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Borse, altra giornata in rosso. Milano riduce le perdite nel finale

La guerra dei dazi continua a penalizzare i listini – Tutte in rosso le Borse europee – A Milano si salvano Leonardo, Enel, Buzzi e Terna – In forte ribasso Stm, Tenaris, Brembo, Fca e Ferrari

Borse, altra giornata in rosso. Milano riduce le perdite nel finale

Pomeriggio volatile per le Borse europee, che a un’ora dalla chiusura toccano i minimi di giornata in scia al peggioramento di Wall Street. Alla fine Piazza Affari contiene i danni, – 0,49%, a 22.289 punti. Simile Londra, -0,44%. Restano in profondo rosso, ma risalgono leggermente dal punto più basso Francoforte, -1,77%, Parigi -1,39%, Madrid -1%. Ad aumentare l’incertezza, nell’arco della giornata, contribuisce il timore del terrorismo, con un attentato in un supermercato a sud della Francia.

Wall Street tenta il rimbalzo in apertura, poi il nervosismo prende il sopravvento. Resta debole il settore tech e Facebook non riesce a risalire la china. Dropbox però debutta nel modo migliore possibile, con i titoli che partono a razzo portandosi oltre i 30 dollari, dai 21 dollari del collocamento e guadagnando alla fine il 35%.



Sui mercati incombe come una nube carica di tempesta la guerra commerciale avviata da Donald Trump e destinata a colpire soprattutto Cina, Russia e Giappone. Per ora non subiranno i dazi su alluminio e acciaio Ue, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Messico e Corea del Sud, perché il presidente degli Stati Uniti ha approvato formalmente il provvedimento di esclusione dalle tariffe, ma solo fino al prossimo 1° maggio. Le tensioni geopolitiche risultano acuite dalla nomina di John Bolton a consigliere per la Sicurezza Nazionale, con il rischio di cancellazione dell’accordo sul nucleare iraniano che aprirebbe la prospettiva di sanzioni contro le vendite di petrolio dell’Iran, appena tornato sul mercato libero.

Per finire a mezzanotte negli Usa si rischia il terzo shutdown del 2018: Trump minaccia infatti di porre un veto sulla proposta di budget da 1.300 miliardi di dollari approvata nella notte al Congresso, perché non include i finanziamenti necessari per costruire il muro lungo il confine tra Usa e Messico.

La situazione favorisce beni rifugio come l’oro, che guadagna l1,07%, salendo a 35,1 euro al grammo. Il petrolio viaggia in salita, con il Brent che si muove in area 70 dollari al barile. L’euro recupera posizioni sul dollaro e il cambio al momento è 1,23543.

L’obbligazionario migliora il suo appeal: il rendimento del Btp 10 anni risulta in lieve calo, 1,79%, lo spread con il Bund si restringe a 126.20 punti base, -0,47%.

In Piazza Affari gli acquisti premiano le uility come A2a +1,86%. In forte ripresa Terna, +1,6%, con il mercato che comincia ad apprezzare il piano presentato ieri. La big cap con la performance migliore è Leonardo +2,04%. risale Ferragamo +1,36%.

Le vendite sommergono Stm, -4,08%. Il comparto dei semiconduttori in Europa e a Wall Street risulta influenzato negativamente da Micron Technology, nonostante la trimestrale migliore delle attese.

Per i dazi e politiche connesse, le perdite sono pesanti per il secondo giorno di seguito per Tenaris, -4,05% e comparto auto, Brembo -2,3%, Fiat -2,03%; Ferrari -1,92%. Male Telecom -1%, al centro di una contesa fra Vivendi e fondo Elliott. Il fondo americano ritiene che le dimissioni dei consiglieri indicati dai francesi siano un’azione “cinica ed egoista”, fatta per guadagnare tempo.

Contrastate le banche: bene Unicredit +0,67%; Ubi +1,58%. Rialzano la testa Monte dei Paschi +1,82%; Banca Carige +1,23%; Credito Valtellinese +1,75%.

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