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Donne vittime di violenza, 3 proposte di legge per l’inserimento nel lavoro

Aiuti e incentivi per l’inserimento nel mondo del lavoro delle donne vittime di violenza: sono gli obiettivi di tre proposte di legge all’attenzione della commissione Lavoro di Montecitorio

Donne vittime di violenza, 3 proposte di legge per l’inserimento nel lavoro


La pandemia ha avuto tra le tante conseguenze anche una impennata di richiesta di aiuto da parte di donne costrette alla coabitazione forzata con la violenza domestica e che si sono rivolte al Telefono Rosa. E il Telefono Rosa ha lavorato ininterrottamente 365 giorni l’anno anche durante il lockdown attraverso consulenze telefoniche e l’attivazione di una chat. con un  un aumento del 71 per cento delle telefonate e il 45 percento in più delle chat che sono praticamente triplicate rispetto a quelle che erano negli anni precedenti.

E poi ci sono i femminicidi. Dal consuntivo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza cresce  l’incidenza percentuale sul totale degli omicidi delle donne uccise: 116 vittime nel 2021 (erano 110 nel 2019), di cui 100 uccise in ambito familiare/affettivo (erano 93 nel 2019); di queste ultime, 68 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner (erano 67 nel 2019)”. A livello mondiale  la ricerca “Gender related killing of women and girls” ha dimostrato che ogni anno nel mondo vengono uccise 87 000 donne per motivi di genere.

Come aiutare ragazze e donne vittime di violenza? Una proposta di legge all’esame dei deputati  prevede l’ampliamento delle disposizioni della legge del ’99 che garantisce una quota di riserva sul numero di dipendenti dei datori di lavoro pubblici e privati che occupano più di 50 dipendenti. Riserva  attribuita in favore di orfani, coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, nonché coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro e dei profughi italiani rimpatriati. La predetta quota è pari a un’unità di personale per i datori di lavoro, pubblici e privati, che occupano da 51 a 150 dipendenti, mentre per i datori di lavoro che occupano più di 150 dipendenti la quota di riserva si applica nella misura dell’1 per cento. Ebbene, si propone di inserire fra le categorie protette anche le donne vittime di violenza domestica inserite nei percorsi di protezione attivati dai servizi sociali.

L’allargamento della quota di riserva è previsto da una seconda proposta di legge che in aggiunta suggerisce uno sgravio contributivo per l’assunzione di donne vittime di violenza. La terza proposta di legge amplia l’erogazione delle agevolazioni a tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, che assumono donne vittime di violenza di genere con contratti a tempo indeterminato.

Le tre proposte di legge verranno compendiate in un testo unificato, ma intanto la commissione ha avviato una serie di audizioni. Questa settimana sono in calendario i rappresentanti dell’Associazione nazionale volontarie del Telefono rosa ONLUS, dell’Osservatorio nazionale sostegno vittime e dell’Unione nazionale vittime (UNAVI) e di rappresentanti dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (IRPPS-CNR), 

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