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ELEZIONI REGIONALI, Istituto Cattaneo: Pd, Grillo e Forza Italia perdono voti, la Lega avanza

L’analisi del voto di domenica dell’Istituto Cattaneo di Bologna rivela che quasi tutti hanno perso voto sia sulle Europee del 2014 che sulle politiche del 2013: dal Pd a Forza Italia e perfino al Movimento 5 Stelle di Grillo – Solo la Lega guadagna consensi, raddoppiando sulle politiche e avanzando soprattutto nelle regioni rosse: oggi pesa il doppio di Fi

ELEZIONI REGIONALI, Istituto Cattaneo: Pd, Grillo e Forza Italia perdono voti, la Lega avanza

La Lega Nord avanza, il Pd e Forza Italia arretrano, ma anche Grillo perde una valanga di consensi. Lo mette in luce l’Istituto Cattaneo di Bologna che, per individuare vincitori e vinti alle regionali, confronta i voti intercettati dai vari partiti nella tornata di domenica, con quelli ottenuti alle europee 2014 e alle politiche 2013.

Il Partito democratico, afferma il Cattaneo, perde più di tre milioni di voti, anche a causa dell’astensione. In termini percentuali il calo è maggiore nelle regioni che sono andate agli avversari, il Veneto (-65,8%) e la Liguria (-57,3%), ma è significativo anche in Toscana (-42,6%). 

Se Atene piange però Sparta non ride e basta dare un’occhiata ai risultati del Movimento 5 stelle per rendersene conto. I pentastellati perdono circa il 60% dei loro consensi rispetto all’exploit delle politiche 2013 e del 40,4% sulle europee. In valori assoluti i grillini perdono quasi due milioni di voti dalle politiche e quasi 900 mila dalle europee. Come mai? Secondo l’istituto bolognese il movimento, in questo frangente, non ha saputo capitalizzare, a sinistra, il problema degli “impresentabili” in Campania e a destra il malessere degli elettori del Veneto, che si sono orientati verso Salvini. 

Più prevedibile invece è il crollo di Forza Italia: la compagine guidata da Silvio Berlusconi perde il 46,9% dalle europee e oltre i due terzi dei consensi rispetto alle politiche del 2013 (-67,0%). Valori eccezionali in termini assoluti: meno 2 milioni di voti sul 2013; meno 1 milione o quasi sul 2014. 

Nel desolante panorama svetta invece, in termini di crescita percentuale, la Lega Nord, che intercetta un numero di consensi doppio rispetto alle politiche (+109,4%, pari a 402.584 voti) e +50,0% sulle europee (pari a oltre duecentomila voti). 

“Ovviamente – scrive il Cattaneo – trattandosi di un partito a forte connotazione geo-territoriale emergono variazioni tra le regioni considerate. La crescita maggiore è nelle regioni centrali (“rosse”), ossia nelle aree in cui in precedenza il partito era meno forte”. 

Paradossalmente la Lega cala solo in Veneto (-9,7%), per il risultato eclatante della lista “del presidente” collegata al candidato Luca Zaia. Ma c’è un ulteriore aspetto da sottolineare: “Il mutato rapporto di forze fra i due maggiori attori politici del centro- destra. La Lega Nord è diventato il primo partito di quest’area politica (e della potenziale coalizione) in tutte le regioni in cui ha presentato una propria lista. La crescita in voti assoluti ha consentito al Carroccio di superare Forza Italia”. 

Oggi il peso delle camicie verdi è quindi doppio rispetto a quello delle camicie azzurre (67% vs 33%). “Un dato molto significativo se si considera che ancora un anno fa i rapporti di forza erano praticamente invertiti”. 


Allegati: Analisi Istituto Cattaneo – Regionali 2015 – Chi ha vinto chi ha perso e dove (1 giugno 2015).pdf

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