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Borse: Europa incerta, Milano riparte con le utilities

Partenza cauta per i listini del Vecchio Continente sono partite caute mentre Piazza Affari è l’unica in terreno positivo con Madrid – Giudizi positivi su Terna, Enel, Snam. Brilla Fca – Mps rimbalza sulla via della conversione dei bond – Spread Btp-Bund in calo – Oggi il verdetto Ue sulla manovra economica

Borse: Europa incerta, Milano riparte con le utilities

Avanza di mezzo punto la Borsa di Milano, in attesa che la Commissione europea diffonda il parere sulle leggi di Bilancio 2017 dei vari Stati. L’esecutivo Ue, secondo le ultime indiscrezioni, non promuoverà né boccerà Roma in modo definitivo, limitandosi a rinviare il giudizio a dopo il referendum costituzionale. Ma lo scontro fra Matteo Renzi e Bruxelles si è ormai spostato sull’intenzione del governo italiano di porre un veto al riesame del bilancio pluriennale europeo.

Le tensioni politiche non frenano però il rialzo di Piazza Affari, unica Borsa in terreno positivo assieme a Madrid (+0,3%). L’indice Ftse Mib a metà mattina sale dello 0,53%, a quota 16.77 punti. In rosso pallido Parigi (-0,03%) e Francoforte (+0,2%). Londra -0,1%.

Intanto, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi scambia a 165,9 punti, ma resta sotto quota 170, dopo essere schizzato sopra 180 nei giorni scorsi per i timori sull’esito del referendum. Il tasso è tornato poco sopra il 2%, al 2,04%. In lieve rialzo il rendimento del Bund tedesco, allo 0,33%. Dal lato primario, oggi è attivo il Portogallo, che offre tra 1,25-1,5 miliardi in titoli di Stato a 6 e 12 mesi.

Ancora in rialzo le utilities dopo i cali legati all’andamento in ascesa dei tassi. Terna avanza dell’1,5% spinta da Citigroup, che ha alzato il giudizio a Buy e il target price a 4,60 euro. Snam +1%.

Fa meglio Enel (+1,7%): Barclays ha avviato la copertura con giudizio Overweight, con target price a 5,0 euro. Sale anche Telecom Italia (+0,4%).

Mediaset arretra invece dello 0,2%: la controllata di Fininvest ha raggiunto un accordo con Sky Italia che consentirà a quest’ultima di trasmettere in esclusiva sulla piattaforma pay le prime visioni dei film italiani di Medusa, casa di produzione controllata del Biscione, relativamente al listino 2016-2017.

Il petrolio consolida i robusti guadagni realizzati con il forte balzo di ieri (+5,7%). Il Brent è scambiato a 47 dollari al barile (+0,1%). Oggi saranno comunicati i dati settimanali sulle scorte Usa.

Eni +0,4%, Saipem -0,4%, Tenaris +1,8%. Perde ancora colpi Trevi (-9%). Tra i finanziari invariata Generali. La compagnia sta valutando la possibilità di convertire in azioni i suoi bond Mps, con il risultato che la compagnia di assicurazione si troverebbe ad avere una quota fra il 7% e il 9% del capitale della Banca senese primo azionista davanti al Tesoro. Unipol +2,7%.

Montepaschi intanto rimbalza del 2%. La conversione dei bond subordinati è prevista per la fine di novembre. Debole Unicredit (-0,5%): Hsbc ha confermato il giudizio Buy, con target price a 2,85 euro.

In ribasso anche Banco Popolare (-1,8%) e Banca Pop. Milano (-1,7%): Barclays ha tagliato i target price di entrambe le banche, rispettivamente a 2,4 euro (da 3,2 euro) e a 0,4 euro da 0,57 euro. Per entrambe le banche è confermato il giudizio Equal Weight.

Bene i titoli industriali: Fiat Chrysler +3%, StM +0,5%, Leonardo +1,1%. Fa eccezione Cnh Industrial (-0,1%): le vendite in Italia di veicoli industriali (peso a terra superiore a 3,5 tonnellate) sono cresciute nel mese di ottobre del 50%, arrivando a 2.100 immatricolazioni (contro 1.400 dello scorso anno). Lo dice una nota Unrae.

Continua invece la frana di Ferragamo, che aggiunge un ribasso del 2% al -7% di ieri.

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