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Capolavori impressionisti da Copenaghen a Padova

In occasione del completo rinnovo del Museo Ordrupgaard di Copenaghen, i capolavori impressionisti di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet e di molti altri artisti della scena pittorica francese saranno protagonisti di una rassegna internazionale nella città di Padova fino al 27 gennaio 2019

Capolavori impressionisti da Copenaghen a Padova

Dal 29 settembre al 27 gennaio 2019 i capolavori francesi del Museo di arte statale Ordrupgaard di Copenaghen approdano a Padova in esclusiva per l’Italia in una rassegna a cura di Anne-Birgitte Fonsmark e in collaborazione con la Fondazione Bano e il Comune di Padova.

Al Palazzo Zabarella potranno essere ammirati nell’esposizione dal titolo Gauguin e gli Impressionisti i più bei dipinti della collezione danese di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Matisse.



La Fondazione Bano e il Comune di Padova sono rientrati, unici per l’Italia, tra le quattro grandi sedi mondiali selezionate ad accogliere la celebre collezione danese, eccezionalmente disponibile per il completo rinnovo del Museo che ad essa è dedicato a Copenaghen. In questi mesi la mostra itinerante Gauguin e gli Impressionisti è in corso alla National Gallery of Canada, per raggiungere poi l’Italia, in Palazzo Zabarella e concludersi con una tappa in Svizzera, prima di rientrare definitivamente all’Ordrupgaard Museum in Danimarca.

Gauguin e gli Impressionisti. Capolavori dalla Collezione Ordrupgaard consentirà al pubblico italiano di ammirare una strepitosa selezione di opere, il fior fiore della Collezione creata ai primi del Novecento dal banchiere, assicuratore, Consigliere di Stato e filantropo Wilhelm Hansen e da sua moglie Henny. La collezione è considerata oggi una delle più belle raccolte europee di arte impressionista e all’indomani del primo conflitto mondiale veniva considerata «senza rivali nel nord Europa».

Hansen, che sino ad allora aveva collezionato solo pittura danese, rimase affascinato dalla nuova arte impressionista durante uno dei suoi viaggi d’affari a Parigi nel 1893. Viaggio seguito da metodiche visite al Salon, alle gallerie e ai musei. Da queste frequentazioni maturò, nel 1915, il progetto di creare una collezione di arte francese all’altezza della sua collezione danese.

Alla decisione non fu estranea l’idea che l’arte francese fosse destinata ad un rapido aumento di valore e risultasse quindi un perfetto investimento, purché ad essere acquistate fossero le opere realmente più importanti sul mercato. Scelta che spiega la presenza nella collezione di una concentrazione così elevata di capolavori. In soli due anni, dal 1916 al 1918, Hansen riuscì a creare, grazie anche agli avveduti consigli di uno dei più importanti critici d’arte del momento, Théodore Duret, una collezione che il suo collega collezionista svedese Klas Fåhræus avrebbe descritto come la “migliore collezione impressionista al mondo”.

Secondo quanto riporta Studio ESSECI, per finanziare l’acquisto di opere d’arte, Hansen creò un consorzio, nel quale coinvolse amici facoltosi, interessati a portare in Danimarca la nuova arte francese.
Nell’immediato dopoguerra, il Consorzio colse le occasioni che il mercato offriva, acquistando intere importanti collezioni e singole opere d’eccezione.

Per la collezione, Hansen costruì una nuova Galleria dove, una volta la settimana, il pubblico poteva ammirare le sue 156 opere – che spaziavano dalle tele neoclassiche e romantiche, con David e Delacroix, al realismo e all’impressionismo, al post-impressionismo con Cézanne e Gauguin, e infine Matisse come il primo dei fauve.

Nel ’22, la Landmandsbanken (la banca danese degli agricoltori), a quel tempo la più grande banca privata del paese, fallì e trascinò nel suo fallimento anche il finanziere e collezionista che, per evitare il tracollo, decide di svendere i suoi quadri francesi. Poi la ripresa e, con essa, la decisione di ricostituire la Collezione.

Tra le nuove acquisizioni c’erano il Ritratto di George Sand di Delacroix, una Marina a Le Havre di Monet, Il Lottatore di Daumier. Anche la favolosa interpretazione di Courbet del Capriolo nella neve si unì alla collezione di Hansen, dove avrebbe preso il suo posto come una delle sue opere principali.

L’ultimo acquisto fu di un piccolo pastello di Degas, raffigurante una ballerina che si chinava per aggiustarsi la scarpetta. Il pastello era stato in precedenza di proprietà di Paul Gauguin, che era un grande ammiratore di Degas, e aveva incorporato il pastello sullo sfondo di una delle sue immagini di fiori. Nel 1931 Hansen aveva acquistato il pastello dal politico e scrittore danese Edvard Brandes, che lo aveva avuto da sua cognata, Mette Gauguin.

“Ora ho finito con gli acquisti”, affermò Hansen. La raccolta era completa, ma non era più aperta al pubblico. Wilhelm Hansen si sentiva amareggiato. Fu sua moglie a trasmettere la collezione allo stato della Danimarca, rendendola così pubblica.

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