Brilla un confortevole sole sulle piazza finanziarie stamattina, quello sorto insieme alla notizia che Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo di pace e hanno aperto lo Stretto di Hormuz. Le azioni giapponesi e sudcoreane sono balzate di oltre il 5%, grazie al calo del 5% del Brent che ha offerto sollievo ai paesi importatori netti di energia. Il dollaro si indebolisce grazie al calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro, mentre anche il folto gruppo di banche centrali che si riunirà questa settimana potrà attenuare le prospettive di strette monetarie. Intanto i futures si impennano anticipando un’apertura strepitoso sia per Wall Street sia per le borse europee.
L’accordo di pace fa scendere i prezzi di petrolio e gas e mitigare le prospettive sui tassi delle banche centrali
L’ufficialità è arrivata dal premier pachistano, Shehbaz Sharif con un suo messaggio pubblicato su X alle 23.15: “A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l’Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran e’ stato RAGGIUNTO”. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. Trump è intervenuto sul suo social Truth alle 23.29: “L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran e’ ora completo. Congratulazioni a tutti! Io autorizzo pertanto pienamente l’apertura gratuita del transito nello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo la rimozione immediata del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Lasciate fluire il petrolio!”. Mezz’ora dopo e’ arrivata la conferma dall’Iran, seppur timida e affidata al viceministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi. Ha sottolineato che “il testo dell’intesa sarà reso pubblico dopo la firma ufficiale di venerdì in Svizzera” e che “nei prossimi sessanta giorni ci saranno altri negoziati per l’accordo definitivo”.
Tuttavia, la sua situazione non è del tutto chiara: Trump ha affermato che lo stretto sarà senza pedaggio, mentre Teheran ha dichiarato che il traffico attraverso lo stretto sarà regolato sia dall’Iran che dall’Oman, un potenziale colpo alle regole del libero scambio e che lascia intendere la possibile introduzione di un pedaggio per le navi.
Questa settimana, durante il vertice del G7 in Francia, Trump incontrerà i leader mediorientali e parteciperà a una sessione di lavoro con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy.
I mercati avevano già scontato un probabile accordo, ma la conferma è stata sufficiente a far crollare il petrolio Brent del 4,7% a 83,24 dollari al barile, sui minimi degli ultimi tre mesi, ben lontano dal picco di maggio di 126,41 dollari. Il petrolio statunitense è scivolato del 5,5% a 80,16 dollari al barile, ma si manteneva comunque al di sopra dei 67 dollari a cui veniva scambiato prima dell’inizio della guerra. In calo anche il gas: ad Amsterdam le quotazioni registrano una flessione del 5,9% a 44,09 euro a megawattora,
Se dovesse persistere, il calo del prezzo del petrolio ridurrebbe il rischio di inflazione e quindi la necessità di aumentare i tassi di interesse.
Questa settimana si riuniranno le banche centrali di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Australia, Svizzera, Svezia, Norvegia e Russia, con il Giappone considerato il paese più propenso ad aumentare i tassi di interesse. Per la Federal Reserve le previsioni sono di una conferma dei tassi tra il 3,50% e il 3,75% mercoledì, in occasione della prima riunione del presidente Kevin Warsh. La dichiarazione, le proiezioni economiche e la conferenza stampa saranno attentamente esaminate alla ricerca di eventuali segnali di un abbandono da parte della Fed della sua politica monetaria accomodante, dato che i funzionari hanno recentemente assunto posizioni più restrittive sui rischi di inflazione.
L’Asia festeggia con i potenti rialzi del Nikkei e del Kospi
Le borse asiatiche festeggiano con l’indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico in rialzo del 3%. La prospettiva di un petrolio più economico sarà un vantaggio per il Giappone, che è un importatore netto di energia, e il Nikkei ha reagito con un rialzo di circa il 5% segnando un nuovo record. Salgono soprattutto le società collegate al tema dell’intelligenza artificiale e quelle dell’industria dei chip: Softbank +12%. Domani la Banca del Giappone è attesa aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli all’1%, il livello più alto dal 1995. L’indice dei prezzi al consumo calcolato dalla BoJ, depurato dalle misure governative anti-inflazione, è salito al 2,8% in aprile dal 2,5% di marzo, mentre l’inflazione all’ingrosso ha toccato il 6,3% in maggio, il massimo in oltre tre anni.
