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Draghi alza il limite per gli acquisti della Bce e rivede al ribasso le stime sul Pil

La Bce lascia invariati i tassi di interesse, corregge al ribasso le stime su crescita e inflazione, alza il limite per gli acquisti di titoli di Stato e si dice disponibile a rafforzare il Quantitative Easing se si dovesse rendere necessario – Le parole di Mario Draghi scaldano le borse che festeggiano con rialzi dell’ordine del 2%

Mario Draghi non delude le attese anche se non cambia per ora il Quantitative Easing pur dicendosi pronto a rafforzarlo. Immediate le reazioni positive dei mercati finanziari. Ecco come sono andate le cose. 

Alle 13:45 la Bce ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dell’eurozona già fissati nel novembre del 2014. I tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso lo sportello ufficiale, restano così rispettivamente allo 0,05%, allo 0,30% e a -0,20%.

Alle 14.30 Mario Draghi si è poi presentato in conferenza stampa di fronte ai giornalisti per illustrare le nuove previsioni di crescita economica e sull’inflazione. Il tema centrale del discorso di Draghi – e questo è il secondo elemento più importante della giornata –  è la decisione della Bce di alzare dal 25% al 33% il limite per gli acquisti della Bce per ogni singola emissione nell’ambito del programma di QE lanciato a inizio 2015. 

Draghi ha confermato la disponibilità della Bce di ampliare il programma di acquisti mensile di 60 miliardi e allungarne la scadenza a dopo il settembre 2016, in caso di necessità. L’obiettivo della Bce è vedere risultati positivi sul credito erogato a imprese e famiglie nell’area euro e l’inflazione allineata o poco sotto la soglia del 2%. 

Il numero uno della Banca centrale europea ha rivisto al ribasso le stime per la crescita della zona euro e dell’inflazione che impiegherà più tempo del previsto per virare al rialzo. 

Il rallentamento dell’economia globale e della domanda estera hanno avuto un impatto negativo sulle stime di crescita, riviste al ribasso rispetto alla precedente stima. La Bce vede un Pil incrementato di 1,4% nel 2015, 1,7% nel 2016 e 1,8% nel 2017. “Se confrontato con le previsioni di giugno 2015 – spiega Draghi – la stima è stata rivista al ribasso a causa della domanda esterna indebolita e il rallentamento della crescita dei merceti emergenti”.

Sulla base delle informazioni a disposizione – continua Draghi – l’inflazione dovrebbe rimanere bassa nel breve periodo, l’inflazione annuale dovrebbe salire verso la fine di quest’anno anche sulla base degli effeti del calo del petrolio”. La Bce rivede al ribasso anche la stima dell’inflazione nell’Eurozona per il 2016 all’1,1% dall’1,5%, quella per il 2017 è tagliata all’1,7% dall’1,8%. Per quest’anno la stima è tagliata allo 0,1% dallo 0,3%. In sostanza secondo la Bce “la ripresa continua a un ritmo più debole del previsto a fronte del rallentamento dei mercati emergenti, che pesa sulla crescita globale e sulle esportazioni dell’area euro”.

Le parole di Draghi hanno ancora una volta scaldato i mercati e tutte le principali Borse europe- a partire da Piazza Affari – guadagnano almeno il 2%. 

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