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Borse oggi fragili tra messaggi contrastanti sulla guerra in Medio Oriente. Petrolio e dollaro in rialzo e titoli di Stato in calo

La grande incertezza sull’evolversi della situazione in Medio Oriente spinge i mercati azionari alla cautela mentre il petrolio e il dollaro tornano a salire e i titoli di Stato a scendere. Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Mps e Stellantis

Borse oggi fragili tra messaggi contrastanti sulla guerra in Medio Oriente. Petrolio e dollaro in rialzo e titoli di Stato in calo

Il fragile ottimismo di ieri su una potenziale de-escalation delle tensioni in Medio Oriente ha lasciato il posto alla cautela. Quel sollievo arrivato con il rinvio, da parte di Trump, della minaccia di bombardare la rete elettrica iraniana non è durata nemmeno un giorno con Teheran che ha negato di aver avviato negoziati con Washington e con l’approvvigionamento energetico globale resta compromesso. Di vero c’è che il bombardamento Usa, che era stato programmato da Trump per stamane, non c’è stato, mentre Reuters ha riferito che, sebbene non ci fossero stati colloqui diretti tra Washington e Teheran, alcuni Paesi asiatici e del Golfo avrebbero fatto da tramite.

Il contesto resta comunque fragile e infiammabile e segnali di malumore sono tornati stamattina: prezzo del petrolio che è tornato a salire, listini azionari in bilico, il dollaro che ha recuperato le perdite e i mercati obbligazionari che scendono. I future stanno indicando aperture incerte sia per le borse europee sia per Wall Street.

Anche se Trump ha aggiunto cinque giorni all’ultimatum di sabato, che imponeva all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, non vi sono segnali di una fine imminente del conflitto in Medio Oriente. L’Iran ha lanciato una serie di missili contro Israele mentre le forze israeliane hanno bombardato il Libano durante la notte con una serie di attacchi aerei contro il sud del Paese e i sobborghi meridionali di Beirut. Secondo il Wall Street Journal gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico si stanno avvicinando a un’azione congiunta contro l’Iran.

Alcuni governi si stanno organizzando per far fronte allo shock petrolifero

Lo shock energetico prolungato ha costretto i governi di tutto il mondo a darsi da fare per garantire gli approvvigionamenti e a trovare modi per ridurre la domanda. Il Giappone prevede di iniziare a rilasciare petrolio dalle riserve comuni detenute dai paesi produttori entro la fine di marzo, ha detto il Primo Ministro Sanae Takaichi in un post su X. Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha chiesto una campagna nazionale per il risparmio energetico, affermando che le istituzioni pubbliche ridurranno l’uso delle autovetture. Nel frattempo, secondo alcune fonti del settore, i commercianti hanno offerto petrolio iraniano alle raffinerie indiane a un prezzo superiore rispetto al Brent dell’Ice, dopo che Washington ha temporaneamente rimosso le sanzioni per alleviare la crisi energetica.

Wall Street ieri in rialzo, ma stamane i futures preannunciano un calo

Ieri i tre principali indici azionari di Wall Street hanno chiuso in rialzo di oltre l’1%, mentre i mercati guardavano ancora soprattutto al rinvio degli attacchi di Trump all’Iran, nonostante Teheran avesse smorzato l’ottimismo. Il Dow Jones ha chiuso a +1,38%, S&P 500 a +1,15%, Nasdaq a +1,38%.

Tutti gli 11 principali settori industriali dell’indice S&P 500 hanno registrato progressi, con forti guadagni nei settori ciclici come quello dei beni di consumo che ha chiuso in rialzo del 2,46%, mentre i settori difensivi sono stati più deboli con il settore sanitario in lieve rialzo e i beni di consumo di prima necessità in rialzo dello 0,37%. L’indice Russell 2000 a bassa capitalizzazione, ha sovraperformato gli indici a grande capitalizzazione, chiudendo in rialzo del 2,3%.

Le azioni delle compagnie aeree, estremamente sensibili al prezzo del petrolio a causa dei costi del carburante per aerei, hanno registrato un rialzo ieri mentre il prezzo del greggio stava scendendo. Alaska Air e United Airlines sono entrambe salite di oltre il 4%, mentre American Airlines ha guadagnato il 3,66%. Anche le azioni degli operatori di navi da crociera sono salite vertiginosamente, con Norwegian Cruise Line salita più del 6% mentre Carnival Corp e Viking Holdings entrambi sono aumentati di oltre il 5%.

Stamane i futures sugli indici di Wall Street preannunciano un’apertura in calo, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi trattatio in Asia sono aumentati dopo un forte calo precedente, poiché la scarsa chiarezza sulla fine del conflitto ha indotto gli operatori a prezzare uno scenario di tassi di interesse globali più restrittivo: il rendimento dei titoli biennali Usa è balzato di 7 punti base al 3,9015%, mentre il rendimento del titolo decennale di riferimento è aumentato di oltre 4 punti base, raggiungendo il 4,3797%.

