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Dopo il downgrade di S&P tutti gli occhi sono di nuovo puntati sulla Grecia

Il premier Papademos assicura che da mercoledì riprenderanno i negoziati con i creditori privati, dopo che le banche, insoddisfatte delle offerte ricevute, hanno chiesto una pausa di riflessione – Entro il 10 febbraio Atene “annuncerà i termini dell’offerta di scambio sul debito pubblico e il nuovo programma economico”.

Dopo il downgrade di S&P tutti gli occhi sono di nuovo puntati sulla Grecia

Il default ellenico torna a far tremare l’Europa e i mercati. Il declassamento dei debiti sovrani di 9 Paesi dell’eurozona, da parte dell’agenzia americana Standard and Poor’s, è passato quasi inosservato sulle piazze europee. Le paure degli investitori virano verso il sud del Mediterraneo e si ricomincia pericolosamente a parlare di un’imminente bancarotta della Grecia. Atene è tornata al centro della scena venerdì quando i partner privati, rappresentati dai co-direttori del comitato dei creditori ellenici Charles Dallara e Jean Lemierre, hanno chiesto al governo greco una pausa di riflessione prima di riprendere le trattive. 

Entro il 20 marzo, quando scadranno 14,5 miliardi di titoli di Stato, la Grecia deve trovare un’intesa con le banche private, l’Ue e il Fondo monetario. In base all’accordo del 26 ottobre scorso, i privati avevano accettato di ridurre del 50% il valore dei titoli di stato ellenici nelle loro mani (oggi pari a 205 miliardi di euro) scambiandoli volontariamente con nuovi titoli. Grazie a questa riduzione del valore dei bond (fino a un massimo di 100 miliardi di euro a seconda delle sottoscrizioni all’accordo) si otterrebbe una diminuzione del rapporto Debito/ Pil dal 160% di oggi al 120% nel 2020.



Le negoziazioni sono diventate tumultuose nel momento di decidere cedole e scadenze dei nuovi titoli scambiati. Secondo fonti citate da Bloomberg, i governi europei premono per un valore dei coupon del 4%. Secondo Le Figaro, il Fondo monetario avrebbe invece proposto una cedola del 2%. E secondo Dallara e Lemierre “le proposte del governo ellenico non avrebbero portato a conclusioni soddisfacenti”. Per la Troika (Ue, Bce e Fmi), lo swap è fondamentale per ridurre il debito pubblico ed è un prerequisito di base per ricevere ulteriori aiuti internazionali. I nuovi titoli (per un valore di 100 miliardi di euro) sarebbero respaldati da 30 miliardi di euro di collaterali di alta-gamma garantiti dal Fondo-salva stati (Efsf).

Il primo ministro greco, Geoge Papademos, questa mattina ha subito cercato di calmare le acque assicurando che da mercoledì 18 gennaio l’Institute of International Finance, istituto che rappresenta l’insieme delle banche che detengono obbligazioni elleniche, e l’esecutivo siederanno nuovamente ai tavoli dei negoziati e che tra il 6 e il 10 Febbraio il governo annuncerà i termini dell’offerta di scambio sul debito pubblico e il nuovo programma economico.

Le banche più esposte al debito greco, rappresentate dall’Iif, sono la National Bank of Greece, Bnp Paribas, Commerzbank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ing Groep e Allianz.

L’indice Ase della Borsa di Atene perde l’1,06%. poco prima delle 16.

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