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Carburante aerei, diesel e benzina alla pompa: allarme rincari rientrato con la tregua? Effetti (reali) su viaggiatori e famiglie

Con la tregua in Iran rientra l’allarme rincari? Per Walsh, dg Iata, “ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei tornino alla normalità, anche dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, a causa delle interruzioni alle raffinerie in Medio Oriente”. Discorso analogo per diesel e benzina alla pompa

Carburante aerei, diesel e benzina alla pompa: allarme rincari rientrato con la tregua? Effetti (reali) su viaggiatori e famiglie

Da una parte il Governo, col vicepremier Matteo Salvini che esclude senza mezzi termini qualsiasi “piano per procedere col razionamento dei carburanti“. Dall’altra il prezzo dei carburanti che mercoledì 8 aprile ha continuato a salire. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha infatti reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità “self service” lungo la rete stradale nazionale risulta pari a 1,789 euro per la benzina (martedì 7 era a 1,782 euro) e 2,178 euro per il gasolio (martedì 7 era a 2,143 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,825 euro al litro per la benzina e 2,191 euro al litro per il gasolio. Tradotto: gli effetti concreti della tregua Usa-Iran non sono affatto visibilmente immediati.

Carburante aerei, allarme rincari rientrato?

E ancora. Willie Walsh, direttore generale dell’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), parlando con i giornalisti a Singapore ha sottolineato che “ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei tornino alla normalità, anche dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, a causa delle interruzioni alle raffinerie in Medio Oriente“. Walsh ha inoltre affermato che è difficile dire quanto tempo servirà per il ripristino delle forniture di carburante, ma che “non accadrà in tempi brevi”. “Ci vorranno ancora mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente”, sono le parole riportate dall’agenzia di stampa Afp. “Non credo che accadrà in poche settimane.”

Ma allora, cosa significa che le quotazioni del greggio – dopo i picchi toccati nei giorni precedenti – sono in calo? Di sicuro, i prezzi registrati nella giornata di mercoledì riflettono soprattutto un contenimento del rischio geopolitico legato al Golfo Persico e allo Stretto di Hormuz (da lì transitano i flussi energetici mondiali). Difatti, i timori legati all’interruzione delle forniture avevano alimentato l’impennata dei prezzi e riacceso dubbi e domande su una nuova ondata inflazionistica.

Benzina e diesel alla pompa: i prezzi scenderanno?

Benzina e diesel alla pompa caleranno? L’attesa c’è ma non si concretizzerà subito. Come scrive il Corriere della Sera, le quotazioni internazionali dei carburanti hanno già iniziato a scendere, e secondo le stime il ribasso del greggio potrebbe tradursi in una riduzione della componente industriale dei carburanti fino a circa 8 centesimi al litro. Alla pompa, però, il trasferimento è più lento e gli operatori indicano una discesa graduale nei prossimi giorni. Per le famiglie, il beneficio complessivo resta limitato ma concreto: nell’arco di due settimane potrà tradursi in pochi euro di risparmio.

Quanto costerà volare?

A questo punto, quanto costa volare? La guerra aveva già iniziato a far sentire i suoi effetti sui prezzi dei biglietti aerei, rincarati in media del 10-15% in media. E quindi, scrive sempre il Corsera, per recuperare la spesa extra, nella maggior parte dei casi i vettori inseriranno ulteriori aumenti, in particolare alla voce “supplemento carburante” o – come già sta accadendo negli Usa – incrementando il costo per il bagaglio in stiva. Quanto ai tempi, lo si diceva sopra: secondo gli addetti ai lavori l’impatto sui prezzi dei biglietti aerei continuerà anche nelle prossime settimane e fino a inizio 2027, al netto di quelle tratte che necessitano di essere sostenute (tradotto: vendute) con tariffe più basse perché scarsamente prenotate dagli utenti.

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