Condividi

Banner FIRSTonline

Borse oggi si aggrappano alle speranze di pace in Medio Oriente anche se le incertezze spingono il petrolio. Crolla Walmart (-7,3%)

Tra Iran e Usa restano ancora molti nodi da sciogliere tra cui l’arricchimento nucleare e il controllo dello Stretto di Hormuz. Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Stellantis, Amplifon

Borse oggi si aggrappano alle speranze di pace in Medio Oriente anche se le incertezze spingono il petrolio. Crolla Walmart (-7,3%)

I mercati sono tornati a sperare in una risoluzione della guerra con l’Iran, cogliendo al volo alcune parole positive provenienti da Washington e Teheran, anche se entrambe le parti hanno affermato di rimanere distanti sulle questioni cruciali dell’arricchimento nucleare e del controllo dello Stretto di Hormuz. Le borse asiatiche sono in rialzo dopo una seduta che si è conclusa positivamete a Wall Street e anche le borse europee sono viste aprire positivamente.

Le incertezze in Medio Oriente fanno salire di nuovo il petrolio

Mentre il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato ai giornalisti che ci sono stati “alcuni segnali positivi” nei colloqui con l’Iran, ha anche affermato che un accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran sarebbe irrealizzabile se Teheran implementasse un sistema di pedaggi nello Stretto di Hormuz, un canale fondamentale per il trasporto del petrolio. Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato a Reuters che non è stato raggiunto alcun accordo con gli Stati Uniti, ma che le divergenze si sono ridotte, mentre l’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran e il controllo di Teheran sullo stretto rimangono tra i punti critici.

L’incertezza ha fatto salire i prezzi del petrolio stamane dopo che erano scesi nelle ore precedenti. Rimangono comunque ben al di sopra dei livelli prebellici, dove si prevede che resteranno anche qualora venisse annunciata una soluzione. I future sul petrolio Brent sono in rialzo del 2% a 104,71 dollari al barile, ma si prevede un calo del 6% nel corso della settimana. I future sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono aumentati dell’1,66% a 98,01 dollari.

Le prolungate interruzioni di fornitura energetica dovute al protrarsi della guerra rischiano di ripercuotersi sui prezzi a livello globale, spingendo gli operatori di mercato a prevedere aumenti delle tariffe sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti.
I mercati stanno ora scontando possibili aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense entro la fine dell’anno, a fronte delle aspettative di due tagli dei tassi prima della guerra.

Wall Street ieri in rialzo. Walmart segnala consumatori colpiti dai prezzi

Ieri i tre principali indici di Wall Street hanno chiuso leggermente in rialzo una sessione volatile, partita male, con l’attenzione a ogni messaggio proveniente dal Medio Oriente. Il Dow Jones ha chiuso a +0,55%, S&P 500 a +0,17%, Nasdaq a +0,09%.

Walmart è crollata del 7,3% dopo che il più grande rivenditore globale ha previsto utili per il secondo trimestre inferiori alle stime, mantenendo invariati gli obiettivi annuali, ma segnalando che i consumatori stanno risentendo della pressione degli alti prezzi del carburante e hanno rivolto gli acquisti su beni di prima necessità e a basso costo.

Nvidia, la società di maggior valore al mondo, ha perso l’1,8% a causa delle prese di profitto da parte di alcuni investitori dopo le ottimistiche previsioni di fatturato per il secondo trimestre e il programma di riacquisto di azioni proprie da 80 miliardi di dollari. Il titolo ha guadagnato molto dall’inizio dell’anno, ma il ritmo di crescita è rallentato poiché gli investitori ritengono che Nvidia dovrà affrontare una concorrenza più agguerrita da parte di rivali nel settore dei chip, tra cui Intel e Advanced Micro Devices in futuro. Tuttavia, l’indice dei semiconduttori di Philadelphia ha chiuso in rialzo dell’1,3%, in quanto gli investitori hanno interpretato i risultati di Nvidia come un segnale positivo per il settore. Ibm è salito del 12,4% in seguito alla notizia che l’amministrazione Trump finanzierà alcune aziende di calcolo quantistico, tra cui una nuova iniziativa di IBM, in cambio di partecipazioni in alcune di esse. Le aziende del sottrore si sono mosse tutte al rialzo. GlobalFoundries è salito anche del 14,9% mentre D-Wave Quantum il 33,4%, Rigetti Computing del 30,6% e Infleqtion il 31,5%.
Invece è in difficolta il settore dei software, con Intuit che è crollata del 20% dopo che la società ha abbassato le previsioni di fatturato annuo per il suo software di dichiarazione dei redditi, TurboTax, e ha annunciato il taglio del 17% della sua forza lavoro a tempo pieno. H&R Block Inc ha chiuso in ribasso del 4,8%.

