I mercati azionari internazionali stamane sembrano rallentare la corsa al ribasso che si è vista ancora nella notte segendo quella di ieri. I titoli tecnologici restano il focus principale, con gli investitori sempre più stupiti e preoccupati per l’enorme ulteriore spesa che le megacap Usa hanno messo in conto. La volatilità regna sovrana, con argento, oro e anche bitcoin sull’ottovolante.
Le borse asiatiche hanno recuperato parte delle perdite di inizio seduta, anche se sono ancora in calo: soprattutto l’indice Kospi di Seul, che aveva marciato al rialzo per molte settimane. Intanto il Giappone si prepara alle elezioni della Camera bassa domenica, con titoli di stato e valuta in calo e Nikkei in leggero rialzo. Le borse europee mostrano un’apertura su una prudente parità.
Wall Street chiude in netto calo mentre sale l’indice della paura. Amazon colla dell’11% dopo i dati
Ieri Wall Street ha continuato il suo lento logoramento, senza che ci fosse una notizia precisa, come per esempio si era visto con il crollo in occasione del “Liberation day” dell’aprile scorso. Gli investitori ora guardano sgomenti i nuovi dati delle megacap che mostrano un’ulteriore spesa in conto capitale che si aggiunge a quelle già stratosferiche seminando dubbi s esse saranno capaci di tradursi in utili altrettanto corposi. Quattro delle più grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno previsto spese che raggiungeranno circa 650 miliardi di dollari nel 2026: un’enorme quantità di denaro destinata a nuovi data center e alla lunga lista di apparecchiature necessarie per il loro funzionamento, tra cui chip di intelligenza artificiale, cavi di rete e generatori di backup. I rendimenti di questi investimenti e le valutazioni esorbitanti hanno fatto scendere le azioni la scorsa settimana.
Ieri l’indice S&P 500 è scivolato dell’1,2% e il Nasdaq 100 è sceso dell’1,4%, il peggior crollo degli ultimi tre giorni dal crollo di aprile, trascinato dalle perdite di Microsoft, Amazon e altri pesi massimi della tecnologia dopo che Google ha detto che potrebbe raddoppiare la spesa in conto capitale per l’intelligenza artificiale nella corsa al dominio della tecnologia emergente. L’indice di riferimento ha visto oltre 1.000 miliardi di dollari spazzati via da quando la Federal Reserve ha segnalato la scorsa settimana una certa riluttanza ad abbassare i tassi a breve. Microsoft è scesa del 5%, Palantir ha perso il 6,8% e Oracle è sceso del 7%.
Amazon ha perso il 4,4% durante le normali contrattazioni e poi è crollato di un altro 11% dopo la chiusura, quando ha reso noti i dati trimestrali. L’azienda prevede di investire 200 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale quest’anno, alimentando il timore che la sua colossale scommessa sull’intelligenza artificiale possa non dare i suoi frutti nel lungo periodo.mostrando
Nvidia, che dovrebbe trarre vantaggio dall’aumento della spesa del settore per l’intelligenza artificiale, è diminuito dell’1,4%.
Questa settimana gli investitori hanno anche temuto che il rapido miglioramento degli strumenti di intelligenza artificiale potesse intaccare la domanda di software tradizionali, riducendo i margini di profitto in tutto il settore. Tutti i titoli del settore hanno esteso il loro crollo dopo che Anthropic, un’azienda di intelligenza artificiale, ha lanciato un nuovo modello progettato per svolgere ricerche finanziarie, sottolineando la minaccia competitiva rappresentata dalla nuova tecnologia. ServiceNow è in calo del 7,6% e Salesforce di quasi il 5%. Qualcomm è sceso dell’8,5% dopo aver previsto ricavi e profitti del secondo trimestre inferiori alle stime.
Da segnalare anche Estee Lauder le cui azioni sono scese del 19% poiché il proprietario di Clinique ha previsto risultati annuali inferiori alle stime.
L’indice di volatilità del CBOE (.VIX), l’“indicatore della paura” di Wall Street, ha toccato brevemente il livello più alto degli ultimi due mesi.
Negli ultimi giorni il mercato si è spostato verso titoli relativamente più economici. L’indice Value S&P 500 è sceso dello 0,9%, ma è rimasto in territorio positivo per la settimana. L’indice di grow S&P 500 è sceso invece di oltre il 4% durante la settimana.
I futures sull’indice Nasdaq 100 sono scesi dello 0,7% e quelli sull’S&P 500 dello 0,4%.
