L’illusione pare essere svanita. I mercati avevano dato per scontato che Stati Uniti e Iran avrebbero ritrovato il buon senso e raggiunto un accordo da un momento all’altro. Invece, Teheran sembra ancora preferire i droni d’attacco, il presidente Trump continua a twittare a caratteri cubitali, mentre il prezzo del petrolio sale a 111 dollari e i titoli di stato continuano a essere venduti. Oggi l’attenzione sarà per la riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G7 a Parigi. Mentre grandi aspettive ci sono per i dati di Nvidia mercoledì.
Petrolio ancora in rialzo, le scorte si stanno esaurendo
Il petrolio è ancora in rialzo oggi dopo l’attacco a una centrale nucleare negli Emirati Arabi Uniti. Trump ha intimato ai vertici di Teheran di riaprire lo Stretto di Hormuz e di sbrigarsi ad accettare le condizioni di pace poste dagli Stati Uniti. “Per l’Iran il tempo stringe: è meglio che si diano una mossa — e in fretta! — altrimenti non rimarrà più nulla di loro. Il tempo è essenziale”, ha avvertito ieri sui social.
Gli investitori si stanno rendendo conto che lo Stretto di Hormuz non riaprirà presto. Alcune navi riescono a passarvi, ma niente a che vedere con la media prebellica di 136 al giorno, e le scorte globali si stanno esaurendo. Ai livelli attuali, gli analisti stimano che entro la fine di maggio saranno andati persi 1 miliardo di barili di greggio. Gli analisti indicano come probabile carenza di prodotto a partire da giugno il che significherebbe prezzi molto più alti, dopodiché sarà necessario un crollo della domanda per riequilibrare il mercato Il Brent è di nuovo sopra i 111 dollari e il contratto di settembre ha superato i 100 dollari: una cattiva notizia per l’inflazione globale che arriva perfettamente in concomitanza con la stagione estiva dei viaggi.
Usa, titoli di Stato ancora sotto pressione. Grande attesa per la trimestrale di Nvidia mercoledì
I titoli di stato hanno continuato la loro corsa al ribasso stamane, con i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni che sono saliti al 4,631%, e quelli a 30 anni che hanno toccato il 5,159%. Le preoccupazioni degli analisti vanno ora all’aumento dei costi di indebitamento che amplierà ulteriormente il già enorme deficit di bilancio di Washington. E non è che l’attuale amministrazione abbia mostrato alcuna intenzione di contenere il debito, sostenendo invece un piano di spesa per la difesa da 1.500 miliardi di dollari, mentre spende un miliardo per una sala da ballo e chissà quanto per un arco trionfale.
Il meeting dei ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G7 oggi sarà un vero battesimo del fuoco per il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, che dovrà conciliare le prospettive di inflazione con il desiderio di Trump di ridurre i tassi d’interesse. I verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve e gli indici preliminari dei responsabili degli acquisti (Pmi) statunitensi, che saranno pubblicati entro la fine della settimana, dovrebbero contribuire a chiarire quanto la banca centrale sia preoccupata per la persistenza dell’inflazione e se la dinamica dell’attività economica si stia mantenendo stabile. Secondo lo strumento Cme FedWatch, i mercati ora scontano una probabilità superiore al 50% che la Fed aumenti i tassi entro dicembre.
Venerdì i mercati azionari Usa hanno chiuso in calo: l’S&P’s ha lasciato sul terreno l’1,2% e il Nasdaq l’1,5%. Ciononostante, l’indice S&P 500 è salito di quasi il 17% dal minimo annuale raggiunto a fine marzo, e ora si attesta su un rialzo di oltre l’8% nel 2026. Ma i rendimenti più elevati aumentano anche il tasso di sconto per gli utili aziendali futuri, mettendo alla prova le valutazioni azionarie già elevate in alcuni settori. Sebbene gli utili siano stati generalmente positivi, gli analisti di Citi avvertono che il miglioramento è dovuto in gran parte a entrate straordinarie, tra cui i rimborsi tariffari. Secondo Citi, solo 20 titoli hanno contribuito quasi interamente alla sorpresa positiva sugli utili. Escludendo l’intelligenza artificiale e il settore energetico, le stime sugli utili dell’S&P 500 per il 2027 sono rimaste invariate.
