La Fed ha ridotto il costo del denaro di un quarto di punto, ieri, come era nelle attese, e Wall Street ha reagito con il più classico “Sell the News”, ma senza strafare. L’annuncio è stato seguito dai commenti di Jerome Powell che ha infranto le speranze di tagli significativi: ciò potrebbe anche essere un segnale rialzista perché indica che l‘economia Usa non è in serio pericolo, tuttavia gli operatori hanno preferito ritirare alcune fiches dopo i recenti rally. In ogni caso, la Fed, sottolineando i problemi del mercato del lavoro, ha previsto che taglierà i tassi progressivamente quest’anno: di 25 punti per altre due volte. Nel corso della notte i future della borsa degli Stati Uniti hanno girato al rialzo e l’azionario dell’Asia Pacifico ha accelerato. Il dollaro ha recuperato posizioni. Oggi la Banca d’Inghilterra annuncerà la propria decisione politica e si prevede che manterrà i tassi al 4%. L’oro è sceso dal suo recente ennesimo massimo storico.
Powell è riuscito a mantenere unita la Fed nonostante Trump
Ieri il Federal Open Market Committee ha votato con 11 voti favorevoli e 1 contrario per ridurre l’intervallo obiettivo per il tasso dei fondi federali al 4%-4,25%, dopo aver mantenuto i tassi stabili per cinque riunioni consecutive quest’anno, il primo taglio dei tassi in nove mesi. Solo un funzionario, il neo-insediato Stephen Miran, consigliere economico di Trump, ha votato contro la decisione, preferendo un taglio più consistente, di mezzo punto percentuale: un singolo dissenso dimostra che Powell è riuscito a mantenere unita la Fed nonostante le pressioni di Trump.
Tornano i timori per quella stagflazione degli Anni 70
Il taglio era ampiamente previsto, mentre è emerso con ancora maggior chiarezza che le preoccupazioni della banca centrale si stanno spostando verso l’occupazione, aggiungendosi a quelle per l’inflazione, dopo il brusco rallentamento delle assunzioni registrato negli ultimi mesi. La minaccia di un aumento simultaneo di inflazione e disoccupazione continua a creare grandi grattacapi alla politica sui tassi di interesse della Fed: è il timore per la stagflazione che ha tormentato gli Stati Uniti negli anni ’70. Nella conferenza stampa successiva alla riunione, il presidente Jerome Powell ha sottolineato i crescenti segnali di debolezza nel mercato del lavoro. “La domanda di lavoro si è attenuata” ha detto Powell ai giornalisti e ha aggiunto: “Non posso più dire” che il mercato del lavoro sia “molto solido”. Powell ha inoltre detto che i rischi di inflazione devono ancora essere valutati e gestiti, come dire che le conseguenze dell’imposizione dei dazi devono ancora farsi sentire.
Le proiezioni della Fed indicano ancora un’inflazione al 3% per la fine dell’anno, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della banca centrale, mentre le sue previsioni per la crescita economica sono leggermente superiori, all’1,6% rispetto all’1,4%.
A Wall Street è scattato il “sell the news”, ma con moderazione
All’annuncio della decisione della Fed, Wall Street ha inizialmente reagito con un breve rialzo che però si è esaurito quando Powell ha iniziato a dire che la direzione della politica monetaria resta incerta, anche se i responsabili politici prevedono altre due riduzioni di un quarto di punto nelle restanti due riunioni dell’anno.
I rendimenti dei titoli del Tesoro a due anni, i più sensibili alle prospettive di cambiamento della politica monetaria della Fed, sono saliti di 4 punti base al 3,54% e i rendimenti di riferimento a 10 anni sono in rialzo di circa sette punti base al 4,09%. La curva dei rendimenti si era appiattita nelle ultime settimane. Il dollaro, che inizialmente era scivolato a un nuovo minimo annuale, ha seguito i rendimenti al rialzo. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,57%, S&P in ribasso dello 0,1%, Nasdaq in ribasso dello 0,32%. e
Nvidia ha pesato sul Nasdaq. Le azioni sono scese del 2,6% dopo che il Financial Times ha scritto che Pechino ha vietato alle aziende tech di comprare i chip della società statunitense; lunedì, Pechino ha accusato Nvidia di aver violato le sue leggi antimonopolio.
In rialzo, invece, il titolo negli Stati Uniti di Alibaba, dopo che i media cinesi hanno comunicato che il gigante dell’e-commerce ha ottenuto un importante cliente per i suoi chip per l’intelligenza artificiale. Lyft è balzato del 13,1% alla notizia che Alphabet lancerà corse in taxi a guida autonoma a Nashville il prossimo anno, in collaborazione con la società di ride-hailing. Le azioni della rivale Uber sono scese del 5%.
In Asia Tokyo sale a nuovi massimi. Brilla ancora l’Intelligenza Artificiale
In Asia la borsa di Tokyo è in rialzo, con l’indice di riferimento Nikkei che guadagna l’1,2% e tocca un nuovo massimo storico. Lo yen è poco mosso, a 147 su dollaro. Preso atto delle comunicazioni della banca centrale degli Stati Uniti, in attesa di quelle della Banca del Giappone di venerdì, il mercato resta concentrato sul tema che lo ha sostenuto nell’ultimo periodo: l’intelligenza artificiale. Softbank sale dell’1,3% all’indomani del miglioramento del rating da parte di Moody’s. Tokyo Electron +5%, il titolo sta per registrare l’incremento giornaliero più forte degli ultimi cinque mesi, i volumi sono il triplo della media.
