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Consulenza finanziaria: analisi e opportunità per le donne oltre gli stereotipi di genere. Ricerca Widiba e Università Cattolica

In Italia, solo il 22,3% dei consulenti finanziari sono donne. Una professione in cui sono presenti ancora molti stereotipi di genere. Fondamentale è la comunicazione per attirare le donne in questo settore. I risultati della ricerca “Donne e Denaro: La Consulenza finanziaria” di Banca Widiba con l’Università del Sacro Cuore

Consulenza finanziaria: analisi e opportunità per le donne oltre gli stereotipi di genere. Ricerca Widiba e Università Cattolica

Banca Widiba, la banca online del Gruppo Montepaschi, insieme al Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno presentato i risultati della seconda edizione della ricerca “Donne e Denaro: La Consulenza finanziaria” che approfondisce il ruolo delle donne nella gestione finanziaria e nella consulenza finanziaria.

I risultati evidenziano che gli stereotipi di genere rimangono una barriera significativa per l’accesso delle donne al settore finanziario. La ricerca del 2023 si è concentrata sulla figura della consulente finanziaria, rilevando che solo il 22,3% di coloro che svolgono questa professione in Italia sono donne. L’obiettivo è migliorare la percezione di questa professione tra le donne, individuando interventi per ridurre il divario di genere e aumentare le opportunità di occupazione nel settore finanziario.

La figura del consulente finanziario

Dall’indagine è emersa un’immagine della professione di Consulente finanziario/a come particolarmente adatta per le donne, offrendo autonomia, libertà, possibilità di successo e guadagni elevati. Le donne consulenti sono percepite come ambiziose nel raggiungere il successo in un ambiente prevalentemente maschile, sottolineando l’indipendenza e le competenze positive associate a questa professione.

È anche emerso come il lavoro di consulente finanziario sia ancora considerato poco conosciuto, instabile e rischioso a causa della libera professione e della volatilità dei mercati finanziari, dovuti in parte alla mancanza di percorsi formativi che mettano in evidenza i suoi punti di forza.

Gli stereotipi di genere influenzano fortemente la percezione delle donne consulenti, che si vedono come più orientate agli aspetti relazionali ed etici, ma temono di essere percepite come meno competenti rispetto agli uomini.

La carriera nel settore

I percorsi di carriera nel campo della consulenza finanziaria sono diversificati, e risulta interessante notare che le donne tendono ad avere livelli di istruzione più elevati rispetto agli uomini. Il 40% delle donne ha conseguito la laurea, in confronto al 36% degli uomini, e il 12% delle donne ha una specializzazione post-laurea, mentre solo il 4,9% degli uomini presenta lo stesso livello di specializzazione.

Tuttavia, la professione di consulente finanziario non viene sempre presa in considerazione durante il percorso formativo e personale, con solo il 44% che ha dichiarato di averla considerata prima di intraprenderla.

Gli uomini tendono a entrare più facilmente nel settore attraverso reti informali come il passaparola, amici e parenti, che rappresentano ancora il principale canale di accesso a questa professione (50% degli uomini contro il 31,7% delle donne). Un fatto che potrebbe essere interpretato in relazione agli stereotipi di genere, suggerendo che le donne potrebbero essere percepite come meno associate a questa professione all’interno delle loro reti sociali informali.

I vantaggi (e svantaggi) del consulente finanziario

Gli aspetti più apprezzati nella scelta della carriera di consulente finanziario includono la flessibilità del tempo (97,9%) e l’autonomia lavorativa (97,7%). Altri vantaggi considerati sono la possibilità di guadagno (96,8%) e l’opportunità di interagire con una vasta rete di persone (93,6%).

D’altra parte, sebbene la libera professione sia percepita positivamente dalla maggior parte dei partecipanti, suscita timori nel 39% delle consulenti finanziarie (contro il 26% degli uomini). Inoltre, la mancanza di stabilità preoccupa il 33% delle donne rispetto al 25% degli uomini.

L’indagine ha mostrato che le donne in questo campo sviluppano un elevato livello di autostima (oltre il 70%), autonomia (oltre il 90%) e vicinanza con gli altri (oltre il 95%). Sono soddisfatte della loro professione, attribuendole un significato più ampio alla loro vita (oltre l’85%).

La percezione dell’ambiente professionale è positiva, con l’86,1% delle consulenti finanziarie che si sentono supportate dalle banche con cui lavorano, indicando una cultura di sostegno alle donne in questo settore.

Nel complesso, la condizione di benessere tra i consulenti finanziari, uomini e donne, è elevata, con un alto grado di soddisfazione nella vita professionale e familiare (8,20 in media su 10) e una bassa propensione a cambiare lavoro (1,53 su 5). È da notare che le donne più supportate dalla banca riportano livelli più elevati di benessere.

La comunicazione fondamentale per attrarre le donne nel settore

Secondo due studi sperimentali che hanno interessato un gruppo di 276 studenti e studentesse in Scienze bancarie, di età media di 25 anni, la professione di Consulente finanziario è percepita come meno adatta alle donne rispetto agli uomini.

Sembrerebbe che la percezione negativa derivi da una comunicazione inefficace della professione di consulente finanziario, soprattutto nelle università, dove gli studenti maschi risultano più informati rispetto alle colleghe donne.

La chiave per migliorare l’atteggiamento delle donne verso questa carriera è, quindi, la comunicazione: presentare le opportunità di conciliazione tra vita e lavoro e le tutele offerte dalle banche migliora notevolmente l’atteggiamento delle donne verso questa professione.

La professione non è considerata di basso status, e le prospettive di guadagno sono percepite come altrettanto attraenti di altre professioni, come quella del commercialista.

“Le pari opportunità non sono più soltanto un tema sociale, ma rappresentano una sfida di natura economica e occupazionale in tutti i settori” – ha commentato Francesca Marchelli, Direttrice della Comunicazione di Banca Widiba. “Il progetto di ricerca “Donne e Denaro” non soltanto ha fatto luce sugli ostacoli che le donne incontrano ancora oggi in ambito finanziario, ma ha anche permesso di individuare le chiavi di volta per poter avviare un cambiamento che si rifletta in termini positivi sull’occupazione. Dalla fotografia scattata emerge come ciò debba passare anche da un maggiore coinvolgimento delle donne nella consulenza finanziaria, a cominciare dalle nuove generazioni. L’obiettivo è quello di rafforzare le sinergie con il mondo universitario per delineare strategie di comunicazione più inclusive, che superino gli stereotipi di genere e le percezioni errate sulla professione, per promuovere una partecipazione più equa e consapevole nel campo della consulenza finanziaria”.

“Meno paura e più autostima. È questo quello che abbiamo potuto osservare intervistando per la prima volta in Italia un ampio campione di professioniste avvicinatesi alla professione di consulente finanziaria. Di fatto per le donne in questa professione i timori legati alla gestione del tempo e dell’incertezza dell’attività autonoma sono all’atto pratico sovrastati da notevoli vantaggi in termini di autostima, autonomia, senso della vita e appartenenza.” – ha dichiarato Claudia Manzi, Ordinaria di Psicologia sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e responsabile scientifico del progetto – “Ma sono ancora tanti gli stereotipi di genere che tengono lontane le donne da questa professione. Occorre lavorare per una comunicazione più efficace perché avvicinare le professioniste alla consulenza finanziaria vuol dire anche facilitare le donne clienti a entrare in contatto con il mondo degli investimenti finanziari.”

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