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BORSE OGGI 23 SETTEMBRE – Il rialzo dei tassi mette alle corde i listini azionari e il dollaro schiaccia l’euro

La stretta monetaria delle banche centrali sta strangolando le Borse, mentre corrono i rendimenti dei bond – A Piazza Affari Unicredit sugli scudi

BORSE OGGI 23 SETTEMBRE – Il rialzo dei tassi mette alle corde i listini azionari e il dollaro schiaccia l’euro

Non era mai successo negli ultimi 50 anni: dopo l’aumento dei tassi della Fed, buona parte delle banche centrali in Asia ed in Europa hanno scatenato tutte assieme la guerra all’inflazione. Ieri hanno alzato i tassi Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Taiwan, Filippine e Sud Africa. Il bollettino economico della Bce ha anticipato un nuovo rialzo nella prossima riunione. Scrive il New York Times: “Tanta aggressività porta i mercati in una situazione inedita e rischiosa: la stretta colpisce un’economia ovunque in frenata, accelerando la caduta in recessione. E ci vorranno mesi prima che i rialzi producano effetti sull’inflazione”.

Eurostoxx piatto. Monito di Von der Leyen sul voto italiano

In questa cornice i listini europei, sotto la pressione delle notizie in arrivo da Mosca, hanno chiuso in rosso. Anche l’indice Ftse Mib (-1,07%) arretra nel pomeriggio, nonostante la performance di Unicredit (+5,32%), che ha preannunciato la revisione al rialzo delle stime per il 2023 e del risparmio gestito.

Riflettori accesi oggi sul listino italiano in vista della domenica elettorale. “Se le cose andranno in una direzione difficile – ha detto ieri Ursula Von der Leyen – abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria”.

Il future dell’indice EuroStoxx 50 sulla parità, però, non offre un’indicazione di tendenza sull’avvio di seduta.

In calo il derivato sul Nasdaq

Poco mossi anche i derivati di Wall Street. Il future del Nasdaq (ieri -1,3%) è in lieve calo. L’S&P 500 (-0,8%) ha registrato la terza seduta consecutiva al ribasso. In forte calo il settore tech, che ha ampliato al 28% la perdita da inizio anno (contro il 21,2% dell’indice).

In calo l’indice delle Borse mondiali (-3%), ai minimi da due anni.

Giù le Borse mondiali, quinta settimana in rosso per l’Asia

Scendono anche le borse dell’Asia-Pacifico, avviandosi a chiudere la quinta settimana in negativo su sei. L’indice Bloomberg Apac perde lo 0,7%, -1,8% la settimana.

L’Hang Seng di Hong Kong perde lo 0,8% (-4% la settimana). CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen -0,9%, -2,5% il bilancio provvisorio delle ultime cinque sedute. Kospi di Seul -1% (-4%).

Tokyo sfida la valuta Usa, una scommessa costosa

La borsa di Tokyo è chiusa per festività e anche il mercato giapponese delle obbligazioni non lavora per lo stesso motivo. Il Nikkei ha chiuso la settimana corta con un ribasso del -2,5%. Da inizio anno il benchmark azionario segna un calo del 5,8%, ma, a causa del crollo della valuta, un investitore in dollari soffrirebbe una perdita del -23,7%. Per effetto dell’intervento a sostegno dello yen da parte delle autorità monetarie, le uniche a non essersi accodate al rialzo generale dei tassi, ieri la valuta giapponese ha chiuso in recupero (+1,2%) sul dollaro.

Il dollaro schiaccia l’euro e le valute asiatiche

La marcia della valuta Usa prosegue però su tutti i mercati. L’indice del dollaro si è spinto stanotte sui massimi dal 2001 a 111,4. Il rapporto euro dollaro è ai minimi termini, a 0,982, la quotazione più bassa da 20 anni.

Continua anche il deprezzamento dello yuan cinese. La moneta si svaluta sul dollaro per il quinto giorno consecutivo: questa settimana il cross guadagna l’1,6%. Nomura abbassa la stima sulla crescita del Pil della Cina a +4,3% da +5,1%. A inizio settimana Goldman Sachs aveva tagliato a +4,5%, da +5,3%. In entrambe le note si parla degli effetti dei lockdown, sia quelli della prima parte dell’anno, sia quelli che potrebbero arrivare.

Stamane a Shanghai sono stati lanciati due Etf riservati ai titoli hi tech cinesi:

Corrono le obbligazioni: T-bond decennale al 3,71%, massimo da 10 anni

Continua la corsa dei rendimenti obbligazionari. Il Treasury Note a dieci anni è sui massimi dell’ultima decade a 3,71%, da 3,55% di ieri. Il biennale non si è quasi mosso, per cui lo spread tra le due scadenze è salito di 11 punti base. Il tasso reale, espresso dal Treasury Inflation Protected, sale sui dieci anni a 1,30%, massimo degli ultimi undici anni.

Sotto la regia degli acquisti della Bce tiene l’obbligazionario dell’area euro. Lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata arretra a 219 punti base (-2,42%), mentre i rendimenti sono rispettivamente a +4,17% (da 4,13% ieri) e +1,98% (da 1,89%).

Petrolio in calo. Grandi manovre Usa/Iran

Il petrolio WTI, ieri in rialzo dello 0,6%, stamattina tratta appena sopra 83 dollari il barile, -0,5%. Brent a 90,58 dollari. “Gli americani hanno detto che vogliono un accordo sul nucleare, ma il loro comportamento e le loro azioni non sono poi così diverse da quelle delle precedenti amministrazioni. Noi abbiamo annunciato la nostra decisione, ora sono loro che devono scegliere: la palla è nel loro campo”. Lo ha detto il presidente iraniano Ebrahim Raisi parlando con i giornalisti a margine dell’Assemblea Generale Onu.

Frena il gas in Usa ed in Europa

Scenario sempre molto volatile sul gas naturale. Quello Usa ieri è crollato in ribasso del 9%, a 7,20 dollari, sui minimi da luglio. Il gas europeo ha perso l’1,3%, a 187,7 euro per MWh. La Russia prevede di ridurre l’export di gas attraverso i suoi gasdotti di almeno il 40%, a 125,1 miliardi di metri cubi, nel periodo 2023-2025, mentre quest’anno le consegne si fermeranno a 142 miliardi. Lo rivela la bozza del piano triennale di Gazprom, consultata da Bloomberg.

In Piazza Affari: Goldman alza il target di Unicredit e conferma Intesa

Unicredit. All’indomani del rally, innescato dalle dichiarazioni del ceo Andrea Orcel, Goldman Sachs conferma il giudizio Buy ed il target price a 17 euro. Nella nota, la banca d’investimento scrive che il margine d’interesse dovrebbe salire nei prossimi trimestri, molto di più di quel che prevede la società e il consensus. I coefficienti patrimoniali sono solidi a sufficienza da reggere il piano di remunerazione dei soci da 16 miliardi tra 2021 e 2024.

Intesa Sanpaolo. Goldman Sachs ribadisce il giudizio Buy e il target price a 2,65 euro. Anche in questo caso, gli analisti parlano degli effetti positivi sul conto economico derivante dall’aumento dei tassi di mercato: il margine d’interesse è destinato a raggiungere i 228 punti base nel 2025, +58 punti base dal 2021. Il consensus è sotto i duecento punti base.

Tod’s. Il Cda ha ritenuto congruo da un punto di vista finanziario il corrispettivo di 40 euro per azione dell’offerta pubblica di acquisto volontaria proposta da DeVa Finance.

Moncler. JP Morgan taglia il target price a 51 euro.

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