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Btp Italia sfiora i 14 miliardi e Wall Street spinge su le Borse

Btp Italia oltre ogni più rosea previsione: domani tocca agli istituzionali e lo spread scende a quota 210 – Rimbalzano le Borse sulla scia di Wall Street

Btp Italia sfiora i 14 miliardi e Wall Street spinge su le Borse

Gli Stati Uniti riaprono bottega (tutti i 50 Stati hanno dato via libera almeno parziale alle attività) e Wall Street rimbalza nelle prime ore di scambi, favorendo il recupero dei listini europei e la loro chiusura in rialzo.

Piazza Affari recupera l’1,05% e sale a 17.213 punti, grazie a farmaceutici e utility, dopo una mattinata in affanno (-2%) e lo scivolone di ieri dovuto in gran parte alla ripresa delle vendite allo scoperto, decisa dalla Consob. Stabile il secondario (spread 210 punti base, -0,03%), che consolida i recenti guadagni in scia al travolgente successo del nuovo Btp Italia, che anche oggi ha totalizzato oltre 4 miliardi di ordini da piccoli risparmiatori, sfiorando quota 14 miliardi. Domani toccherà agli investitori istituzionali e poi si chiuderà una partita che per ora sembra vincente. Una boccata d’ossigeno necessaria in questa fase, anche alla luce del fatto che gli investitori esteri, in marzo, spaventati dalla pandemia, hanno scaricato l’ammontare record di 5,5 miliardi di Btp sui mercati. Una mossa che ha gettato benzina sul fuoco dello spread, che a marzo è arrivato a superare i 300 punti, salvo poi scendere grazie alle decisioni e agli interventi della Bce.

Nel resto d’Europa: Francoforte si conferma la più tonica, +1,4%, seguita da Londra +1,13% e Madrid +1,1%. Più timida Parigi +0,87%.

L’euro continua a guadagnare posizioni contro il dollaro e il cross è prossimo a 1,1. La moneta unica sembra abbeverarsi alla prospettiva di una Ue più solida dopo la proposta franco-tedesca per un sostegno europeo a fondo perduto che ha aperto il dibattito sulla possibilità di una politica fiscale dell’Unione. 

La volatilità resta però ancora alta sui mercati, per l’incertezza sui tempi della ripresa e sull’arrivo di una cura radicale per il nuovo coronavirus. Ieri i listini americani avevano chiuso in rosso dopo i dubbi sollevati da un articolo di Stat News sui “promettenti risultati” annunciati da Moderna (+1,1%) lunedì. Oggi è la casa farmaceutica statunitense Inovio Pharmaceuticals (+8%) a riaccendere le speranze, dicendo che il suo vaccino sperimentale contro il Covid-19 si sta mostrando efficace.

Il clima incerto-variabile continua a favorire l’oro, che scambia in lieve progresso attorno 1.752 dollari l’oncia.

Il petrolio guarda soprattutto alla ripartenza e si apprezza, favorito dall’inatteso calo delle scorte Usa. Il Brent supera i 35,5 dollari al barile; il greggio texano oltrepassa i 33 dollari.

In Piazza Affari è ancora una volta la società di diagnostica Diasorin regina del listino. Il titolo tocca in seduta un nuovo record e chiude a +5,58%, 189,20 dollari per azione.

Fra le big milanesi collegate alla salute svetta anche Amplifon +4,97%. Ben comprate le utility: Enel +3,56%; Terna +2,33%; Hera +2,1%.

Rimbalzano Tenaris +3,21%; Pirelli +2,2%.

Aggiunge perdite a perdite invece Telecom, -7,86%, dopo il crollo di ieri dovuto alla trimestrale deludente, con ricavi in calo dell’11% a 3,9 miliardi di euro. Le azioni continuano a sottoperformare rispetto all’indice europeo delle tlc, che è invece positivo.

Soffre Ferragamo -4,75%.

Le vendite colpiscono ancora Fca, -1,59%, per l’incertezza sul dividendo straordinario da 5,5 miliardi, promesso a seguito della fusione con Psa-Peugeot (-2,3%). Sebbene il presidente di Exor (-0,85%), John Elkann, abbia detto che i lavori per l’aggregazione tra i due gruppi auto stanno “proseguendo secondo i piani e nei tempi previsti”, gli investitori temono che la richiesta delle garanzie statale ai finanziamenti per 6,3 miliardi possano far slittare il super bonus a fine 2021 o forse oltre.

Banche contrastate: giù Bper -1,73% e Banco Bpm -0,42%.

Sale Intesa, +0,57%. Per Redburn il titolo è “buy” ed è ‘top pick’ tra le banche dell’eurozona. Meglio ancora sarebbe se l’Ops su Ubi (-0,04%), andasse in porto, ma  quest’ultima sembra decisa a resistere all’offerta lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina.

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