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Borse: l’Asia rimbalza, l’Europa tenta la riscossa

Dopo giornate di vendite sui listini, dall’Asia arriva un segnale di speranza, anche se il petrolio è sempre in ribasso e la riforma fiscale di Trump perde colpi – Btp Italia a 3,76 miliardi – La Grecia lancia lo swap sul debito – A Piazza Affari Ferragamo, Il Sole, Astaldi e Trevi in profondo rosso

Borse: l’Asia rimbalza, l’Europa tenta la riscossa

L’inflazione resta in letargo, ma c’è un’eccezione: l’arte. Ieri notte a New York, “Salvator Mundi”, il dipinto attribuito a Leonardo da Vinci, è stato battuto al prezzo di 450 milioni di dollari, a beneficio del patrimonio di Dimitri Rybobolev, il proprietario del Monaco Calcio. Ma la cifra record non inciderà sull’andamento del costo della vita, solo +0,1% ad ottobre negli Usa, che continua a sfidare le attese della Fed, avviata comunque al rialzo dei tassi.

Il mercato ne prende atto, spingendo all’ingiù il rendimento del Treasury Bill a 10 anni a 3,33% mentre il differenziale tra il biennale ed il decennale si porta a 65 punti base. per trovare nel passato una curva dei rendimenti così schiacciata, bisogna andare alla fine del 2007. 



Anche questo è un sintomo della cautela dei mercati, frenati dal calo del petrolio, dalle nuove difficoltà sul cammino della riforma fiscale di Donald Trump e dall’uscita dei fondi Usa dall’azionario europeo e giapponese per raccogliere i profitti di un anno record.

TENCENT SPINGE HONG KONG

Meteo Borsa segnala però stamane il rimbalzo di Tokyo dopo sei giorni di ribasso, un segnale che potrebbe anticipare anche la riscossa dei listini europei. L’indice Nikkei, dopo un avvio negativo, ha preso la via del rialzo: + 1,3% dopo sei ribassi consecutivi. Lo yen si indebolisce, a 113,1 su dollaro, dopo due giorni di rafforzamento. 

Su anche Seoul (+0,5%) e Hong Kong (+0,6%). In questo listino si mette in luce il colosso tecnologico Tencent, +2% nel giorno della presentazione dei dati del trimestre.

L’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen guadagna lo 0,1%. Salgono le Borse dell’India (BSE Sensex +0,4%). In rosso pallido Sidney (-0,3%), nonostante il calo della disoccupazione al 5,4%, ai minimi da cinque anni. Pesa il calo delle commodities.

FISCO, PERDE COLPI LA RIFORMA DI TRUMP

Deboli invece i mercati Usa, frenati dal nuovo calo dei titoli petroliferi e dal rallentamento del settore tech: il Dow Jones ha chiuso con un ribasso dello 0,59%, S&P -0,55%. Nasdaq -0,47%. Nuovi ostacoli per la riforma fiscale di Trump, rientrato dalla lunga trasferta in Asia. Il senatore repubblicano Ron Johnson si è schierato contro, mettendo a rischio la maggioranza necessaria per l’approvazione della proposta.

Secco no di Mattel, la casa della Barbie, alle avances di Hasbro, produttore del Monopoli. Non si capiscono le potenziali sinergie, è stato il verdetto del board.

MALE TARGET, CISCO VOLA NELL’AFTER HOURS

Alla vigilia del week end del Ringraziamento, tradizionale data d’avvio dello shopping natalizio nei negozi (alternativa al trionfante e-commerce), Target, una delle catene principali, ha perduto il 9%, sulla base delle previsioni deludenti sulle vendite. La nota positiva viene da Cisco (+3,4% nel dopo Borsa) grazie ai buoni dati della trimestrale.

GIÙ L’ENERGY, NUOVO TONFO DI SAIPEM

Ancora in discesa i prezzi del petrolio. Il greggio tipo Brent ha chiuso in calo dello 0,6% a 61,9 dollari il barile: quarta seduta filata di ribasso. Stamattina tratta a 62 dollari. L’agenzia governativa degli Stati Uniti sull’energia ha comunicato ieri pomeriggio che la produzione petrolifera del Paese ha toccato un nuovo record (9,64 milioni di barili). Sono salite anche le scorte di greggio, al contrario di quanto previsto dal consensus.

