A Wall Street si è aperta un’altra ferita, dopo le sofferenze che hanno colpito il settore dei software e dei trasporti: ora a subire un duro colpo sono i titoli di private equity dopo il caso di Blue Owl Capital che ha trascinato al ribasso anche i suoi concorrenti. Come per gli altri casi, sullo sfondo ci sono gli investimenti in intelligenza artificiale, questa volta declinati in termini di eccessiva leva finanziaria.
La società di private equity Blue Owl Capital si trova ad affrontare un vortice sempre più ampio di rendimenti in calo sui prestiti, preoccupazioni che l’intelligenza artificiale possa consumare le società di software indebitate e persistenti timori di un surriscaldamento dei prestiti. La sua risposta, per ora, è vendere: la società ha detto che sta vendendo 1,4 miliardi di dollari in asset da tre dei suoi fondi di credito, in modo da poter restituire il capitale agli investitori e ripagare il debito. Non solo, ma ha anche bloccato definitivamente i riscatti in uno dei fondi poiché i prestiti diretti e le azioni del software sono sotto pressione.
I suoi titoli hanno chiuso giovedì a Wall Street con un ribasso di circa il 6% trascinando anche le azioni dei rivali più grandi: Apollo Global Management è sceso di quasi il 6%, Ares e Blackstone in calo di oltre il 6%, KKR & Co. in calo di quasi il 4% e Carlyle Group è crollato di oltre il 5%.
La pressione su Blue Owl, che finanzia società produttrici di chip, riflette la crescente preoccupazione per i rendimenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale e, dicono gli analisti, ha messo in luce l’eccesso di leva finanziaria utilizzata per finanziare alcune spese in conto capitale per l’intelligenza artificiale. I produttori di chip, che stanno realizzando profitti esorbitanti grazie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sono rimasti finora immuni dalle recenti vendite nel settore del software e in altri settori considerati a rischio di crisi. Ma il caso Blue Owl Capital ha acceso un faro anche su questo settore.
Un canarino nella miniera di carbone
Queste vicende ricordano i primi giorni della crisi finanziaria del 2008, sebbene non abbiano la stessa portata, ricorda l’economista Mohamed El-Erian. “È questo un momento da ‘canarino nella miniera di carbone’, simile a quello dell’agosto 2007?” ha scritto El-Erian su X. “Questa domanda sarà nella mente di alcuni investitori e politici, mentre valutano la notizia che Blue Owl sta bloccando alcuni riscatti”. Ha inoltre detto che ciò solleva interrogativi sui maggiori rischi sistemici dell’intero settore e che “si profila un calo significativo – e necessario – delle valutazioni per asset specifici”.
Il tentativo fallito della fusione di due fondi
La vendita degli asset avviene poco più di tre mesi dopo che Blue Owl ha abbandonato il piano di fondere due dei tre fondi in uno e di sospendere temporaneamente i riscatti nel fondo più piccolo, la cui ripresa era prevista per questo trimestre.
I dubbi sulla qualità del credito e sull’esposizione ai titoli del software hanno tormentato il settore per mesi. Il dietrofront sui riscatti – proprio quando gli investitori pensavano che sarebbero ripresi – ha scatenato una rivolta degli azionisti, facendo scendere Blue Owl anche del 9,8% nel corso delle contrattazioni ieri
L’affannosa vendita di asset per rimborsare i debiti
Blue Owl ora ha deciso di vendere quote di 128 diverse società in portafoglio in 27 settori, ma la maggiore concentrazione, il 13%, è nel settore in difficoltà del software e dei servizi, ha detto la società. L’indice S&P 500 Software & Services ha perso circa 2.000 miliardi di dollari di valore dal picco di ottobre, con circa la metà delle perdite registrate questo mese.
I prestiti sono detenuti tramite tre fondi di credito: 600 milioni di dollari in Blue Owl Capital Corp II, 400 milioni di dollari in Blue Owl Technology Income Corp e 400 milioni di dollari in Blue Owl Capital Corp.
I proventi saranno utilizzati in parte per pagare gli investitori di Obcd II, che la società ha tentato senza successo di fondere con il fondo quotato in borsa lo scorso anno, e per estinguere il debito, ha detto la società. Gli altri due fondi utilizzeranno la liquidità per estinguere il debito. La società ha inoltre dichiarato di vietare definitivamente i riscatti del fondo Obcd II in futuro. “Il Consiglio di amministrazione dell’Obcd II intende dare priorità alla distribuzione di liquidità in modo proporzionale a tutti gli azionisti attraverso distribuzioni trimestrali di restituzione del capitale, che sono destinate a sostituire le future offerte pubbliche di acquisto trimestrali e possono essere finanziate da utili, rimborsi, altre opportunità di vendita di attività o transazioni strategiche”, ha detto la società.
Il co-presidente di Blue Owl, Craig Packer, ha aggiunto che la società spera di restituire rapidamente il capitale agli investitori del suo fondo Obdc II. “Non stiamo interrompendo i riscatti, stiamo semplicemente cambiando il metodo con cui li forniamo”, ha detto Packer agli analisti durante una conference call giovedì. Ha aggiunto che il pagamento previsto per i titolari del fondo sarebbe stato pari al 30% del valore del fondo, più del 5% a cui sarebbero stati limitati per i riscatti.
Packer ha detto inoltre che i dirigenti hanno iniziato a parlare con potenziali acquirenti per trovare un modo per restituire il capitale agli azionisti. Blue Owl non ha voluto fare i nomi degli acquirenti, limitandosi a descriverli come “i principali investitori nordamericani in assicurazioni e fondi pensione pubblici”. La vendita consentirà a Obdc II di restituire agli investitori fino al 30% del suo attuale valore patrimoniale netto, ovvero 2,35 dollari per azione. In base all’ultimo conteggio delle azioni pubblicato, ciò indica che il pagamento totale ammonterà a circa 268 milioni di dollari.