Chiudono contrastate le Borse europee, zavorrate da un mix di tensioni politiche e incertezze macroeconomiche. Il clima sui mercati resta appesantito dal prolungato shutdown negli Stati Uniti, che congela la pubblicazione di dati cruciali per la Fed, ma soprattutto dalla nuova crisi politica in Francia..
Parigi è la peggiore e cede l’1,38%, travolta dalla bufera istituzionale seguita alle dimissioni lampo del premier Sébastien Lecornu, costretto a fare un passo indietro appena 27 giorni dopo la nomina, a seguito delle polemiche sulla composizione del nuovo esecutivo. Gli investitori abbandonano gli asset transalpini, colpendo sia i titoli bancari sia i bond governativi, di cui gli istituti francesi detengono quote consistenti. Sul Cac40, cedono soprattutto le banche. Vanno giù Société Générale, Crédit Agricole e BNP Paribas.
La crisi politica francese frena anche gli altri listini europei, che chiudono misti: Amsterdam e Francoforte sopra la parità, Madrid e Londra sotto.
In questo contesto, Piazza Affari cede lo 0,26%, ma maniente quota 43.000 punti, con Stellantis, ancora in evidenza dopo i solidi dati di vendita e le indiscrezioni sui nuovi maxi investimenti negli Stati Uniti. Bene anche i petroliferi, con Tenaris, Saipem ed Eni in rialzo, spinti dal nuovo balzo del petrolio in seguito all’aumento della produzione dell’Opec+.
A fare da contrappeso al clima negativo in Europa c’è il forte rimbalzo dei mercati asiatici, guidati dal Nikkei di Tokyo, che ha chiuso in volata con un +5,05% ai massimi storici. A spingere l’indice giapponese è stata la vittoria di Sanae Takaichi alla guida del partito LDP: la nuova premier, nota per la sua posizione espansiva sul piano fiscale e monetario, potrebbe ritardare i rialzi dei tassi della Bank of Japan. Il risultato è stato un forte apprezzamento dell’azionario e un tracollo dello yen, sceso ai minimi storici contro l’euro (176,25) e in forte flessione anche sul dollaro (150,09).
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Procede mista anche Wall Street, con lo S&P e il Nasdaq meno intonati e il Dow Jones in leggero ribasso con il protrarsi dello shutdown. È sempre l’intelligenza artificiale sotto i riflettori. A brillare questa volta è Amd (+31%) dopo l’annuncio di una maxi-alleanza con OpenAI per alimentare le sue future infrastrutture AI con GPU Instinct. In primo piano anche Fifth Third Bancorp, che ha siglato un accordo da 10,9 miliardi per acquisire Comerica, creando il nono gruppo bancario americano.
Nuova fiammata dei beni rifugio: l’oro aggiorna i propri massimi storici a 3.932 dollari l’oncia (+1,3%), spinto dalla crescente incertezza globale mentre bitcoin si mantiene stabile sopra 123.000 dollari, dopo aver toccato un picco a 125.689 nel fine settimana.
Sul mercato dei titoli di Stato, lo spread BTP-Bund si porta a 85 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,58%. L’euro si indebolisce leggermente a 1,1702 dollari, penalizzato dalla forza del biglietto verde e dai timori legati all’instabilità politica in Francia.