Mercoledì sarà Nvidia, la regina dell’AI a segnare il passo: per i suoi dati trimestrali le aspettative altissime. Gli analisti prevedono un fatturato di circa 78,5 miliardi di dollari, in aumento dell’80% rispetto all’anno precedente, e un utile per azione rettificato compreso tra 1,75 e 1,78 dollari, anche se gli investitori sperano in risultati ancora migliori. Le azioni di Nvidia sono aumentate del 36% dal minimo di marzo, mentre l’indice dei semiconduttori della Borsa di Filadelfia è aumentato di oltre il 60%, a fronte di una vorace domanda di chip, poiché le aziende tecnologiche stanno investendo massicciamente nella costruzione di data center e altre infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. I prodotti di intelligenza artificiale di Nvidia hanno fatto salire le sue azioni di oltre il 1.800% dall’inizio dell’ultimo mercato rialzista nell’ottobre 2022. Walmart pubblicherà i risultati giovedì. A seguire Target, Home Depot, TJX e altri rivenditori. I futures anticipano un’apertura in calo a Wall Street oggi.
Asia in rosso. Occhi su Samsung: trattative in corso per scongiurare uno sciopero critico
Le borse asiatiche scendono per la seconda seduta consecutiva. L’indice Msci Asia Pacific ha perso fino all’1,4% questa notte, prima di recuperare circa la metà delle perdite. Tra i principali responsabili dei ribassi ci sono Taiwan Semiconductor Manufacturing, Mizuho Financial Group e Toyota Motor.
In Cina l’impatto negativo derivante dal rincaro energetico si è visto sulle vendite al dettaglio, aumentate solo dello 0,2% ad aprile, ben al di sotto del 2,0% previsto, mentre anche la produzione industriale è risultata deludente, attestandosi al 4,1% il mese scorso, il dato più basso degli ultimi tre anni. Lo yuan offshore si è indebolito a 6,8150 yuan per dollaro. Gli incontri tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping della scorsa settimana non hanno portato a importanti progressi. Nel fine settimana la Cina ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per ridurre i dazi doganali su alcuni prodotti al fine di promuovere il commercio bilaterale, senza fornire dettagli. L’indice Csi 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,7%. Hang Seng di Hong Kong -1,4%, Taiex di Taiwan -0,8%.
In Giappone l’indice Nikkei di Tokyo -0,7%. Il tasso dei titoli di stato trentennali è balzato di 20 punti base al livello più alto dal debutto del titolo nel 1999, guidando movimenti al rialzo di circa 10 punti base nei rendimenti a 10 e 20 anni. I rendimenti dei titoli a cinque anni sono rimasti alti dopo che un’asta di titoli ha visto una domanda più debole rispetto alla media degli ultimi 12 mesi.
Le preoccupazioni per l’inflazione e la spesa pubblica che stanno attraversando i mercati sono amplificate in Giappone dal rischio di ulteriori emissioni di debito. Secondo una fonte Reuters, il governo probabilmente emetterà nuovo debito nell’ambito del finanziamento di un bilancio supplementare previsto per attutire l’impatto economico della guerra in Medio Oriente.
In Corea del Sud, l’indice Kospi +0,2%. La capitalizzazione di mercato dell’indice Kospi di Seul ha superato il valore totale del mercato immobiliare dell’area metropolitana di Seul, ha scritto ieri l’agenzia di stampa Yonhap. Il principale indice azionario nazionale ha raggiunto un valore record di 6.135 trilioni di won (4,1 trilioni di dollari). Oggi Samsung Electronics e il sindacato hanno avviato i colloqui in un estremo tentativo di evitare il più grande sciopero nella storia del colosso tecnologico che da solo rappresenta quasi un quarto delle esportazioni sudcoreane, nel timore che un’astensione dal lavoro di oltre 45.000 dipendenti possa colpire l’economia della Corea del Sud e destabilizzare le catene di approvvigionamento globali di chip. Le trattative fanno seguito al fallimento della scorsa settimana di un primo round di negoziati mediati dal governo su retribuzioni e bonus. Ad aumentare la pressione sul sindacato, un tribunale sudcoreano ha parzialmente accolto la richiesta di ingiunzione di Samsung, ordinando all’organizzazione sindacale di garantire che l’eventuale sciopero non interrompa la produzione. La sentenza di oggi stabilisce che lo sciopero non deve comportare il deterioramento dei materiali utilizzati nella produzione, mentre le operazioni relative alla sicurezza e alla prevenzione di danni ai prodotti devono essere mantenute a livelli normali, ha dichiarato telefonicamente un portavoce del tribunale. Il portavoce ha aggiunto che i due principali sindacati potrebbero incorrere in sanzioni fino a 100 milioni di won (72.000 dollari) al giorno ciascuno in caso di inosservanza, mentre i leader sindacali potrebbero essere multati per 10 milioni di won al giorno.
