Elezioni regionali in Calabria 2025 al via: domenica 5 e lunedì 6 ottobre 2025 i cittadini calabresi torneranno alle urne per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare il Consiglio regionale. Si tratta della terza tornata di elezioni regionali dell’anno, dopo il successo dell’Union Valdôtaine in Valle d’Aosta e le elezioni nelle Marche, dove il governatore uscente Francesco Acquaroli è stato confermato con il 52,4% dei voti contro il 44,4% di Matteo Ricci, consolidando il vantaggio del centrodestra. Questo risultato ha dato slancio alla coalizione, che punta ora a replicare la performance anche in Calabria, considerata un banco di prova fondamentale per il “campo largo”. All’orizzonte ci sono già altre sfide elettorali decisive: la Toscana voterà il 12 e 13 ottobre, con i sondaggi che vedono in vantaggio il presidente uscente Eugenio Giani (centrosinistra) sul candidato di centrodestra Alessandro Tomasi, mentre Campania, Puglia e Veneto saranno chiamate al voto domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025, completando un autunno elettorale intenso e determinante per l’equilibrio politico nazionale.
Elezioni regionali Calabria 2025: perché si vota in anticipo e chi sono i candidati
Le elezioni regionali in Calabria arrivano con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del 2026, dopo le dimissioni del presidente Roberto Occhiuto, rassegnate il 31 luglio 2025 in seguito all’apertura di un’inchiesta per corruzione. Pochi giorni più tardi, lo stesso Occhiuto ha annunciato la sua ricandidatura, rivendicando i risultati ottenuti e lanciando un messaggio diretto agli elettori: “Mi dimetto e mi ricandido. Questa volta il futuro della Calabria lo decidono solo i calabresi”.
La sfida per la guida della Regione si gioca dunque su tre fronti principali. Occhiuto, governatore uscente, corre sostenuto da tutta la coalizione di centrodestra composta da otto liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Sud Chiama Nord, Forza Azzurri e la civica Occhiuto Presidente. La sua campagna punta sul bilancio dei primi anni di governo, con particolare attenzione agli investimenti in infrastrutture, turismo, innovazione e cultura, e sulla capacità del centrodestra di mobilitare il consenso nelle aree storicamente favorevoli.
Lo sfidante più forte è Pasquale Tridico, economista ed ex presidente dell’Inps. Arriva all’appuntamento elettorale da europarlamentare del M5S, candidato di una coalizione progressista (il cosiddetto “campo largo”) che riunisce sei liste, tra cui Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Democratici e Progressisti e Alleanza Verdi-Sinistra. Il suo programma propone un “reddito di dignità” regionale e misure mirate a ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche. La strategia elettorale si concentra soprattutto sulle aree più fragili dal punto di vista economico e sulla promessa di un cambiamento netto rispetto alla gestione del centrodestra.
A completare il quadro c’è Francesco Toscano, leader di Democrazia Sovrana Popolare, che si presenta come alternativa agli schieramenti tradizionali. La sua campagna si focalizza su sanità, infrastrutture ed edilizia scolastica. Pur avendo un peso elettorale più simbolico che competitivo, Toscano potrebbe comunque influenzare il risultato finale, soprattutto nella distribuzione dei seggi in Consiglio regionale.
Confronto tv Occhiuto-Tridico: ecco come è andata
Il dibattito televisivo tra Occhiuto e Tridico, trasmesso da SkyTg24, ha evidenziato le principali linee di frattura. Sul lavoro, Tridico ha denunciato il tasso di occupazione più basso d’Europa (48%) e proposto nuove assunzioni nella cultura e nell’ambiente, mentre Occhiuto ha replicato che non bastano posti pubblici per rilanciare l’occupazione, rivendicando sgravi e bandi già avviati. La sanità è rimasta al centro del confronto: Tridico ha denunciato chiusure di ospedali e carenze territoriali, chiedendo guardie mediche in ogni comune; Occhiuto ha rivendicato la riapertura di cantieri e nuovi investimenti. Sul ponte sullo Stretto, il governatore uscente lo considera un attrattore di investimenti, mentre il candidato progressista lo giudica non prioritario. Divergenze anche su autonomia differenziata e politica estera: Tridico si è detto favorevole al riconoscimento dello Stato di Palestina, Occhiuto contrario a un ruolo regionale sul tema. Infine, sul fronte giudiziario, Occhiuto ha ribadito che non si dimetterà in caso di rinvio a giudizio, ricordando di averlo già fatto per evitare strumentalizzazioni; Tridico, invece, si è dichiarato disponibile a lasciare l’incarico in caso di procedimento a suo carico.