A Wall Street l’indice Energy accusa una perdita del 4% in quattro giorni. Exxon ha perso l’1,3%, Schlumberger -2% ai minimi dal 14 mesi. Ancora una seduta pesante a Piazza Affari per Saipem (-1,77%). In retromarcia anche gli altri titoli petroliferi: Eni -1,84%, Tenaris -1,55%.

MILANO, NOVE GIORNI DI RIBASSO. SALE SOLO MADRID

Chiusura negativa ma sopra i minimi di giornata per le Borse europee, che proprio sul finale hanno tentato il recupero, dopo giorni di vendite pesanti, provocate dal fuggi fuggi degli investitori istituzionali. Il recupero dei bancari non è stato sufficiente ad impedire a Milano il nono calo consecutivo dell’indice Ftse Mib (-0,62%). Ma, dopo aver rotto la diga dei 22 mila punti (minimo a 21.932) l’indice è risalito a 22.158 punti. Unica Piazza europea positiva è Madrid (+0,24%); segno meno per Parigi (- 0,27%), Francoforte (-0,44%) e Londra (-0,56%).

Il governo difende i risultati raggiunti su crescita e calo del deficit, dopo che la Commissione europea ha deciso di inviare a Roma una nuova lettera di chiarimento sulla manovra 2018 e sui conti 2017. “In quest‘anno abbiamo assistito a una risalita del Paese dal punto di vista economico”, ha detto il premier Paolo Gentiloni. A settembre, però, il debito pubblico italiano è stato pari a 2.283,7 miliardi, in aumento di 4,4 miliardi rispetto al mese precedente.

L‘economia italiana sta mostrando segnali di ripresa anche se, dopo sei anni di stagnazione, il processo di recupero è destinato a durare a lungo, fa sapere Standard and Poor’s in un report sull‘Italia diffuso dopo che il 27 ottobre l‘agenzia ha alzato il rating sovrano italiano di un gradino, portandolo a ‘BBB’ da ‘BBB-’, con outlook stabile.

BTP ITALIA ARRIVA A 3,76 MILIARDI

In chiusura i Btp cedono il terreno guadagnato nella seduta per assestarsi attorno alla parità, ad eccezione del trentennale, indebolito dall’attesa dei mercati per l’offerta di oggi sul versante extralungo da parte della Spagna domattina. Sulla scia del rialzo del Bund, si è allargato a 143 da 138 lo spread con la Germania. Il decennale tratta a 1,823%.

Il collocamento al pubblico del Btp Italia con scadenza novembre 2023, cedola reale minima garantita 0,25%, si è chiuso con ordini per 3,76 miliardi di euro. Per il Btp Italia offerto lo scorso maggio le richieste al dettaglio si erano attestate a 3,19 miliardi di euro. Oggi il Btp novembre 2023 verrà offerto agli investitori istituzionali.

Ieri sul primario ci sono state operazioni di Germania e Portogallo. La prima con il collocamento di 2,475 miliardi del Bund decennale agosto 2027 con un tasso in calo allo 0,36%. Lisbona si è invece attivata sul fronte brevissimo col collocamento di 400 milioni di titoli a 6 mesi e 1,1 miliardi di titoli a 12 mesi.

Oggi toccherà a Francia e Spagna. Parigi offrirà fra i 4 e i 5 miliardi di euro di Oat nominali 2020/25 oltre a 1,5-2 miliardi su tre indicizzati. Madrid mette sul piatto fra i 4 e i 5 miliardi di euro dei titoli dal 2021 al 2066.

TSIPRAS LANCIA LO SWAP: TORNANO SUL MERCATO I BOND GRECI

Grandi novità in vista per i bond greci. I rendimenti si muovono su minimi pluriennali (il biennale al 2,7%, il 5 anni al 4%, il decennale al 4,96%) dopo che il governo Tsipras ha annunciato lo swap sul debito pubblico da circa 30 miliardi di euro per migliorare la liquidità delle finanze pubbliche in vista della fine del terzo piano di aiuti nell’agosto 2018.

L’obiettivo di Atene è di collocare sul mercato bond a lungo termine per sostituire le 20 obbligazioni emesse nel 2012 in base alla ristrutturazione del debito. Se il collocamento avrà successo, Atene otterrà la liquidità necessaria dal mercato senza dover rinegoziare un nuovo programma di aiuti con le istituzioni internazionali e potrebbe partecipare al Qe della Bce. Gli analisti scommettono che i rendimenti del decennale potrebbero tornare ai valori pre-crisi al 3,5%.

