La crisi migratoria di Ceuta deve essere affrontata come una questione europea, richiede maggiore solidarietà fra gli Stati membri e “ci sono stati alcuni governi che non sono stati all’altezza“, fra cui l’Italia. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in una intervista a Tve alla vigilia della riunione d’emergenza dei ministri dell’Interno Ue. “Ci sono stati governi che non sono stati all’altezza”, ha dichiarato il ministro, e anche alcuni politici e partiti in Spagna”, che hanno assunto posizioni a suo dire “irresponsabili”. “Il governo italiano è stato uno di questi”.
Rispondendo alle critiche di Roma sulla gestione della crisi migratoria a Ceuta, Albares ha sottolineato che l’Italia in altri momenti è stata “assolutamente inondata di immigranti irregolari”, con le “crisi ripetitive” sull’isola di Lampedusa che “non è capace di risolvere”. Mentre la Spagna “è stata sempre solidale, politicamente e con i fatti”, ha sostenuto. “Questo lo esigiamo dai soci europei”, ha aggiunto.
Immediate le reazioni dall’Italia. Sul fronte maggioranza di governo, FdI bolla le parole di Albares come “critiche surreali e ipocrite” mentre la Lega insiste nel definire “folli” gli “attacchi” giunti dal titolare degli Esteri spagnolo aggiungendo che “alla Spagna serve (Santiago, ndr) Abascal”, leader dell’ultradestra di Vox. Le opposizioni, viceversa, definiscono “cinico e becero” l’esecutivo a guida Meloni e chiedono, unite, che la premier riferisca in Aula.
Viminale, fonti: con governo Meloni crollo degli sbarchi
Intanto, mentre la polemica imperversa, fonti del Viminale fanno sapere che “in Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni”. E ancora: “Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento del nostro Esecutivo che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo – sottolineano le stesse fonti -. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive una situazione di emergenza sul posto”.
Schengen sospeso: ecco dove
In tutto ciò, la Commissione europea ha fatto sapere di aver ricevuto dall’Italia la notifica della sospensione dell’accordo di Schengen per la crisi migratoria che ha colpito Ceuta. Ma Roma non è il solo governo ad aver attivato negli ultimi mesi limitazioni alla libera circolazione a causa di “minacce esterne”. L’elenco aggiornato in ordine cronologico è pubblicato sulla pagina ufficiale della Commissione europea dedicata alla “Reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere”. Le notifiche riflettono pressioni migratorie, minacce alla sicurezza e rischi di movimenti secondari.
L’Italia figura tra i Paesi che hanno attualmente due limitazioni distinte. Una, l’ultima, dal 1° agosto al 1° settembre 2026 alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna, motivata dalla crisi migratoria a Ceuta. L’altra era già attiva dal 19 giugno e arriverà fino 18 dicembre 2026, lungo la frontiera terrestre con la Slovenia, legata ai rischi di infiltrazioni terroristiche dalla rotta balcanica.
Oltre all’Italia, controlli sono attualmente in vigore in Austria, Germania, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Svezia e Norvegia. L’Austria mantiene controlli fino al 15 settembre verso Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovenia, citando la pressione migratoria dalla rotta balcanica e l’instabilità internazionale.