Calabria al voto 2025: pronostici, percentuali e cosa può succedere
Le ultime rilevazioni prima del silenzio elettorale, entrato in vigore il 20 settembre, confermano Occhiuto in vantaggio, seppur con margini ridotti rispetto all’estate. I sondaggi di Noto, BiDiMedia, Swg, Ipsos e Tecnè indicano Occhiuto tra il 53% e il 57%, Tridico tra il 38% e il 46% e Toscano tra lo 0 e il 2%. Solo Termometro Politico ha stimato un possibile avvicinamento del centrosinistra, collocando Tridico tra il 42,5% e il 48,5%.
La Calabria si appresta a diventare un banco di prova decisivo per il centrosinistra. Se il “campo largo” non dovesse ottenere risultati, la coalizione progressista sarà costretta a rivedere strategie, alleanze e linguaggio politico, con ripercussioni possibili anche sulle elezioni future. Per il centrodestra, invece, la Regione rappresenta l’opportunità di consolidare la seconda vittoria consecutiva nel Sud e rafforzare la leadership di Roberto Occhiuto, confermando un radicamento stabile sul territorio e il successo di un modello politico consolidato.
Le urne di ottobre vanno quindi ben oltre il voto locale: saranno un indicatore dello stato di salute dei principali schieramenti italiani e della capacità del centrosinistra di competere nel Mezzogiorno. Nei prossimi giorni si capirà se Occhiuto riuscirà a confermare la sua presidenza, se Tridico potrà ribaltare i pronostici o se Toscano manterrà un ruolo simbolico ma significativo nel Consiglio regionale, delineando un quadro politico che potrebbe influenzare l’intero scenario nazionale e le prossime elezioni politiche.
Elezioni Calabria: risultati passati e partecipazione al voto
Dal 1995, anno in cui i presidenti regionali vengono eletti direttamente dai cittadini, la Calabria ha visto prevalere il centrodestra in cinque occasioni e il centrosinistra in due. Nel 2021 Occhiuto vinse con oltre il 54% dei voti, battendo Amalia Bruni (28%) e Luigi De Magistris (16%). Nel 2020, la presidente Jole Santelli trionfò con oltre il 55%. Il centrosinistra aveva vinto nel 2014 con Mario Oliverio (61%) e nel 2005 con Agazio Loiero. Il centrodestra prevalse nel 2010, 2000 e 1995. Ma resta un’incognita fondamentale: la partecipazione dei cittadini, con un’affluenza che negli ultimi anni in calo continuo: dal 69% del 1995 si è scesi al 64% del 2005, al 59% del 2010 e infine al 44% circa registrato nelle ultime tre tornate (2014, 2020 e 2021).
Elezioni Calabria: come funziona il voto e quali sono le regole
Gli aventi diritto al voto sono circa 1,9 milioni, suddivisi in tre circoscrizioni. Anche i calabresi residenti fuori regione o all’estero possono votare, ma esclusivamente nel comune di residenza. Gli elettori possono scegliere di votare per il solo candidato presidente, per un candidato con lista collegata o solo per una lista, il cui voto confluirà automaticamente sul presidente sostenuto. Non è ammesso il voto disgiunto. È possibile esprimere fino a due preferenze per i candidati al consiglio regionale, purché di sesso diverso; altrimenti la seconda preferenza viene annullata.
Il presidente sarà eletto a maggioranza relativa senza ballottaggio. Il consiglio regionale è composto da 30 membri più il presidente. Le soglie di sbarramento sono dell’8% per le coalizioni e del 4% per le liste singole, con un premio di maggioranza che garantisce almeno 16 seggi (55%) se la coalizione vincente non supera il 40% dei voti e almeno 18 seggi (60%) se lo supera.