maggio la proposta di autorizzazione all’acquisto di azioni proprie per un periodo che va fino alla fine di aprile 2025 con le finalità di remunerare gli azionisti e per la realizzazione del piano di azionariato diffuso per i dipendenti (Pad), così come già comunicato al mercato. Il gruppo intende pertanto lanciare nel 2024 il nuovo buyback da 1,1 miliardi e “tale ammontare potrà essere incrementato fino ad un massimo complessivo di 3,5 miliardi”, in caso di aumento del cash flow.

Eni: il piano di buyback e la quarta tranche del dividendo

Il quantitativo massimo di azioni acquistabili nell’ambito del programma è di 328 milioni, pari a circa il 10% del capitale sociale. Sempre ieri, inoltre, il cda di Eni ha dato via libera alla quarta e ultima tranche del dividendo 2023 a valere sulle riserve disponibili, di 0,23 euro (su una erogazione complessiva annuale pari a 0,94) per ciascuna azione in circolazione alla data di stacco cedola del 20 maggio 2024, con messa in pagamento il 22 maggio 2024, in linea con quanto deliberato dall’assemblea del 10 maggio 2023. Per i possessori di Adrs (American deposit receipt) registrati entro il 21 maggio 2024, quotati alla Borsa di New York e rappresentativi ciascuno di due azioni Eni, la quarta tranche dell’erogazione sarà di 0,46 euro per Adr, pagabile il 7 giugno 2024.

Eni ha quindi deliberato la possibile emissione di uno o più prestiti obbligazionari, da collocare presso investitori istituzionali, per un ammontare complessivo non superiore a 5 miliardi (o equivalente in altra valuta), da emettere in una o più tranche entro il 31 marzo 2026. I bond, ha spiegato la società, “perseguiranno l’obiettivo di mantenere una struttura finanziaria equilibrata e verranno utilizzati per i fabbisogni generali di Eni”.

Eni e i benefici grazie al prezzo del petrolio

Le quotazioni del gruppo a Piazza Affari beneficiano inoltre dell’andamento del prezzo del petrolio, con il Brent salito oltre i 91 dollari al barile mentre gli operatori monitorano gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. Gli analisti di Banca Akros ricordano che i target del gruppo sono basati su un prezzo del petrolio a 80 dollari al barile. Un rincaro persistente del greggio potrebbe quindi portare a risultati superiori.

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