FERRAGAMO VESTE IL PROFONDO ROSSO

Maglia nera del listino principale è stata Salvatore Ferragamo, -4,08% (in ripresa da un minimo di -6%) dopo i risultati del terzo trimestre che hanno indotto gli analisti a rivedere al ribasso le stime sul 2017 e sul 2018. Soffre soprattutto il canale dei negozi propri. Tutti i broker hanno ridotto il giudizio: Ubs ha tagliato il target a 22 euro da 24 euro, MainFirst a 17 euro da 19,50 euro con giudizio Underperform. Barclays a 23 euro da 24,50 euro, giudizio Hold. Mediobanca a 22 euro da 24,50 euro, giudizio Neutral.

Soffrono anche gli altri titoli del Lusso: Moncler -2%. Tod’s -2%, Yoox net a Porter -0,1%.

BANCARI ALLA RISCOSSA : BPM +2,4%, MALE CARIGE E CREVAL

L‘indice settoriale italiano dei bancari (+0,45%) ha recuperato le sensibili perdite della mattinata. Ha chiuso in rialzo del 2,4% Banco Bpm, dopo la fissazione del prezzo di esercizio della put di UnipolSai (+1,4%) sulla quota del 50% detenuta nella JV di bancassurance Popolare Vita per 535,5 milioni. Bene anche Bper (+2,11%) e Ubi Banca (+1,04%).

Resta pesante Carige, che chiude a -11,10%. In due giorni il titolo è sceso di circa il 20 per cento. Il Cda ha deliberato di esercitare la delega per l’aumento di capitale da 560 milioni e determinato le condizioni dell’aumento: concambio e prezzo. Creval -6,15%. L’agenzia canadese Dbrs ha ridotto il rating dell’istituto. Anche Mps ha perduto il 4,9% dopo aver segnato il nuovo minimo.

SI RIPRENDE LEONARDO GRAZIE AD EQUITA

Giornata di riscossa per Leonardo (+4,8%), miglior blue chip di giornata dopo nove ribassi consecutivi. Dal giorno dell’annuncio del profit warning ha lasciato sul terreno un terzo del valore. Per gli analisti di Equita la caduta verticale delle quotazioni è una occasione da sfruttare. Il broker ha alzato il giudizio a Buy da Hold.

Rallenta nel finale Telecom Italia (+1,72%) dopo aver toccato un rialzo del 2,3%. La nomina di Elisabetta Ripa come AD di Open Fiber, società che fa capo a Enel e Cdp, ha riacceso le speculazioni su un accordo sulla rete. Equita Sim ha confermato il rating buy (target 1,06 euro) e anche Banca Imi ribadisce la raccomandazione buy (target 1,11 euro), focalizzandosi su possibili collaborazioni con Open Fiber.

Invariata Enel: gli analisti di Bernstein hanno avviato la copertura del titolo con un giudizio Outperform e un target price di 6,30 euro (upside +20%). In calo le altre utility. Snam -1.5%, Terna -1,9%.

A2A -0,72% nonostante le promozioni dei broker: Equita rafforza il giudizio Buy portando il prezzo obiettivo a 1,73 euro da 1,58 euro. Mediobanca ha promosso la raccomandazione a Outperform da Neutral, portando il target price a 1,61 euro da 1,47 euro. Ultima, MainFirst ha alzato il target a 1,80 euro da 1,68 euro. Giudizio Outperform invariato.

CROLLI A CATENA: ASTALDI, TREVI, SOLE 24 ORE

Ribassi da brivido per una serie di medium/small cap. Si disintegra Astaldi (-24%): nel giro di pochi giorni la capitalizzazione si è più che dimezzata. Kepler Cheuvreux ha tagliato la raccomandazione del titolo a reduce da hold (target 2,5 euro), mentre Banca Akros ha ridotto il prezzo obiettivo a 2 da 3,4 euro (reduce) e Mediobanca Securities a 4,1 da 5,1 euro rating neutral).

Male anche De’Longhi: -13,04% a 24 euro. La controllante del gruppo Longhi Industrial ha venduto il 5% circa del capitale attraverso un accelerated bookbuilding al prezzo di 25 euro per azione.

Nuova frana di Trevi (-12%, -66% da inizio anno). Tiscali -17%. Tra gli editoriali Il Sole 24 Ore ha lasciato sul terreno il 26%. Recupera invece Rcs (+6,72%), dopo lo scivolone di martedì, provocato dalla prospettiva dei mancati guadagni per l’assenza degli Azzurri ai prossimi mondiali.

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