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Credito privato sotto pressione: dalle major Usa all’elvetica Partner, peggiora la qualità e preoccupa l’esposizione alle società di software

Nel giro di pochi giorni si sono accesi diversi campanelli d’allarme da istituti statunitensi: da JP Morgan a Cliffwater a BlackRock e Black Stone. Forte l’esposizione verso società di software

Credito privato sotto pressione: dalle major Usa all’elvetica Partner, peggiora la qualità e preoccupa l’esposizione alle società di software

Finora sembrava un fenomeno circoscritto in terra yankee. Invece i germogli di una potenziale crisi del credito ai privati sembrano esserci anche nel Vecchio Continente e in particolare in Svizzera: secondo il Financial Times anche l’elvetica Partners Group ha segnalato la possibilità che i tassi di insolvenza dei crediti privati andranno crescendo nei prossimi anni, fino a raddoppiare. Il presidente di Partners Group, Steffen Meister, ha detto al FT che gli istituti si troveranno a sostenere tutti gli svantaggi della crisi economica causata dall’intelligenza artificiale.

I commenti di Meister giungono in un momento in cui le preoccupazioni degli investitori riguardo a un settore da quasi 2 trilioni di dollari si stanno aggravando, sia per il peggioramento della qualità del credito sia per la forte esposizione alle società di software, i cui modelli di business sono minacciati dai rapidi progressi dell’intelligenza artificiale.

Meister ha detto al FT che negli ultimi dieci anni i default annuali nel credito privato sono stati in media del 2,6% e che i tassi di default sono stati “così bassi” che gli istituti di credito privati ​​hanno gestito portafogli diversificati di prestiti, per poi ricorrere nuovamente alla leva finanziaria.

I campanelli d’allarme: da JPMorgan a Cliffwater a BlackRock a Black Stone

È ancora fresco, e inquietante, il ricordo degli episodi dello scorso anno in cui si sono visti i fallimenti del produttore di componenti per auto First Brands e del creditore subprime Tricolor. Le ricadute hanno intensificato l’attenzione su un mercato che era cresciuto rapidamente, attirando ingenti investimenti istituzionali e crescenti prestiti alle imprese negli ultimi anni.

Le notizie che riguardano il settori si sono accumlte negli ultimi giorni. Il più recente caso statuninense riguarda JPMorgan Chase che questa settimana ha annunciato di aver ridotto il valore di alcuni prestiti ai fondi di credito privati ​​dopo aver esaminato l’impatto delle turbolenze di mercato che hanno interessato le società di software, ha riferito mercoledì Reuters. Istituti di credito come JPMorgan agiscono come banche per i fondi di credito privati, fornendo loro liquidità utilizzando i loro prestiti come garanzia. Una riduzione del valore di tali attività limiterà l’importo che la banca potrà erogare a questi fondi e, in un circolo vizioso, aumentando ulteriormente la pressione su un settore già alle prese con una serie di ingenti prelievi da parte degli investitori al dettaglio, spaventati anche dai nuovi standard di sottoscrizione.

Già lo scorso ottobre Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase & Co, aveva avvertito che altri “scarafaggi” sarebbero emersi nel mondo dei prestiti privati, un tempo fiorente ma poco trasparente, dove i prezzi non vengono solitamente resi pubblici. Da allora, alcuni investitori del settore hanno ignorato le preoccupazioni sui tassi di insolvenza e sul potenziale di rischi più diffusi.

Le banche di Wall Street sono state le più convinte sostenitrici finanziarie del settore del credito privato, prestando circa 300 miliardi di dollari ai fondi di credito a fine giugno, secondo un rapporto di Moody’s Ratings di ottobre, basato sui dati del Consiglio dei governatori della Federal Reserve. Il rapporto mostrava che JPMorgan aveva un’esposizione al credito privato pari a 22,2 miliardi di dollari.

Pimco, che ha una gestione patrimoniale da 2.300 miliardi di dollari, che era stato uno di primi a segnalare la crisi dei mutui subprimi nella crisi del 2008) ha segnalato questa settimana che la crescente tensione nel mercato del credito privato è il risultato di anni di standard di valutazione del credito approssimativi. “Siamo alla resa dei conti”, ha detto Christian Stracke, presidente della società in un podcast del 10 marzo insieme a Gregory Hall, responsabile della gestione patrimoniale globale negli Stati Uniti, come ha riportato Bloomberg. “Non si tratta solo di una crisi di fiducia, ma di una crisi dovuta a una cattiva gestione del rischio assicurativo“.

Questa settimana Cliffwater Llc ha annunciato di aver dovuto affrontare richieste di rimborso superiori al 7% dal suo fondo principale, da 33 miliardi di dollari, ha riferito Bloomberg martedì.

La scorsa settimana anche BlackRock aveva dichiarato di aver limitato i prelievi da un importante fondo obbligazionario dopo un’impennata di richieste di rimborso, mentre Blackstone ha rivelato che il suo fondo di credito privato, noto come Bcred, ha dovuto affrontare un’impennata di prelievi nel primo trimestre, dopo l’allarme acceso nei giorni precedenti da Blue Owl Capital Inc.

Secondo Ubs, i default creditizi privati ​​si attestano tra il 3% e il 5% e i segnali di tensione, come i finanziamenti con interessi pagati in natura utilizzati per aiutare i creditori in difficoltà a far fronte ai propri obblighi debitori, si stanno avvicinando ai massimi post-pandemia.

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