Anche il Kospi sudcoreano guadagna il 5%. Il mercato azionario sudcoreano potrebbe entrare nell’indice dei mercati sviluppati di Msci: la decisione sarà presa il 23 giugno. Il Kospi da inizio anno ha guadagnato circa il 100%, la miglior performance tra gli indici di riferimento mondiali.
Indice Hang Seng di Hong Kong +0,4%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,4%. Taiex di Taiwan +2,4%. La startup cinese di intelligenza artificiale Zhipu AI, concorrente di leader del settore come OpenAI e Anthropic, è arrivata a guadagnare fino al 48% in Borsa a Hong Kong dopo che la banca statunitense JPMorgan ne ha alzato le stime, tagliando al contempo quelle della rivale MiniMax. L’indice BSE Sensex di Mumbai è in rialzo dell’1,5%, la scorsa settimana la performance è stata del +1,7%.
I titoli di Stato hanno registrato un rialzo nella speranza che i prezzi del petrolio possano ora scendere in modo sostenibile e ridurre i rischi al rialzo per l’inflazione. I rendimenti dei titoli Usa a 2 anni sono scesi di 6 punti base al 4,02%.
Il calo dei rendimenti e il generale miglioramento del profilo di rischio hanno spinto il dollaro al ribasso, mentre l’euro è salito dello 0,4% a 1,1608 dollari e la sterlina dello 0,3% a 1,3446 dollari. Il dollaro ha registrato una performance migliore sullo yen, attestandosi a 160,13.
Nei mercati delle materie prime, il calo dei rendimenti ha contribuito a far salire l‘oro, che non genera interessi, del 2,5%, raggiungendo i 4.322 dollari l’oncia.
Borse europee viste aprire in netto rialzo. A Piazza Affari occhi a banche e a Btp Italia Sì
Le borse europee sono viste aprire eurforiche: +1,80% il future sull’Eurostoxx50.
Italia. Sul mercato obbligazionario prende il via alle 9 la raccolta degli ordini per Btp Italia Sì, il nuovo strumento dedicato esclusivamente agli investitori privati, con scadenza giugno 2031 indicizzato all’inflazione nazionale. L’emissione a 5 anni garantisce una cedola minima dell’1,6% e prevede un premio fedeltà pari allo 0,6%. In un’intervista a Reuters il responsabile per la gestione del debito pubblico, Davide Iacovoni, ha detto che il Tesoro lavora a un nuovo titolo indicizzato dedicato esclusivamente agli investitori istituzionali.
Banca d’Italia diffonde in mattinata il rapporto mensile dedicato a finanza pubblica, fabbisogno e debito, che fornisce uno spaccato sulla distribuzione dei titoli di Stato nel portafoglio degli investitori esteri e retail, nonché l’aggiornamento sul debito pubblico. Il rapporto del mese scorso ha messo in evidenza un nuovo massimo del debito pubblico, balzato di 20 miliardi al nuovo record di 3.159 miliardi di euro.
Banca Mps, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Unipol, Bper – Il governo non interferirà con il “golden power” nelle operazioni straordinarie di Mps. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’AD di Mps, Luigi Lovaglio, potrebbe presentare al cda del 22 giugno delle contromisure contro l’offerta di Intesa, coinvolgendo Banco Bpm. Lo riporta Il Corriere della Sera.
Ferrari – Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio di Catalogna 2026, conquistando il suo primo successo con la Ferrari.
Prysmian – Berenberg ha alzato il target price a 130 euro dai 92 euro precedenti, giudizio Hold confermato.
Telecom Italia – Parte oggi il raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10. Il prezzo di riferimento è 7,886 euro.
Unicredit – È stato conferito l’11,86% delle azioni Commerzbank (11,22% al 10 giugno), portando la partecipazione azionaria diretta al 37,99% e al 41,20% includendo i derivati con regolamento fisico. I Total Return Swap (TRS) con regolamento in contanti restano stabili al 13,19%. La partecipazione potenziale complessiva è pari a circa il 55%.