Ancora in rialzo i tech cinesi quotati a Hong Kong, l’indice Hang Seng Tech guadagna l’1%, dal +4,3% ieri. Baidu sale del 4% e tocca i massimi degli ultimi due anni e mezzo. La borsa di Hong Kong nel suo complesso è in lieve ribasso, mentre l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è in rialzo dello 0,3%. Resta alta l’attenzione per le vicende legate ai prodotti di Nvidia con Pechino vieta l’acquisto dei suoi a poche ore dalla telefonata tra Donald Trump e Xi Jinping.
La borsa di Seul è in rialzo dell’1%, in prossimità dei massimi della storia. La Banca di Corea ha fatto sapere stanotte che la decisione della Federal Reserve sui tassi le permette di avere più margine di manovra per condurre una politica monetaria maggiormente incentrata sulla crescita e la stabilità finanziaria, in un momento in cui l’inflazione è al di sotto dell’obiettivo del 2% e gli squilibri finanziari nel mercato immobiliare mostrano segni di stabilizzazione.
In Brasile. il Comitato della politica monetaria (Copom) della Banca centrale ha deciso di mantenere stabile il tasso di riferimento Selic al 15% annuo per la seconda volta consecutiva, come aveva previsto il mercato. Lo rendono noto i principali media brasiliani. La decisione è stata unanime e riflette, secondo il comunicato del Copom, uno scenario di “aspettative disancorate, inflazione elevata, attività economica resiliente e pressioni sul mercato del lavoro”. Dal settembre 2024 a giugno 2025, il tasso Selic era stato alzato di 4,5 punti, il secondo maggior ciclo di rialzi in 20 anni. Il Copom ha sottolineato la necessità di una politica monetaria “significativamente restrittiva per un periodo prolungato” e non esclude nuovi aumenti se necessario. Con il 15%, il Brasile mantiene il secondo maggiore tasso d’interesse reale al mondo (9,51%), dietro la Turchia (12,34%) e davanti a Russia, Colombia e Messico secondo quanto riporta il sito del quotidiano Estado de São Paulo.
I prezzi del petrolio calano per la seconda seduta consecutiva sulle preoccupazioni riguardo all’economia statunitense e all’eccesso di offerta. I futures sul Brent scivolano dello 0,43% a 67,46 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,47%, a 63,45 dollari.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Unicredit e Monte Paschi
Le borse europee sono viste aprire in rialzo: il futures sull’Eurostoxx 50 è a +0,35%
EssilorLuxottica e Meta Platforms annunciano l’evoluzione della loro partnership in occasione dell’evento annuale Meta Connect con il lancio della nuova generazione di AI Glasses, ampliando ulteriormente la categoria di prodotti innovativi lanciati finora, tra cui Ray-Ban Meta.
Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla, tra le altre cose, Stellantis, Ferrari e la Juventus, ha chiuso il primo semestre con un valore netto degli attivi (Nav, misura usata per determinare il valore delle holding) pari a 36,355 miliardi di euro (il 4,9% in meno rispetto ai 38,21 miliardi di euro di fine 2024) con un Nav per azione di 180,42 euro, in rialzo dello 0,9%, una performance migliore rispetto al -4% del Msci World Index, supportata dal piano di riacquisto di azioni proprie per un miliardo di euro.
Banca Monte Paschi, Mediobanca. Secondo i dati di Borsa ieri, al termine del secondo giorno di riapertura, l’adesione degli azionisti all’offerta di Monte dei Paschi per Mediobanca ha raggiunto il 62,9%.
Oggi si riunisce il board di Mediobanca, che secondo quanto riferito da fonti dovrebbe vedere formalizzate le dimissioni dell’AD Alberto Nagel e di tutti i membri a seguito del successo dell’offerta dell’istituto senese. Ieri sera il comitato nomine di Mps si è riunito per affidare a Korn Ferry il mandato per la ricerca dei nuovi vertici di Piazzetta Cuccia, scrive il Sole 24 Ore. Il 17 settembre l’ad di Mediobanca Alberto Nagel ha venduto un altro pacchetto di azioni: 1 milioni di titoli a un prezzo medio ponderato di 21,3 euro per un controvalore complessivo di 21,3 mln. E’ quanto emerge dalle comunicazioni al mercato. Anche il presidente Renato Pagliaro ha ceduto un altro pacchetto da 1 milioni di titoli per un controvalore di 21,170 milioni.
Unicredit. Il Ceo Andrea Orcel ha citato la Polonia, insieme a Italia e Germania, tra i paesi in cui una fusione o un’acquisizione potrebbero apportare i maggiori benefici all’istituto di credito.
MFE. Il mercato pubblicitario in Italia ha registrato una flessione degli investimenti del 4,4% nel mese di luglio, portando la raccolta pubblicitaria dei primi sette mesi a +0,4%. Lo dice una nota della società di dati e analisi Nielsen
Ovs ha registrato un incremento di vendite e utili nel primo semestre 2025, con un aumento dell’Ebitda. Ha confermato le aspettative di crescita complessiva per l’intero esercizio.
Webuild. Repubblica scrive che la Commissione Europea ha chiesto informazioni all’Italia in merito al Ponte sullo Stretto.