Indice BSE Sensex di Mumbai -1,3%: da inizio anno la borsa dell’India perde il 12,8%, contro il +9% del benchmark di Bloomberg per l’area Asia Pacific.
L’oro si stabilizza grazie agli acquisti sui ribassi, ma aveva toccato nelle ore precedenti il minimo da oltre un mese a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio.
Sul mercato valutario, il dollaro è sulla difensiva nei confronti della maggior parte delle principali valute. con l’indice pressoché invariato a 99,325, mentre la debolezza dello yen ha tenuto gli operatori in allerta per un possibile intervento. L’euro si attesta a 1,1621 dollari e la sterlina a 1,3320 dollari, entrambe in calo di circa lo 0,03%. Il dollaro australiano, sensibile al rischio, si è indebolito dello 0,2%, attestandosi a 0,7132 dollari, mentre il dollaro neozelandese è rimasto pressoché invariato a 0,5837 dollari.
Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a stacco cedole, Leonardo, Stellantis
Borse europee viste aprire in calo: -1,10% il future sull’Eurostoxx50. Lo stacco cedola di ben 22 bluechip a Piazza Affari, oltre la metà del paniere, avrà un impatto sull’indice Ftse Mib intorno all’1,5%.
Eni ha perfezionato un investimento da 70 milioni di dollari per entrare nel capitale della società canadese Nouveau Monde Graphite, attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie, con una quota dell’11,6%.
Enel, dopo la cessione di Wind tra il 2005 e il 2007 all’imprenditore egiziano Naguib Sawiris, si prepara a tornare nel mercato della telefonia mobile, come riportato da Milano Finanza. Il gruppo è pronto a offrire ai clienti di luce e gas anche i servizi telefonici attraverso la controllata Enel Energia, nella quale sarà fusa la newco Lene Connect, partita da pochi mesi per i contratti digitali luce e gas.
Generali. Blackrock detiene una partecipazione aggregata di appena sopra il 5% nella compagnia assicurativa, di cui il 3,14% con diritto di voto, mentre la restante parte riguarda azioni oggetto di contratti di prestito titoli e derivati.
Stellantis continua a rafforzare l’asse con l’Algeria puntando sulla componentistica italiana. Dopo il forum organizzato lo scorso febbraio a Torino, il 7 settembre si terrà ad Algeri un nuovo incontro dedicato alle imprese italiane interessate a sviluppare attività produttive legate allo stabilimento del gruppo automobilistico a Tafraoui, vicino Orano. La giapponese Nidec Corp cesserà le joint-venture sui veicoli elettrici con Guangzhou Automobile Group e Stellantis. Lo ha riferito il Ceo Mitsuya Kishida a Nikkei.
Recordati. Barclays ha alzato il target price da 48 a 50 euro (rating equal-weight).
Cir ha incrementato il prezzo dell’opa parziale lanciata su un massimo di 50 milioni di azioni proprie, pari al 5,46% del capitale, portandolo a 0,70 euro per azione da 0,68 euro precedente.
Juventus ha perso 0-2 con la Fiorentina
Amplifon – Sonova prevede una graduale ripresa del mercato nel corso dell’anno, con crescita complessiva del 2-4% nel 2026/27, in miglioramento rispetto all’ipotesi del 3-5%.
FiberCop. I risultati del primo trimestre 2026 mostrano ricavi ed EBITDAaL in calo del 3,7%, con una leva finanziaria pari a 6,6x. La guidance 2026 (EBITDAaL +10%) è stata confermata, con forte recupero previsto nel secondo semestre.
Leonardo – Gli Emirati Arabi Uniti stanno una valutando joint venture con diversi gruppi europei, tra cui Leonardo e Airbus, che hanno business solidi, ha dichiarato il ministro dell’Economia e del Turismo Abdulla bin Touq Al Marri al Corriere della Sera. Ha aggiunto che i vertici di Leonardo hanno incontrato il gruppo emiratino della difesa Edge.
Tenaris – BNP Paribas ha alzato il target price a 28,5 euro, dai 21 euro precedenti. Gruppo Santander ha sospeso la copertura.
Unipol – Mediobanca ha alzato il target price a 21,50 dai 20 euro precedenti. Giudizio Neutral confermato.
Rai Way – Risultati 2025 di EI Towers: ricavi -3%, margini stabili. Per il 2026 è atteso un EBITDA stabile (circa 156 mln nel 2025) e una riduzione del debito.
