Condividi

Caciocavallo dell’Emigrante: il formaggio che sfidava le dogane con un cuore di soppressata

Si presenta come un formaggio, ma con il cuore di un salume. È il Caciocavallo dell’Emigrante, la matrioska culinaria dal sapore ricco di storia e ingegno che continua ad affascinare

Caciocavallo dell’Emigrante: il formaggio che sfidava le dogane con un cuore di soppressata

Oggi, con un semplice click possiamo ricevere ogni prodotto a casa senza problemi, ma in passato gli italiani dovevano ingegnarsi per assaporare i sapori della loro terra in giro per il mondo. È nato così il Caciocavallo dell’Emigrante, un formaggio cilentano che cela al suo interno un segreto gustoso: il salame. Questo “formaggio-salame” rimane una delle grandi prelibatezze del sud Italia, un connubio unico in cui si sposano la delicatezza del caciocavallo e l’aroma di una specialità come la soppressata.

Un inganno gustoso per beffare la dogana americana

Agli inizi del Novecento molti italiani emigravano verso il Nuovo Continente in cerca di opportunità. Tuttavia, si scontrarono con un inconveniente: l’introduzione negli Usa di regole e norme igieniche severe che vietò l’importazione di carne suina. Così pensarono di nascondere salsicce e sopressate all’interno del caciocavallo, aggirando i sistemi di controllo delle frontiere. Questo stratagemma consentì agli emigrati di assaporare due sapori iconici in una sola fetta senza essere scoperti.

Il Caciocavallo dell’Emigrante, prodotto ancora oggi dal caseificio Fratelli Starace a Vallo di Diano, è un formaggio semi-stagionato a pasta filata con un cuore di soppressata dolce o piccante. Achille De Luca, conosciuto come “l’uomo che sussurra ai caciocavalli”, conduce questa tradizione dal 1975, inserendo il salume nel cuore della pasta filata durante la filatura e dando forma al prodotto. La stagionatura varia da 60 giorni a 12 mesi, conferendo al caciocavallo un gusto unico che unisce il caratteristico sapore del formaggio all’aroma dei salumi.

Il Caciocavallo dell’Emigrante è più di una semplice “matrioska culinaria illegale”. Perfetto da gustare da solo come antipasto o durante una degustazione di formaggi, questo cacio-salame è un invito a chi ama non solo i prodotti gastronomici, ma anche le storie che si celano dietro ad essi.

Commenta