La crisi politica francese ha condizionato oggi le borse europee e ha zavorrato l’obbligazionario e l’euro, anche se il rally di Tokyo e l’avvio intonato di Wall Street (ora contrastata) hanno fatto da contraltare, sostenendo la propensione al rischio. Tra spinte e controspinte ad andare in orbita è stato ancora una volta l’oro, che ha aggiornato i suoi massimi di sempre, oltre 3950 dollari l’oncia.
A fine seduta le piazze continentali sono in ordine sparso: Parigi è la peggiore e registra una perdita dell’1,36%, appesantita soprattutto dal settore bancario. Milano e Madrid, contagiate, almeno parzialmente, nel loro punto forte, chiudono a loro volta in leggero calo rispettivamente a -0,26% e -0,33%. Francoforte è piatta, Amsterdam sia apprezza dello 0,56%. Fuori dal blocco della moneta unica Londra cede lo 0,15%.
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Oltreoceano Wall Street si muove mista (DJ -0,25%, S&P500 +0,21%, Nasdaq +0,38%), dopo una partenza intonata. Le attività governative non essenziali sono ancora ferme, poiché repubblicani e democratici non hanno trovato un accordo, ma gli investitori restano relativamente indifferenti allo shutdown e si concentrano sull’atteso taglio dei tassi da parte della Fed e su nuovi sviluppi nell’effervescente mondo dell’intelligenza artificiale.
In particolare Amd sale del 27,28% dopo la notizia che OpenAI acquisterà i suoi chip per alcune decine di miliardi di dollari in un accordo che potrebbe portare il gruppo di ChaptGpt a detenere una quota del 10% circa del costruttore di semiconduttori.
Spread in rialzo, testa a testa Btp-Oat
La rinuncia del nuovo premier francese Sebastien Lecornu, solo dodici ore dopo aver consegnato la lista dei ministri, fa tremare la poltrona del presidente Emmanuel Macron, ma anche i titoli di Stato d’Oltralpe. L’Oat decennale chiude con un rendimento del 3,57% e uno spread con il decennale tedesco di 86 punti base.
Si tratta dello stesso spread con il Bund della carta italiana, che vede anche il medesimo rendimento con il benchmark di uguale durata. Durante la seduta però c’è stato addirittura un sorpasso dello spread degli Oat e le agenzie di rating hanno avvertito Parigi: la paralisi politica potrebbe far retrocedere il paese.
Euro in ribasso
L’effetto domino partito da Parigi ha colpito anche l’euro, che perde circa lo 0,3% contro il dollaro, preservando comunque al momento un cambio oltre 1,17.
Sul mercato valutario è di gran lunga superiore il tonfo dello yen, che ha toccato anche un minimo storico contro l’euro a 176,25. Simmetricamente però il principale indice nipponico, il Nikkei ha chiuso con un rialzo del 4,75% ai massimi di sempre, dopo l’elezione di Sanae Takaichi alla leadership del partito Liberaldemocratico, posizione che la porterà a diventare la prossima premier giapponese, prima donna a conquistare questo ruolo. Gli operatori scommettono sugli stimoli al rilancio dell’economia giapponese e nel breve sullo slittamento del rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale nipponica.
Di tutt’altra origine è invece l’ennesimo rally dell’oro, che affonda le sue radici nel prolungato shutdown statunitense. L’instancabile metallo prezioso, consegna immediata, tratta in questo momento a 3955,10 dollari l’oncia (dopo aver toccato 3958,81). Il future dicembre 2025 è a 3979 dollari, ma ha già superato in giornata il 3981. I rialzi sono poco sotto l’1,8%. Anche il bitcoin trae notevoli vantaggi dal quadro generale e si muove a livello record a 125.183 dollari.
La seduta odierna sembra favorevole anche al petrolio, che tratta in rialzo dopo che ieri l’Opec+, organizzazione dei paesi esportatori insieme alla Russia e altri produttori, ha comunicato che a partire da novembre aumenterà la produzione di 137.000 barili al giorno (bpd), replicando la cifra di ottobre, sullo sfondo di persistenti timori di un incombente eccesso di offerta. I timori erano di un incremento molto più alto.
Il greggio texano (novembre 2025) tratta a 61,35 dollari al barile, in progresso dello 0,77% e il Brent, dicembre 2025, a 65,18 dollari (+1,01%). Balzo del gas ad Amsterdam, a causa del freddo nell’Europa del centro-nord: 33,225 euro al Mwh (+5,68)
Piazza Affari saldamente oltre i 43mila punti con Stellantis, Saipem, Mediobanca
Piazza Affari è in leggero calo, ma resta saldamente oltre i 43mila punti conquistati la scorsa settimana. In vetta al listino è Stellantis +3,38%, che sta vivendo uno splendido ottobre, poiché nell’ultima settimana ha guadagnato quasi il 18,5%. Secondo Banca Akros il titolo è favorito dalle indiscrezioni sulle nuove agevolazioni tariffarie che l’amministrazione Usa dovrebbe introdurre per i produttori di automobili con assemblaggio finale negli Stati Uniti. Inoltre la casa italo-francese ha in programma ddi investire circa 10 miliardi di dollari negli Usa per rafforzare la propria presenza nel mercato.
Bene Saipem +2,99% e le altre blue chip del settore petrolifero, Eni +1,36% e Tenaris +0,81%, grazie al timido rimbalzo del greggio. In scia ai tech statunitensi si apprezza Prysmian, +1,68%, mentre le banche sono contrastate. Dopo le recenti perdite rialza la testa Mediobanca +2,16%, insieme alle ex popolari, mentre sono negative Mps -1,41%, Intesa -1,55% e Unicredit -0,5%. La maglia nera del giorno è condivisa tra Azimut -1,57% e Ferrari -1,57%. Male la moda con Moncler -1,49% e Cucinelli -0,66%.
Fuori dal paniere principale però Aeffe recupera il 12,25%, dopo il tonfo superiore al 40% di venerdì dopo aver annunciato l’avvio della procedura per la composizione negoziata della crisi aziendale. Arretra Safilo, -4,42% retrocessa da Kepler Cheuvreux a ’hold’ da ’buy’, che non vede grandi margini di ulteriore crescita per un titolo che di recente si è molto apprezzato di recente.