Asia cerca di limitare le perdite
Il crollo delle azioni di Wall Street si è riversato anche in Asia, lasciando gli investitori storditi e molti indici di riferimento regionali in rosso, mentre una forte volatilità ha colpito i metalli preziosi e le criptovalute. Le azioni asiatiche nel corso della seduta hanno recuperato una parte delle perdite iniziali, ma gli investitori sono cauti nei confronti del settore tecnologico. L’indice MSCI delle azioni dell’area Asia-Pacifico è in calo dello 0,4% stamane, dopo essere crollato fino all’1,3% all’inizio della seduta asiatica. Un indice dei titoli tecnologici della regione è sceso dello 0,4% e l’indice Kospi della Corea del Sud, simbolo degli investimenti in intelligenza artificiale, ha ridotto le perdite a -1,5% dopo aver perso il 2,8%.
In Giappone l’indice Nikkei 225 è salito dello 0,8% in attesa della possibile vittoria del Partito Liberal Democratico del primo ministro giapponese Sanae Takaichi alle elezioni di questo fine settimana. Il programma di Takaichi prevede tagli alle imposte per aiutare le famiglie a far fronte all’aumento del costo della vita. Prevede anche un aumento della spesa pubblica, il che crea pressione sui titoli di stato.
In Cina, gli indici Shanghai, Shenzhen, CSI 300 trattano sotto la parità. L’Hang Seng di Hong Kong perde l’1,3%.
In Australia, l’indice ASX 200 perde il 2%. La governatrice della banca centrale australiana, Michele Bullock, ha detto che sarà necessario raffreddare ulteriormente la domanda interna per riportare l’inflazione sotto controllo. Il timore di nuovi rialzi dei tassi ha innescato le vendite.
Altrove, la Reserve Bank of India ha mantenuto stabili i tassi. Il rendimento dei titoli di Stato indiani a 10 anni è aumentato di tre punti base, attestandosi al 6,68%.
Metalli preziosi preda della volatilità
I metalli prezioni sono sull’ottovolante in queste sedute, in particolare l‘argento che soffre anche di una scarsa liquidità del mercato. L’argento che ha recuperato l’1,9% a 72,54 dollari dopo essere crollato anche del 20% nelle ore precedenti. L’oro è salito dell’1,6% a 4.843,83 dollari dopo un precedente calo del 2,4%.
Il fondo cinese UBS SDIC Silver Futures, recentemente emerso come un importante indicatore del crollo dei metalli preziosi, è stato sospeso per un’ora all’inizio delle contrattazioni per proteggere gli investitori, dopo essere sceso del 10% per diversi giorni. Il fondo ha subito una flessione della stessa entità alla sua riapertura oggi.
Le criptovalute sono riuscite a contenere per ora una forte svendita dopo il crollo di ieri, che aveva fatto crollare il valore del mercato per 2.000 miliardi di dollari. Bitcoin oggi guadagna il 2,6% a 64.735,60 dollari, dopo essere sceso fino al 4,9% a un minimo di 60.008,52 dollari, meno della metà del picco di ottobre, mentre Ether ha guadagna il 3,1% a 1.904,01 dollari, recuperando parzialmente un calo del 5,1%.
Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Bpm, Enel, Fineco
L’Europa si avvia verso un inizio di seduta piatto, come indica l’andamento dei future sull’Euro Stoxx 50 a -0,08%.
Germania. Frena e più delle attese la produzione industriale tedesca a dicembre. Secondo l’Ufficio di statistica tedesco Destatis, la produzione industriale ha evidenziato un decremento mensile dell’1,9%, dopo il +0,1% di novembre (rivisto da +0,8%). Le stime degli analisti erano per un decremento dello 0,2%.
Banco Bpm. Ha chiuso il 2025 con un utile netto in crescita, sopra le attese del mercato, e ha confermato per l’anno in corso i target operativi ante imposte con possibile overperformance. In particolare, l’utile netto del quarto trimestre 2025 è stato pari 417 milioni di euro contro 335 milioni stimati, grazie a ricavi positivi, in particolare dalle commissioni nette, e a bassi accantonamenti su crediti deteriorati. Anche per il 2026 è atteso 1 euro di dividendo per azione.
Buzzi. Oggi c’è il Cda per esaminare i dati preliminari di bilancio.
Enel. Ha registrato nel 2025 un aumento dell’Ebitda ordinario, sostenuto dalle attività internazionali, a 22,9 miliardi di euro, in linea con la guidance del gruppo, mentre i ricavi sono cresciuti dell’1,9% a 80,4 miliardi.
Fineco. Risultati del quarto trimestre 2025 in linea con le attese. Dividendo per azione pari a 0,79 euro, a fronte di 0,80 euro atteso internamente e 0,78 euro del consenso. Raccolta netta solida a 1,1 miliardi di euro, ma con mix debole a gennaio.
Pirelli. Il Cda ritiene a maggioranza che le attività Cyber Tyre debbano continuare a essere esercitate in modo integrato con il resto delle attività del gruppo ed esclude qualunque separazione e/o segregazione, anche solo parziale e di qualunque natura.
Eles Semiconductor Equipment. Termina l’Opa volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie promossa da Xenon.
Credem. Risultati migliori delle stime, sostenuti da commissioni più forti e da un costo del rischio più basso.