Poche ore mancano allo scadere del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, ma per ora i mercati sembrano ignorare i rischi di un mancato accordo. Mentre la situazione non è per nulla chiara circa il proseguire dei colloqui di pace, gli investitori preferiscono puntare nuovamente su titoli legati all’intelligenza artificiale, scommettendo su una ripresa della crescita. Così salgono i titoli asiatici a forte componente tecnologia a nuovi massimi storici, mentre il petrolio consolida la postazione tra 94 e i 95 dollari. L’attenzione sarà oggi più tardi per l’udienza del futuro capo della Fed Kevin Warsh, mentre si avvicina la fine del mese carica di meeting di politica monetaria nel mondo. Le borse europee sono viste aprire in leggero rialzo.
Il secondo round di negoziati Usa-Iran: forse sì o forse no
In un’intervista telefonica ieri Trump ha affermato che la tregua, annunciata il 7 aprile, scade mercoledì sera, ora di Washington, offrendo forse più tempo per i negoziati. Tuttavia, il presidente ha anche aggiunto che è “altamente improbabile che la proroghi” se non si raggiungerà un accordo entro tale data.
Gli Stati Uniti hanno espresso fiducia nel fatto che i colloqui di pace con l’Iran si sarebbero svolti in Pakistan e un alto funzionario iraniano ha affermato che Teheran stava valutando la possibilità di parteciparvi, ma rimangono ostacoli significativi e incertezza con l’avvicinarsi della fine del cessate il fuoco. Il fragile accordo si è incrinato dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato il sequestro della nave mercantile iraniana Touska, provocando minacce di rappresaglia da parte di Teheran. La tensione è rimasta alta: oggi il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli Stati Uniti chiedendo l’immediato rilascio della nave, del suo equipaggio e delle loro famiglie.
L’Iran aveva dichiarato nel fine settimana che avrebbe saltato un secondo round di negoziati. Ad aumentare l’incertezza e la confusione, c’è che il vicepresidente JD Vance è rimasto negli Stati Uniti, secondo una fonte, smentendo le notizie secondo cui era già in viaggio verso il Pakistan per i colloqui.
Trump desidera un accordo che impedisca ulteriori aumenti dei prezzi del petrolio e shock sui mercati azionari e insiste sul fatto che l’Iran non può avere i mezzi per sviluppare un’arma nucleare. Teheran dal canto suo spera di sfruttare il suo controllo dello Stretto di Hormuz per raggiungere un accordo che eviti la ripresa della guerra, allenti le sanzioni ma non ostacoli il suo programma nucleare.
L’Iran ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti attaccassero le sue infrastrutture civili, colpirebbe a sua volta centrali elettriche e impianti di desalinizzazione nei paesi arabi del Golfo. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, a Fox News ha detto che gli Stati Uniti erano vicini a un accordo con l’Iran. “Grazie al successo dell’operazione militare e al suo (di Trump) stile negoziale intransigente, siamo sull’orlo di un accordo”, ha detto Leavitt. “E se ciò non fosse possibile, il presidente, in quanto comandante in capo, ha comunque a disposizione una serie di opzioni che non esita a utilizzare.”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto su X che “la profonda sfiducia storica in Iran verso il comportamento del governo degli Stati Uniti rimane” e ha aggiunto che “gli iraniani non si sottomettono alla forza”.
La politica monetaria torna nel radar degli investitori. Oggi il palco è per Warsh
Dopo settimane in cui l’unica attenzione era per lo stretto di Hormuz, ora gli investitori si stanno spostando a seguire i passi della politica monetaria. A suonare la sveglia è arrivato l’appuntamento di oggi (alle ore 16 italiane) in cui Kevin Warsh, il candidato di Trump per la guida della Federal Reserve, inizierà l’udienza di conferma davanti al Senato: il punto chiave da seguire sarà la sua indipendenza dalla Casa Bianca, ma anche i primi accenni di strategia monetaria. In una sintesi del suo discorso preparato, Warsh ha detto che affermerà di essere “impegnato a garantire che la conduzione della politica monetaria rimanga rigorosamente indipendente”.
Allargando il campo visivo, gli investitori sanno bene che entro la fine di aprile, non solo la Fed, ma anche la Boj, la Bce e la Boe annunceranno le proprie decisioni di politica monetaria: si prevede che manterranno gli attuali livelli di tassi, ma anche che forniranno prospettive incerte che potrebbero indicare rischi di stagflazione. L’era delle curve dei rendimenti più piatte pare essere dunque alle porte.
Wall Street ieri in lieve calo. Oggi attesa per il discorso di Warsh. Cook lascia Apple
Ieri Wall Street ha chiuso in leggero calo tra le incertezze riguardo la guerra tra Iran e Usa, con ciascuno dei tre principali indici reduce dalla terza settimana consecutiva di guadagni. Dow Jones ha chiuso a -0,01%, S&P 500 a -0,24%, Nasdaq a -0,26%. Gli investitori sono più propensi a seguire la stagione delle trimestrali dalle queli finora è emerso un settore bancario in buona salute.