Asia in rialzo: il Kospi sale del 2%, Hong Kong dell’1,5%

Le borse asiatiche hanno registrato un leggero rimbalzo, recuperando terreno rispetto alle controparti globali della notte. L’indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico è salito dell’1,3%, mentre il Nikkei di Tokyo è in rialzo dello 0,95%. In Giappone l’inflazione è scesa al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale a febbraio per la prima volta in quasi quattro anni. Secondo Capital Economics i dati non hanno modificato in modo significativo le aspettative sulla politica della Boj e si prevede che l’istituto aumenterà i tassi di interesse il mese prossimo. L’indice Pmi dei responsabili degli acquisti ha mostrato che l’attività manifatturiera giapponese è cresciuta a un ritmo più lento del previsto a inizio marzo, mentre la crescita dei servizi si è anch’essa raffreddata.

Il Kospi della Corea del Sud sale del 2%. Gli investitori temono una Banca di Corea più aggressiva sotto la guida del nuovo governatore Shin Hyun-song, ma la speranza di de-escalation sta superando questi timori. Il CSI 300 e lo Shanghai Composite della Cina salgono rispettivamente dello 0,1% e dello 0,6%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong balza dell’1,5%. Tutti e tre avevano brevemente virato in negativo durante la seduta. L’ASX 200 australiano sale dello 0,2%, mentre il Nifty 50 indiano avanza dell’1%.

I futures del petrolio Brent sono in rialzo sopra 102 dollari (+2,7%), recuperando in parte il calo del 10% registrato nella sessione precedente, mentre il greggio statunitense è aumentato del 2,8% a 90,6 dollari al barile.

Il dollaro statunitense si è ripreso dal calo di lunedì, spingendo l’euro in ribasso dello 0,24% a 1,1587 dollari, mentre la sterlina ha perso lo 0,5%, attestandosi a 1,3389 dollari. Il dollaro australiano e quello neozelandese, valute sensibili al rischio, hanno perso oltre lo 0,5% ciascuno. Nel settore dei metalli preziosi, l’oro spot ha perso l’1,3%, attestandosi a 4.350,51 dollari l’oncia, a causa delle aspettative di tassi d’interesse statunitensi elevati per un periodo prolungato.

Borse europee viste aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a Mps e Stellantis

Le borse europee sono viste aprire poco variate con i future sull’Eurostoxx 50 che ondeggiano attorno alla parità. .

In agenda oggi gli indici Pmi preliminari di marzo per l’eurozona, il Regno Unito e gli Stati Uniti.

Mps, il board processa il ceo Luigi Lovaglio. Palermo verso la candidatura a unico ad. Le decisioni attese al cda di oggi dopo la discesa in campo della lista Tortora. Due pareri legali contro il ceo uscente, che in assemblea punta sul voto dei fondi. Entro Pasqua le raccomandazioni dei proxy

Credit Agricole ha presentato una lista di sette candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Banco Bpm di cui è azionista ma non propone candidati per i ruoli di ad o di presidente.

Auto. Nell’area Ue, Efta, Gran Bretagna, le immatricolazioni di auto in Europa sono salite a febbraio dell’1,7% su anno a 979.321 veicoli, secondo le elaborazioni di Acea. Sempre a febbraio, il gruppo Stellantis ha registrato una crescita su anno delle immatricolazioni del 9,5%, con una quota di mercato in aumento al 17,4% dal 16,2% di un anno prima.

Brembo – Intesa Sanpaolo ha alzato la raccomandazione a Buy da Neutral. Il target price è stato abbassato a 10 euro, dai 11,60 euro precedenti.

Telecom Italia – Oddo ha alzato il target price a 0,64 euro dai 0,51 euro precedenti, mantenendo il giudizio Neutral.

Eni – Ubs ha alzato il target price a 28 euro, dai 23 euro precedenti, giudizio Buy confermato.

Prysmian – Morningstar ha alzato la raccomandazione a Hold da Sell, target price invariato a 87 euro.

Banco Desio. Consob ha approvato il documento di offerta per l’opa su Solutions Capital Management Sim a un corrispettivo di 4,61 euro per azione. Il periodo di adesione va dal 30 marzo al 24 aprile 2026.

Rai Way ha chiuso il 2025 con utile netto di 88,6 milioni di euro, in flessione dell’1,4% rispetto all’anno precedente, mentre l’adjusted ebitda è stato pari a 191,8 milioni, in crescita del 3,3%, superiore rispetto alle aspettative di inizio esercizio.

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