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Eni (Bellodi) preoccupata per approvvigionamenti di gas naturale

I prezzi del metano in Italia sono più bassi della media europea, lo ha detto il vicepresidente esecutivo dei rapporti istituzionali del colosso italiano degli idrocarburi, audito in commissione prezzi del Senato – L’Eni però è preoccupata della moratoria, previsa per legge, che inibisce lo sfruttamento dei giacimenti di gas nelle acque territoriali.

Eni (Bellodi) preoccupata per approvvigionamenti di gas naturale

Preoccupazione per gli approvvigionamenti di gas naturale: è l’Eni a esprimerla, in commissione prezzi del Senato, dove è intervenuto Leonardo Bellodi, vice presidente esecutivo dei rapporti istituzionale dell’ente, in occasione dell’indagine sulla dinamica dei prezzi e delle tariffe e sulle ricadute sui cittadini.

Sul fronte del gas, Bellodi ha in particolare puntato il dito sulla cosiddetta “moratoria”, prevista per legge, che inibisce le attività di individuazione e sfruttamento dei giacimenti di gas nelle acque territoriali. “Il persistere di tali vincoli rende estremamente problematico superare la dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti di gas naturale”, ha rimarcato Bellodi. E comunque, sempre in tema di gas, il rappresentante dell’Eni ha evidenziato che il costo del gas sostenuto dalle piccole imprese, in base ai dati dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, risulta in Italia inferiore a quello di altri paesi europei, come la Francia e la Germania, sia al netto che al lordo della componente fiscale. Viceversa, per quanto riguarda i consumi domestici, l’Italia conserva un vantaggio competitivo rispetto ad altri paesi europei “solo se non si tiene conto del peso della componente fiscale nella composizione del prezzo del gas”.                                                                                

Componente fiscale che, come è arcinoto, appesantisce anche il prezzo dei carburanti per autotrazione. E su questo fronte l’occasione è servita all‘Eni per ribadire le proprie proposte per migliorare l’efficienza della rete, intervenendo su tre direttrici principali: 1) l’aumento della modalità di erogazione self-service, 2) lo sviluppo delle attività non-oil, 3) il mantenimento delle «isole servite». “La realizzazione di tali interventi- ha rimarcato Bellodi-  potrebbe contribuire a ridurre i prezzi dei carburanti, nell’interesse non solo dei consumatori ma anche degli stessi operatori”.

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