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Borse deboli tra Ecofin e calo manifattura europea

Mattinata in lieve calo sulle piazze europee, in attesa dei risultati del vertice europeo ad Amsterdam – Pmi Eurozona in calo ad aprile – A Piazza Affari in calo lusso, energia e automotive – Miste le banche, tra gli editoriali sale Rcs dopo i conti trimestrali

Borse deboli tra Ecofin e calo manifattura europea

Borse prudenti, in attesa che l’Eurogruppo in corso ad Amsterdam e l’Ecofin sabato trovino una soluzione sui temi caldi della garanzia europea sui depositi bancari e del tetto al possesso di titoli pubblici da parte delle banche. Piazza Affari chiude la mattina in lieve calo, divisa tra i modesti rialzi di alcune banche e la debolezza dei settori lusso, energia e, soprattutto, automotive. Più pesanti Londra -0,9% e Francoforte – 0,36%; più o meno in linea Parigi -0,24%.

Sullo scarso entusiasmo dei mercati ha influito anche l’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona di aprile in debole flessione a 51,5 da 51,6 di marzo, ai minimi su due mesi. Il Markit composito dell’Eurozona registra una flessione rispetto a 53,1 di marzo, posizionandosi ad aprile a 53 e quello servizi si attesta a 53,2 da 53,1.

Intorno alle 12,35 il FTSEMib cede lo 0,2%, come l’Allshare ; volumi modesti sotto i 900 milioni di euro. L’indice europeo FTSEurofirst 300 perde lo 0,25%, poco mossi i futures sugli indici Usa.

 FIAT CHRYSLER in forte calo (-2,8%) in un settore che risente delle inchieste sulle emissioni che hanno investito Daimler negli Usa e Peugeot in Francia. La prima perde il 6,7%, la seconda quasi il 3%. Giù anche CNH e FERRARI.

In calo i titoli del lusso dopo i dati deludenti di Kering diffusi ieri a mercati chiusi. YNAP cede 2,5%, MONCLER -0,5%.

 Azzera le perdite, dopo un avvio pesante, FERRAGAMO, che ha dovuto digerire anche l’annuncio, inatteso, della prossima uscita dello storico AD. Il broker Raymond James sottolinea che “la storia sul titolo non è finita” e pur togliendolo dalla Conviction List conferma il suo “strong buy”, convinto che ci sarà una transizione morbida.

Miste le banche, partite bene. Restano toniche MEDIOBANCA, BANCO POPOLARE, debole MPS. “Il mercato resta molto prudente sul settore in attesa di sviluppi sulle situazioni più delicate come quella di Pop Vicenza”, afferma un operatore riportato da Reuters. L’indice di settore perde lo 0,3%, piatto quello europeo. Proprio l’Ad della Popolare di Vicenza, Francesco Iorio, in conferenza stampa si è detto    “abbastanza sereno che la tematica del flottante alla fine non ci sarà e che la banca avrà moltissime probabilità se non la quasi certezza di essere quotata”. L’Ipo è in corso e si concluderà il 28 aprile, l’approdo in Borsa è previsto per il 3 maggio.

 ENI e SAIPEM risentono delle prese di profitto che stanno frenando il rimbalzo del greggio.

Poco mossa A2A mentre perde il 3,5% ACSM-AGAM dopo il no del comune di Como alla vendita di una quota alla utility milanese.

 Tra editoriali deboli sale RCS che ha annunciato giovedì sera i conti trimestrali. Banca Akros parla di alcuni dati “incoraggianti”, come l’evoluzione dell’Ebitda e della raccolta pubblicitaria.

In asta con un rialzo di oltre il 16% PREMUDA dopo che Pillarstone ha annunciato l’accordo per rilevare il debito contratto dalla società con le banche.

      

 

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