Quinto giorno di conflitto intorno all’Iran e sui mercati finanziari c’è ancora tanta confusione, dall’Asia all’America. Nella mattinata europea aveva provato un mini rimbalzo il Nikkei di Tokyo col +1,9% mentre ancora meglio aveva fatto la Borsa di Seul col +9%, ma dopo aver perso il 12% nella seduta di mercoledì, la peggiore della sua storia. Non diverso il clima in Europa: Piazza Affari cede l’1,6% e torna sotto i 45.000 punti, trascinata al ribasso dal crollo di Nexi (-16,6%, dopo i conti e il nuovo piano giudicati deludenti) e Amplifon -13,2%, e dalle persistenti incertezze dei titoli bancari, in particolare di Mps che all’indomani del cda che ha confermato l’esclusione dell’Ad Luigi Lovaglio dalla lista per il prossimo board, cade ancora oggi del 4,2%. Malissimo anche la Difesa: Leonardo -6,1%, Fincantieri -6%. Si risollevano gli energetici sul rally di petrolio e gas: Snam +1,6% dopo i conti 2025 oltre le attese, Eni +1,3%. Il titolo migliore del Ftse Mib è Campari +10% all’indomani della pubblicazione dei risultati del 2025 con utili e dividendo in crescita.
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In rosso anche le altre Borse europee
Vanno giù, con percentuali in linea con quelle di Milano, anche le altre piazze del continente: Parigi -1,5%, Francoforte -1,6%, Londra -1,3%. L’indice Euro Stoxx 50 perde l’1,5% circa. Male anche Wall Street: il Dow Jones precipita di oltre l’1,6% scivolando sotto i 48.000 punti, mentre il Nasdaq Composite Index limita i danni cedendo intorno alle ore 17.30 italiane solo lo 0,4%, grazie al rimbalzo di titoli come Broadcom +5%, Nvidia +0,3% e Microsoft +0,4%. Per il resto però prevale il rosso sui titoli tecnologici: Apple -0,6%, Alphabet -1%, Meta -1,1%. Sulla parità Tesla, ma tutto sembra molto volatile e destinato a cambiare nel corso delle ore. Sembra invece certo l’ennesimo tonfo del Bitcoin che ieri aveva ritrovato quota 72.000 dollari e invece oggi perde il 2,5% in zona 71.000 dollari. Il cambio tra l’euro e il dollaro Usa rimane in zona 1,15, con tendenza al recupero per la valuta statunitense.
Petrolio ai massimi da un anno e mezzo, giù oro e argento
Delle materie prime si è già accennato al nuovo boom del petrolio, innescato ancora una volta dall’inasprirsi del conflitto tra Usa, Israele e Iran, con il coinvolgimento di tutta l’area mediorientale e l’intasamento dello Stretto di Hormuz, dal cui transito dipende buona parte della catena di approvvigionamento globale del greggio e di altre merci. Nella sola seduta di oggi il Wti Crude Oil si impenna di oltre il 5% a 79 al barile, il massimo dall’estate 2024. Idem il Brent di Londra che aggancia quota 84 dollari al barile, vale a dire sempre il picco da luglio 2024. Più contenuti oggi i rialzi del gas. Invece è una giornata no per oro e argento: il primo difende quota 5.000 dollari all’oncia ma perde l’1%, mentre l’argento cede olttre il 2% ma a sua volta riesce a rimanere seppur di poco sopra agli 80 dollari all’oncia, intorno alle 17 italiane.
Spread Btp-Bund in rialzo e quarta giornata del Btp Valore
Per quanto riguarda lo spread Btp-Bund, le turbolenze finanziarie lo segnalano di nuovo in rialzo sui 72 punti base, col rendimento Btp 10 anni al 3,57%. Oggi era anche la quarta giornata di collocamento per la settima emissione del Btp Valore, i cui ordini hanno superato quota 15 miliardi di euro. I 2 miliardi di euro odierni alle 16:48 (con circa 70 mila contratti) si sommano alle richieste per 13,02 miliardi di euro arrivate nei primi tre giorni. Venerdì scorso il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) aveva comunicato i tassi cedolari minimi garantiti: 2,50% per il 1° e 2° anno; 2,80% per il 3° e 4° anno; 3,50% per il 5° e 6° anno. Al termine del collocamento verranno annunciati i tassi cedolari definitivi che potranno essere confermati o rivisti al rialzo, in base alle condizioni di mercato. Il collocamento si tiene dal 2 al 6 marzo 2026 (fino alle ore 13), salvo chiusura anticipata. L’investimento parte da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto.