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Unicredit, Orcel: “Banco Bpm capitolo chiuso, Golden Power frutto di informazioni non corrette”

In audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, Andrea Orcel ha spiegato che se chiudesse le attività in Russia “ne beneficerebbe solo il paese che non vogliamo aiutare”. Poi difende l’italianità della banca: “Qui il 45% del nostro bilancio, siamo la banca con più Btp”

Unicredit, Orcel: “Banco Bpm capitolo chiuso, Golden Power frutto di informazioni non corrette”

Per Unicredit “Banco Bpm è “un capitolo chiuso”. Lo ha ribadito il ceo della banca, Andrea Orcel durante l’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, in cui ha rimarcato anche che Unicredit “non rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale” ed è anzi un istituto “con il cuore italiano e lo sguardo rivolto all’Europa”, che detiene circa 40 miliardi di Btp, più di qualsiasi altra banca italiana.

Orcel su Banco Bpm: “Golden Power sulla base di informazioni non corrette”

Unicredit respinge l’idea che “potremmo rappresentare una minaccia alla sicurezza” del Paese, ha affermato con forza Orcel, parlando delle motivazioni che hanno spinto la banca a ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar sul Golden Power che aveva accolto solo parzialmente le obiezioni di Piazza Gae Aulenti. Proprio a causa dell’applicazione dei poteri speciali sull’operazione su Banco Bpm, a luglio Unicredit ha deciso di fare un passo indietro, ritirando l’offerta.

Il Golden Power è stato deciso “sulla base di informazioni non corrette” fornite da Banco Bpm, ha affermato Orcel, aggiungendo che “Il ricorso al Tar del Lazio e poi al Consiglio di Stato” è stato fatto “per proteggere gli azionisti e la banca e per chiarire i punti basati su un’informativa non corretta”.

Parlando proprio dell’operazione su Piazza Meda, Orcel ha aggiunto: “Vedevamo questa operazione come un’opportunità per fare e offrire ancora di più, applicando il nostro modello di successo e la nostra significativamente maggiore capacità di investimento a clienti, famiglie e pmi di un’altra banca, ha spiegato. “Data la complementarietà di Banco Bpm rispetto a Unicredit, l’acquisizione avrebbe generato grandi sinergie e benefici per famiglie, imprese, investitori e per l’intero Paese”. 

Orcel: “Banco Bpm per noi è un capitolo chiuso” 

Oggi però le cose sono cambiate: “Nella vita non si esclude niente, ma per noi il capitolo è chiuso” su Banco Bpm, perché “l’azionariato è cambiato, notiamo dall’esterno che esiste un azionista che de facto ha il controllo relativo e quindi la possibilità di valutare un’operazione in questa situazione e il valore in cui sono rispetto a noi non la rende più attraente”. “Se ci fossero altre opportunità in Italia le valuteremo ma un ritorno su Bpm è escluso”, ha aggiunto il ceo di Unicredit.

Nonostante lo stop, la strategia di Unicredit non cambia. “Avevamo stoppato la strategia di crescita organica e da luglio l’abbiamo ripresa, e siamo abbastanza ottimisti e che andiamo avanti – ha aggiunto – Non vuol dire che non faremmo qualcosa di strategico in Italia se si presentasse e infatti il ricorso al Consiglio di Stato serve a eliminare questa incertezza, ma sempre secondo i nostri criteri”. “La nostra preferenza continua a essere per una soluzione negoziata e costruttiva”, ha ribadito l’ad. “E le nostre ambizioni non sono cambiate: la spinta a crescere e a fare di più resta intatta. Per il nostro gruppo, questo significa raddoppiare gli sforzi sulle opportunità di crescita organica in Italia e creare tanto valore quanto quello che avremmo generato se fosse andata in porto l’acquisizione di Banco Bpm”. 

Orcel: “Uscita dalla Russia? Ne beneficerebbe il paese che non vogliamo aiutare”

Tra le condizioni poste dal Governo con il Golden Power c’era anche l’uscita dalla Russia entro gennaio 2026. “Abbiamo 3,7 miliardi di euro di capitale in Russia, che si è accumulato perché con la guerra non possiamo tirarlo fuori. Quando mi dicono ma “perché non chiudi tutto?” io rispondo: Chi ne beneficia il giorno dopo? Il paese che non vogliamo aiutare”, ha spiegato Andrea Orcel nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.

“È vero che ci possono nazionalizzare, ma sarebbe un’infrazione legale e otterrei un credito perpetuo – ha aggiunto – Se la volete la dovete venire a prendere, moralmente è la cosa giusta da fare”.

Parlando del business residuale nel paese, ha fatto notare che “il nostro paese compra il gas, come lo paga? Qualcuno il pagamento lo deve fare, se noi chiediamo di non farlo tramite noi passerebbe per la Cina, ad esempio. Gli scambi extra-sanzioni ci sono ancora e sono pagati tramite circuiti occidentali. Inoltre, il nostro paese ha imprese in Russia con impiegati a cui vanno pagati salari”.

Il manager ha aggiunto: che “la Russia ha ribilanciato drasticamente tutti i pagamenti, allontanandosi da Swift e andando su sistemi di Cina, India o Sudafrica. Noi restiamo, ma non guadagniamo molto su quello, lo facciamo come servizio. Noi facevamo 25 miliardi di pagamenti a trimestre, oggi ne facciamo 8 concentrati su due valute, euro e dollaro”.

