Condividi

Borse 27 novembre: crollano Mps e Mediobanca per l’indagine sulla scalata di Piazzetta Cuccia e la chiusura di Wall Street frena l’Europa

Scossone in Borsa per la mossa della Procura di Milano sulla scalata di Mps su Mediobanca e l’iscrizione nella lista degli indagati di Caltagirone, Milleri e Lovaglio. Ma tutti i listi i europei sono in frenata per la chiusura per festività di Wall Street

Borse 27 novembre: crollano Mps e Mediobanca per l’indagine sulla scalata di Piazzetta Cuccia e la chiusura di Wall Street frena l’Europa

Piazza Affari chiude oggi in rialzo dello 0,21% e si consolida oltre i 43 mila punti base (a 43.222) nonostante il crollo di Mps (-4,56%) e Mediobanca (-1,9%). A innescare una pioggia di vendite sui due titoli bancari è stata la notizia che l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Delfin Francesco Milleri e l’amministratore delegato di Siena Luigi Lovaglio, sono indagati per aggiotaggio e ostacolo alle funzioni di vigilanza nell’ambito di un’inchiesta sulla riuscita scalata di Monte Paschi a Piazzetta Cuccia. La banca senese è stata oggetto anche di una perquisizione.

LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI

Al netto di questa piccante vicenda il clima sui mercati europei oggi è stato positivo, ma tiepido, privo degli spunti che ogni giorno arrivano da Wall Street, ferma per la Festa del Ringraziamento, mentre domani gli scambi oltreoceano si limiteranno a metà giornata per lasciare spazio allo shopping del Black Friday. A fine corsa quindi Francoforte segna +0,33%; Londra è piatta (+0,01%) più o meno come Parigi (+0,05%) e Madrid (-0,01%). Amsterdam perde lo 0,41%. 

Euro-dollaro piatto; Bce, dibattito tra falchi e colombe sul futuro dei tassi 

Sul mercato dei cambi l’euro-dollaro appare piatto, a un soffio da 1,16. Il mercato sembra sempre più convinto che la banca centrale Usa taglierà i tassi di un quarto di punto a dicembre, mentre dai verbali dell’ultima riunione della Bce emergono posizioni diverse all’interno del board europeo. Il dibattito è tra falchi e colombe: i primi ritengono che il ciclo dei tagli sia concluso vista la stabilità delle prospettive economiche; i secondi sottolineano l’importanza di restare pronti a un ulteriore intervento se aumentassero i rischi al ribasso o se l’inflazione dovesse restare persistentemente sotto obiettivo. Il documento ribadisce la strategia di “full optionality”, confermando che la Bce manterrà la flessibilità necessaria per reagire ai dati macroeconomici, in attesa delle nuove previsioni di dicembre.

Tra le materie prime si registra qualche presa di profitto sull’oro, con lo spot gold che tratta attualmente a 4158,52 dollari l’oncia (-0,13%). È timidamente positivo il petrolio, dopo le recenti perdite e in attesa di sviluppi sui colloqui di pace in Ucraina. Il greggio texano tratta a 58,85 dollari al barile (+0,39%); il Brent a 62,63 dollari al barile (+0,14%). Nel mondo magmatico delle valute digitali recupera un po’ del terreno perduto il bitcoin, che tratta a 90.962 dollari, con un rialzo del 4,5%.

Piazza Affari e il difficile risiko bancario

Il risiko bancario italiano si tinge nuovamente di giallo oggi con la notizia che sono sotto inchiesta tre grandi protagonisti dell’Opas di Mps su Mediobanca (Caltagirone, Milleri e Lovaglio) avvenuta tra gennaio e ottobre. Come finirà la storia e con quali conseguenze lo vedremo nelle prossime puntate, intanto risulta che, secondo le indagini del Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf, coordinate dall’aggiunto di Milano Roberto Pellicano e dai pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, i tre indagati avrebbero concordato in modo irregolare, con accordi non dichiarati al mercato, la scalata. Da qui le accuse di manipolazione del mercato e ostacolo alle autorità di vigilanza di Consob e Bce. 

In giornata si è parlato poi di un altro grande tentativo (questa volta fallito) di scalata: quello di Unicredit (+0,45%) su Banco Bpm (incolore). Sul punto è tornato oggi l’Ad di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel. Di fronte alla Commissione Parlamentare d’inchiesta il banchiere ha respinto l’idea che Unicredit rappresenti una minaccia alla sicurezza nazionale, tanto più che la banca ha più titoli di Stato italiani di ogni altra. Il Golden Power è stato quindi deciso “sulla base di informazioni non corrette” e Unicredit sta conducendo la battaglia legale con il governo proprio per smentire l’idea di essere un pericolo per la sicurezza della nazione. Sotto il profilo industriale la complementarietà tra le due banche avrebbe generato grandi vantaggi per tutti, ma ormai per Unicredit si tratta di un “capitolo chiuso”, perché l’azionariato di Piazze Meda “è cambiato. Notiamo dall’esterno che esiste un azionista che de facto ha il controllo relativo e quindi la possibilità di valutare un’operazione in questa situazione e il valore in cui sono rispetto a noi non la rende più attraente”. 

Passando ad altre blue chip di Piazza Affari: al vertice oggi c’è Campari +3,16%. A offrire spunti sul titolo è stato l’ottimismo della concorrente francese Rémy Cointreau (+3,93% a Parigi) che, dopo un semestre difficile, vede l’inizio di una “nuova era” aspettandosi un ritorno alla crescita nel secondo semestre. Chiude la terza seduta consecutiva in progresso Lottomatica, +2,89%, sostenuta da speculazioni sulla possibile acquisizione di Evoke Italia, che potrebbe essere messa in vendita e che controlla circa il 6% del mercato online italiano. Al contrario crolla il titolo della casa madre, Evoke, a Londra (-4,09%), dopo aver ritirato gli obiettivi di medio termine e preannunciato un impatto sugli utili e migliaia di tagli di posti di lavoro a causa degli aumenti delle tasse sul gioco online da parte del governo britannico.

A Milano brilla ancora Azimut +2,56%. Bene Leonardo +1,36%, nel giorno della presentazione del progetto ’Michelangelo Dome’ che potrebbe offrire un nuovi spunti dopo la recente correzione. Spunti su Enel, +0,79%, dopo che Jp Morgan ha alzato il target price a 9,7 euro da 8,3. Riaccende i motori Ferrari, +1,47%, dopo che Jp Morgan ha alzato il target price a 457 dollari, dai 394 euro precedenti.

Spread stabile

Si conferma stabile lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata, a 72 punti base, mentre il rendimento del titolo italiano è al 3,4%.

Commenta