Di nuovo è l‘intelligenza artificiale a dominare le borse dopo l’annuncio di Nvidia di voler investire ben 100 miliardi di dollari in OpenAI. Così sebbene Tokyo sia chiusa per festeggiare l’Equinozio d’autunno e Hong Kong sia percorsa da un mega tifone, i listini di Corea del Sud e Taiwan sono comunque riusciti a raggiungere nuovi massimi storici, mentre le scommesse su altri tagli dei tassi negli Stati Uniti hanno mantenuto l’oro su vette inesplorate sopra i 3.750 dollari l’oncia, mentre il dollaro e bitcoin vanno dalla parte opposta. Oggi è atteso l’intervento di Powell, mentre sul lato macro sono in agenda i Pmi in tutto il mondo.
Wall Street vola, guidata dalla fiche da 100 miliardi di dollari di Nvidia su OpenIA
Ieri Wall Street ha chiuso registrando nuovi record con una ristetta cerchia di titoli tecnologici che hanno preso il sopravvento, tra cui Nvidia e Apple.
Nvidia ha guadagnato il 3,9% dopo aver annunciato l’intenzione di investire fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI e la prima attrezzatura per data center verrà consegnata nella seconda metà del 2026. Le risorse vanno a sostenere nuovi data center e altre infrastrutture di intelligenza artificiale: OpenAI potrà costruire data center con una capacità di almeno 10 gigawatt di potenza. A far funzionare l’infrastruttura informatica saranno i chip avanzati di Nvidia. Secondo quanto riferisce Bloomberg, OpenAi pagherà con azioni proprie. Le opinioni degli analisti sembrano piuttosto contrastanti al riguardo: i rialzisti vedono OpenAI come il riconoscimento che non esiste alternativa alle GPU Nvidia, mentre altri si chiedono perché Nvidia stia finanziando un cliente per acquistare le sue apparecchiature.
Apple è aumentata del 4,3% dopo che Wedbush ha aumentato il target price del titolo visti i forti segnali di domanda per il nuovo iPhone 17, mentre Tesla è salita dell’1,9%. A preoccupare alcuni investitori sono le nuove tariffe per i visti di Trump per i lavoratori stranieri, cosa che ha suscitato ampie condanne da parte dei dirigenti del settore tecnologico e di altri soggetti sui social media.
A Wall Street tutti e tre i principali indici, che avevano aperto in ribasso, alla fine della seduta, hanno mostrato segni positivi: il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo dello 0,14%, a 46.381,54 e l’S&P 500 +0,44%, a 6.693,75, il Nasdaq Composite è salito dello 0,70%, a 22.788,98.
Gli investitori stanno cercando di metabolizzare i messaggi contrastanti sui futuri tagli dei tassi di interesse da parte dei funzionari della Federal Reserve. Ieri il governatore della Fed Stephen Miran, scelto personalmente dal presidente Trump, ha detto che la Fed sta interpretando male la rigidità della sua politica monetaria e che, senza tagli aggressivi dei tassi, metterà a rischio il mercato del lavoro, un’opinione contrastata da tre dei suoi colleghi che hanno invece detto che la banca centrale deve rimanere cauta sull’inflazione. Intanto resta pendente sulla Fed la decisione della Corte Suprema sul licenziamento di Cook da parte di Trump. Per questo sarà decisamente importante seguire oggi l’intervento del presidente Fed, Jerome Powell, che parlerà delle prospettive economiche e risponderà alle domande sulla politica economica: l’appuntamento è per il primo pomeriggio statunitense. I futures prevedono una probabilità del 90% circa di un ulteriore taglio dei tassi di un quarto di punto a ottobre e una probabilità del 75% di un allentamento anche a dicembre.
Il mercato obbligazionario si stia preparando ad assorbire un’ondata di debito pubblico e aziendale questa settimana. La vendita del Tesoro inizierà oggi con 69 miliardi di dollari in obbligazioni biennali, seguiti da 70 miliardi di dollari in obbligazioni quinquennali e 44 miliardi di dollari in titoli a sette anni.