Orcel: “Siamo una banca paneuropea, ma con un’anima italiana”

Orcel parte da se stesso, prima di parlare della banca che guida: “Sono un cittadino italiano, sono nato a Roma, una splendida città”; ha detto, per poi fare una battuta: “Ricordo ai miei colleghi di Milano che purtroppo la miglior cosa di Milano è il treno per Roma”. 

Di Unicredit, invece, il manager ha parlato come di una “realtà unica, con il cuore italiano e lo sguardo rivolto all’Europa. Negli ultimi cinque anni – ha aggiunto – abbiamo costruito una leadership paneuropea, siamo presenti in 14 mercati chiave e vicini a oltre 20 milioni di clienti. Dall’Italia alla Germania, dall’Austria all’Europa centrale e orientale e alla Grecia, siamo l’unica banca europea capace di connettere e sostenere così tante economie locali creando valore per il nostro paese, a casa e oltre i confini nazionali. Da una parte, accompagniamo i nostri clienti italiani nei loro percorsi di crescita all’estero e dall’altra sosteniamo quelli europei che scelgono di operare nel nostro paese, facilitando l’ingresso e aiutandoli ad avviare la loro attività, sviluppando così l’economia locale”, ha detto.

Orcel: “All’Italia il 45% del nostro bilancio, deteniamo 40 miliardi di Btp”

“Le nostre origini sono italiane, come il nostro Dna. Operiamo in questo mercato e in questo paese da oltre 150 anni – ha sottolineato – Destiniamo il 45% del nostro bilancio all’Italia – il 30% a Germania e Austria, e il restante 25% ai mercati dell’Europa Orientale – serviamo oltre 8 milioni di clienti attraverso circa 2.000 filiali e canali digitali, perfettamente integrati tra loro, e ci impegniamo a non lasciare indietro nessuno garantendo l’accesso ai servizi anche nelle aree più remote. Non abbiamo chiuso una filiale in area remota da quando sono arrivato qui. Tra gli azionisti annoveriamo importanti fondazioni, gruppi imprenditoriali e fondi pensione e migliaia di piccoli risparmiatori del nostro paese, che hanno tutti beneficiato dei dividendi e della forte rivalutazione del prezzo delle nostre azioni”.

Deteniamo circa 40 miliardi di euro in titoli di Stato italiani, più di qualsiasi altra banca del paese e non siamo la prima banca, e gestiamo risparmio in Italia per un totale di oltre 500 miliardi di euro – ha continuato – Siamo impegnati sul fronte ambientale e sociale: nel triennio 2022-24 abbiamo erogato in Italia finanziamenti green per circa 11 miliardi e mezzo di euro, quasi 7 miliardi di euro in finanza sociale. L’indice di penetrazione dei nuovi finanziamenti Esg sul totale dei finanziamenti a medio lungo termine è elevato a circa il 27% alla fine del terzo trimestre di quest’anno”. 

Sempre in Italia, nel 2025, “Unicredit ha lanciato un ambizioso piano di assunzioni. Solo quest’anno abbiamo assunto 1.000 persone in Italia, tra cui circa 700 giovani nella rete commerciale. Questi numeri confermato la continuità degli investimenti avviati negli anni precedenti: dal 2021, sono entrate a far parte del nostro gruppo circa 5.000 nuove persone”. 

“Questi numeri non descrivono soltanto la forza delle nostre origini, ma dimostrano la convinzione con cui continuiamo a investire nel nostro paese”, ha dichiarato Orcel. 

Orcel: “Dalla Germania alla Grecia, opportunità per accelerare la crescita”

Continuando a parlare di M&A, il numero uno di Unicredit ha spiegato: “Sebbene la crescita organica sia la priorità, è nostra responsabilità individuare opportunità per accelerare questa crescita“. Inoltre, “il legame con il nostro paese non può diventare un limite, ma deve essere il vantaggio competitivo che porta l’Italia nel mondo, oltre i confini nazionali”.

“L’acquisizione di Cnp Assurances e Allianz Vita in Italia, un investimento da 1,4 miliardi di euro che internalizzerà l’intera catena del valore del ramo vita, riportando sotto il nostro controllo circa 45 miliardi di risparmi italiani. A livello internazionale, la partecipazione del 26% in Commerzbank, con l’opzione di aumentarla al 29,9%, crea già valore per i nostri azionisti e ci dà opzionalità strategica per crescere in Germania e Polonia”. 

“Abbiamo poi rilevato circa il 29,5% di Alpha Bank, uno dei principali gruppi bancari della Grecia, rafforzando il legame strategico tra le due banche. La fusione tra Unicredit Bank e Alpha Bank Romania ha consolidato ulteriormente il nostro ruolo nell’Europa Orientale. Infine, l’acquisizione di Aion Bank e Vodeno punta ad accelerare la crescita attraverso l’innovazione tecnologica e l’espansione in nuovi mercati, inclusa la possibilità di rientrare in Polonia”. 

Unicredit operazione di risk sharing da 1,9 miliardi in Austria

E restando all’estero, Piazza Gae Aulenti ha annunciato oggi che  Unicredit Bank Austria e Pggm hanno concluso un’operazione di risk sharing da 1,945 miliardi di euro, relativa a un portafoglio di prestiti alle imprese e alle Pmi, che permetterà alla banca di aumentare i finanziamenti. L’operazione, denominata “Project Arts Belvedere 2025”, segna il ritorno di Unicredit Bank Austria come emittente nel mercato del trasferimento significativo del rischio (Srt) e rafforza ulteriormente la posizione di UniCredit come uno degli attori SRT più attivi e innovativi in Europa.

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