A pesare sono stati i cali di colossi come Meta che ha perso il 2,56%, interrompendo una serie di nove sessioni vincenti consecutive, la più lunga da ottobre, o come Netflix che ha chiuso in calo del 2,55%, accumulando una perdita di circa il 12% da quando ha annunciato i risultati trimestrali e l’uscita del co-fondatore Reed Hastings la scorsa settimana.
Gli investitori cercheranno di valutare l’impatto della guerra con l’Iran sui prossimi dati trimestrali in agenda questa settimana, a partire da quelli di Lockheed Martin e Ibm, ma anche di Tesla che aprirà il round delle trimestrali gruppo dei “Magnifici Sette”. Delle 48 società dell’indice S&P 500 che hanno pubblicato i risultati trimestrali entro venerdì mattina, l’87,5% ha superato le aspettative degli analisti, secondo i dati di LSEG. L’attuale tasso di crescita degli utili del primo trimestre si attesta al 14,4%. Cook di Apple ha annunciato che cederà il testimone a Ternus dopo un mandato da record. Apple concentrerà il suo team hardware su cinque aree. Amazon.com sta investendo ulteriori 5 miliardi di dollari in Anthropic PBC e potrebbe iniettarne altri 20 miliardi nel tempo.
Asia trainata dal nuovo record del Kospi sudcoreano
Le borse dell’Asia Pacifico sono contrastate mentre gli investitori seguono gli sviluppi legati alla delicata situazione tra Stati Uniti e Iran, in vista della scadenza del cessate il fuoco. I titoli tecnologici hanno guidato i rialzi, con l’indice tecnologico Msci per l’area in aumento del 2,4%, estendendo il suo incremento da inizio anno a oltre il 38%. L’indice Kospi della Corea del Sud sale di oltre il 2% fino a un nuovo massimo storico, sostenuto dall’ottimismo sui produttori di chip legati all’intelligenza artificiale. SK Hynix balza ai livelli record dopo aver annunciato piani per iniziare la produzione di moduli di memoria avanzati per chip AI di nuova generazione realizzati da Nvidia. In rialzo anche Samsung. Il neo-nominato governatore della banca centrale della Corea del Sud, Shin Hyun-song, ha affermato che la politica monetaria del Paese deve essere cauta e flessibile, alla luce dell’aumento dell’inflazione e delle incertezze sulla crescita causate dal conflitto in Medio Oriente.
Anche i titoli giapponesi sono sostenuti dal settore tecnologico. Il Nikkei 225 sale dell’1,2%. L’indice Shanghai Composite della Cina e il CSI 300 di Shanghai e Shenzhen scendono entrambi dello 0,3%. Le azioni del produttore cinese di circuiti stampati Victory Giant Technology sono balzate del 60% al loro debutto a Hong Kong oggi, dopo aver raccolto 20,1 miliardi di dollari di Hong Kong (2,6 miliardi di dollari Usa. L’Hang Seng di Hong Kong è sostanzialmente invariato. Victory Giant, uno dei fornitori di circuiti stampati di Nvidia, ha fatto il suo debutto alla Borsa di Hong Kong. L’indice Straits Times di Singapore sale dello 0,2%, mentre l’S&P/ASX 200 australiano è in lieve calo.
I future sul petrolio Brent sono scesi di 54 centesimi, pari allo 0,6%, a 94,94 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) statunitense con scadenza a maggio è calato di 1,11 dollari, pari all’1,2%, a 88,50 dollari. L’oro è sceso dello 0,5% a circa 4.800 dollari l’oncia.
Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Leonardo e Unicredit
I mercati europei dovrebbero aprire in rialzo. Il future sull’Indice Euro Stoxx sale dello 0,4%.
Eni – Sta svolgendo colloqui con la spagnola Repsol e la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa sul progetto Cardòn IV del Venezuela. Lo ha riferito un portavoce Eni. I dettagli non sono stati ancora delineati.
Fincantieri – Ha firmato una collaborazione negli Stati Uniti con Saildrone per sviluppare Spectre, un’imbarcazione di superficie senza equipaggio (USV) ad alta velocità.
Intesa Sanpaolo – Morningstar ha abbassato la raccomandazione da Hold a Sell, target price pari a 5 euro.
Leonardo – Jefferies ha abbassato la raccomandazione da Buy a Hold, il target price è stato portato a 62 euro, dai 68 euro precedenti.
Lottomatica – L’assemblea degli azionisti approva il buyback, la distribuzione del dividendo e conferma la continuità della governance.
Moncler – Morningstar ha abbassato la raccomandazione da Hold a Sell, target price confermato a 49 euro.
Poste Italiane – Il Garante della Privacy ha comminato una sanzione da oltre 12,5 milioni di euro a Poste Italiane e Postepay “per aver trattato illecitamente” i dati di milioni di utenti.
Terna – Un Cda straordinario si riunirà nei prossimi giorni per discutere intorno all’uscita dell’AD Giuseppina Di Foggia, lo riferisce a Reuters una fonte vicina alla società.
Unicredit – Il Ceo Andrea Orcel ha riferito che la banca dovrebbe evitare l’attivazione della normativa tedesca sul controllo delle società nell’ambito della sua offerta su Commerzbank. Commerzbank ha respinto l’approccio del gruppo italiano, e lo ha accusato di ricorrere a “tattiche ostili e descrizioni fuorvianti”.