Come ulteriore complicazione, il tempo stringe anche per una possibile chiusura del governo degli Stati Uniti il 30 settembre, con il presidente Trump che giovedì dovrebbe incontrare i principali leader democratici. Gli investitori danno per scontato che si arriverà a una qualche forma di proroga, ma questa volta lo stallo al Senato sembra concreto. Il che aumenta il rischio di uno shutdown che giungerebbe al momento più sfavorevole per i mercati e la Fed. Come hanno notato gli analisti di Nomura, quando il governo chiude, lo fanno anche i suoi dati. Se la situazione di stallo si prolungasse, i report su buste paga, indice dei prezzi al consumo, vendite al dettaglio ecc. potrebbero scomparire durante le riunioni della Fed del 29 ottobre e del 10 dicembre, lasciandola al buio.
In Asia spiccano Seul e Taiwan. Tokyo è chiusa
In Asia, con la borsa di Tokyo chiusa per la festività dell’Equinozio di autunno e Hong Kong in difficoltà per il passaggio del tifone più devastante dal 2018, spiccano le borse della Corea del Sud e di Taiwan che toccano nuovi massimi: l’indice Kospi di Seul guadagna lo 0,5%, il Taiex di Taipei l’1,3%. Le borse della Cina sono in ribasso: Hang Seng di Hong Kong -1%, CSI 300 dei listini di Shanghai Shenzhen -1,1%. Le azioni della coreana Samsung Electronics sono salite del 2,9% dopo l’innalzamento del target price da parte di Goldman Sachs: l’analista Giuni Lee scrive nella nota che i chip ottimizzati per il calcolo ad alta prestazione di tipo HBM, quelli approvati ieri da Nvidia, daranno una spinta “significativa” alla crescita degli utili nel 2026.
Sui mercati valutari, il dollaro ha continuato il suo recente andamento altalenante, allentandosi durante la notte dopo tre sessioni di guadagni. L’euro è rimasto stabile a 1,1803 dollari, dopo essere rimbalzato da un minimo di 1,1726 dollari lunedì, mentre il dollaro è sceso a 147,77 yen da un massimo di circa 148,37.
L’oro ha raggiunto un nuovo record a 3.759,02 dollari l’oncia, con un aumento di quasi il 9% rispetto al mese precedente.
Nei mercati delle materie prime, i prezzi del petrolio hanno sofferto perché i timori di un eccesso di offerta hanno superato le tensioni geopolitiche in Russia e in Medio Oriente. Il Brent è sceso dello 0,5% a 66,24 dollari al barile, mentre il greggio statunitense è scivolato dello 0,5% a 61,98 dollari al barile.
Borse europee viste in rialzo. A Piazza Affari occhi a Tim e Monte Paschi
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve rialzo: future dell’indice EuroStoxx 50 +0,2%.
Banca Monte Paschi. Le adesioni degli azionisti di Mediobanca all’offerta della banca senese hanno raggiunto l’86,33% del capitale al termine dell’ultimo giorno del periodo di riapertura dell’Opas.
Eni. JP Morgan alza traget price a 16,5 euro da 16.
StM. ASM International, una società dell’industria dei semiconduttori, ha rivisto al ribasso le previsioni sul secondo semestre, nel comunicato si parla di una domanda più debole del previsto.
Tim ha avviato l’offerta ai clienti di forniture di gas ed elettricità.
Generali. Fitch ha migliorato il rating sulla solidità finanziaria di Generali e delle sue principali controllate, che passa ad ‘AA-‘ da ‘A+’. L’agenzia ha inoltre migliorato il rating IDR (Issuer Default Rating) a lungo termine di Generali, portandolo da ‘A’ ad ‘A+’. L’outlook è stabile.
L’upgrade da parte di Fitch fa seguito al recente miglioramento del rating sovrano dell’Italia, a ‘BBB+’ con outlook stabile.
Saipem. Il governo ha dato il via libera condizionato alla fusione fra Saipem e la norvegese Subsea7, vincolando la nascita di Saipem7 a una serie di impegni in materia di sicurezza energetica e difesa nazionale. E’ quanto scrive MF che cita il decreto in materia di Golden power, approvato il 18 settembre dal Consiglio dei ministri e che prevede una serie di prescrizioni sull’adempimento delle quali vigilerà il ministero dell’Economia, che vanno dal mantenimento in Italia delle attività ritenute strategiche alle garanzie sul programma di sviluppo dei droni subacquei di Trieste, alla priorità agli interventi sulle infrastrutture energetiche italiane.