Di fronte alla tempesta che ha di nuovo investito la Deutsche Bank con l’inchiesta della magistratura tedesca su un sospetto riciclaggio di denaro sporco dell’oligarca russo Roman Abramovic bisogna essere garantisti come sempre: prima di una sentenza certa non si può condannare nessuno. Questo vale sul piano giuridico, ma sul piano politico e finanziario la musica cambia ed è ora di dire con chiarezza: cari tedeschi, smettete di darci lezioni e di porre veti alle banche italiane e alla scalata di Unicredit in Commerzbank perché non avete l’autorità morale e la pioggia di scandali che ha investito la Deutsche Bank negli ultimi 25 anni nega ogni presunta superiorità del sistema bancario tedesco rispetto a quello italiano.
Speriamo che il cancelliere tedesco Friedrick Merz se ne renda conto e sappia guardare alla realtà per quella che è archiviando i veti pregiudiziali alla crescita delle banche italiane in Germania e in particolare alla scalata di Andrea Orcel alla Commerzbank. Del resto il sospetto riciclaggio di denaro sporco di Roman Abramovic è solo il più recente scandalo che ha investito la prima banca tedesca. Il riciclaggio è un vizio antico per la Deutsche Bank, ma non dimentichiamoci nemmeno che nel 2020 il Dipartimento dei servizi finanziari di New York le inflisse una multa di 150 milioni di dollari per aver mantenuto Jeffrey Epstein come cliente malgrado fosse a conoscenza del suo passato di criminale.
E che dire del riciclaggio dei fondi russi del 2017 e dello scandalo Danske Bank tra il 2007 e il 2015? Per non dire del ruolo perverso che la banca tedesca ebbe nella crisi dei mutui subprime, nella manipolazione dei tassi Libor ed Eurolibor e nella violazione dell’embargo Usa sull’Iran. Enrico Cuccia riteneva la Deutsche Bank dei suoi tempi una banca modello ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e la maggior banca tedesca è diventata la banca degli scandali.