Sul fronte dei dati economici, le richieste di sussidi di disoccupazione sono diminuite la scorsa settimana, a testimonianza della continua solidità del mercato del lavoro, il che consente alla Federal Reserve statunitense di mantenere la sua attenzione sui rischi di inflazione. L’attività manifatturiera statunitense ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro anni a maggio, poiché le aziende hanno accumulato scorte per proteggersi da potenziali carenze e dall’aumento dei prezzi legati alla guerra con l’Iran.

Asia in rialzo. Nikkei a +2,7% grazie a Softbank

I mercati dell’Asia-Pacifico viaggiano in rialzo. Il Nikkei 225 giapponese sale del 2,7%. L’inflazione core del Giappone ha rallentato ad aprile più del previsto, toccando il livello più basso da marzo 2022, indebolendo le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan. L’inflazione core – che esclude i prezzi dei prodotti alimentari freschi – si è attestata all’1,4%, al di sotto dell’1,7% previsto dagli economisti intervistati da Reuters e inferiore anche all’1,8% registrato a marzo. SoftBank Group Corp. ha registrato un’impennata di oltre l’11% a Tokyo, sulla scia dei rialzi delle azioni quotate negli Stati Uniti della sua unità produttrice di chip Arm Holdings Plc.

Il Kospi sudcoreano sale dello 0,5%. Le azioni di Samsung Electronics sono in calo del 2,4%, mentre i lavoratori iscritti al sindacato hanno iniziato a votare su un accordo salariale preliminare, che ha evitato per un soffio uno sciopero potenzialmente dannoso di 18 giorni che avrebbe coinvolto decine di migliaia di dipendenti.

In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong avanza dell’1,2%, mentre il CSI 300 della Cina continentale sale dello 0,7%. Lenovo Group Ltd. ha raggiunto il massimo degli ultimi 26 anni a Hong Kong dopo aver riportato una forte crescita degli utili legati all’intelligenza artificiale. Il Nifty 50 indiano guadagna lo 0,4%. L’S&P/ASX 200 australiano sale dello 0,3%.

Il dollaro resta poco variato nei confronti di un paniere di valute, a 99,247. Lo yen giapponese quota 159,11 per dollaro statunitense. L’euro si attesta a 1,1614 dollari, vicino al minimo di sei settimane toccato ieri, e si avvia a un calo dell’1% questo mese.

Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Stellantis, Amplifon

I future prevedono un’apertura in rialzo per le borse europee. Indice Euro Stoxx 50 +0,9%.

Amplifon – Ha collocato tramite accelerated bookbulding (Abb) fino a 45,3 milioni di nuove azioni emesse in aumento di capitale e destinate ad investitori qualificati. I proventi, pari a circa il 20% del capitale sociale ante aumento, saranno utilizzati per finanziarne l’acquisizione del business ‘Hearing’ da GN Store Nord.

Eni – Ha firmato tre accordi a lungo termine per l’acquisto di gas naturale liquefatto in Indonesia.

Prysmian – HSBC ha alzato il target price a 170 euro dai 115 euro precedenti. Buy confermato.

Stellantis – Il gruppo automobilistico ha presentato un nuovo piano industriale da 60 miliardi di euro. Previsto il lancio di 60 nuovi modelli entro il 2030, il rafforzamento delle partnership e una revisione del suo ampio portafoglio di marchi. Mediobanca ha alzato il target price a 7,10 euro, dai 6,10 euro precedenti, giudizio Neutrale confermato.

Telecom Italia – Ha chiuso l’operazione di conversione delle azioni di risparmio che quindi non sono più quotate in borsa.

Tamburi Investment Partners – L’IPO di Alpitour è sospesa a causa dell’incertezza nel settore turistico, mentre TIP si è impegnata fino a 30 milioni di euro nell’aumento di capitale di Amplifon. La possibile IPO negli Stati Uniti di Bending Spoons resta una significativa opzione strategica, con indiscrezioni di stampa che indicano valutazioni ben superiori all’attuale NAV di TIP.

Webuild – Ha comunicato che Neom ha terminato il progetto della linea ad alta velocità a Tabuk, in Arabia Saudita. Il backlog residuo del progetto per Webuild ammonta a circa 1 miliardo di euro (pari al 2% del gruppo). Neom rimborserà tutti i costi sostenuti fino alla data di cessazione del 27 maggio.

Commenta