L’ultima settimana di aprile inizia con uno scenario più che mai incerto, in cui oltre ai colloqui Usa-Iran per la tregua e lo sblocco dello Stretto di Hormuz, si aggiungono all’agenda finanziaria anche i vertici delle banche centrali e ancora una tranche di importanti trimestrali in arrivo dagli Stati Uniti. In settimana sono attesi i conti di Apple, Microsoft, Amazon, Google e Meta, mentre per quanto riguarda Federal Reserve e Bce non sono comunque attese modifiche ai tassi d’interesse di riferimento. In questo quadro, oggi sulle Borse prevale il colore rosso, anche se per la verità il Nikkei di Tokyo aveva precedentemente chiuso col +1,4% e in Europa le perdite sono per lo più contenute, con Piazza Affari che arriva a chiudere poco sopra la parità grazie all’exploit di Saipem +4,3% e alle banche che in questo lunedì finalmente battono un colpo: Bper +2%, Mediolanum +1,8%, Banco Bpm +1,5%, Finecobank +1,4%. Bene anche Generali +0,8%.
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Piazza Affari chiude sulla parità: ecco i titoli migliori e peggiori
A Milano il nuovo rally del petrolio spinge Saipem ma non tutti gli energetici: Terna -0,5%, Italgas -0,4%, Enel -0,3%. Avio -4,5% e Stm -2,3% i titoli peggiori, e mostra ancora segnali di preoccupazione il settore del lusso, che ha nel Medio Oriente il suo mercato di riferimento: Ferrari -1,1%, Brunello Cucinelli -0,5%. A Parigi però Kering è tra i titoli migliori, avanzando dell’1,5%. Le altre Borse europee chiudono peggio di Piazza Affari: Parigi -0,2%, Francoforte -0,14%, Londra -0,46%, indice Euro Stoxx 50 -0,4%, la peggiore è Amsterdam -1,1%. Parte male pure Wall Street: Dow Jones -0,3%, S&P 500 -0,15%, Nasdaq -0,3%. Lo spread Btp Bund risale sopra gli 80 punti base, con il rendimento del nostro Btp 10 anni al 3,85%. L’euro si rafforza rispetto al dollaro Usa, portando il cambio in zona 1,173. Dopo diverse sedute di rally cede l’1,3% il Bitcoin, stazionando sui 77.000 dollari dopo aver toccato nei giorni scorsi i massimi da fine gennaio a 79.000 dollari.
Nasdaq in rosso: ecco come vanno le azioni delle big tech
Giornata decisamente no per il Nasdaq, con i principali titoli tecnologici che viaggiano tendenzialmente (ma non tutti) in territorio negativo, in attesa delle trimestrali in settimana di Apple -1,5%, Microsoft -0,5%, Amazon -1%, Google +1,9% e Meta +0,2%. Bene Palantir +0,6%, Intel +0,8% e Nvidia +0,9%, mentre tra i titoli peggiori compare Tesla col -2,6%. Da segnalare la performance di Qualcomm che parte fortissimo nel pre-market guadagnando oltre il 10%, poi però nel momento in cui chiudono i battenti i listini europei è già precipitata al -0,1%. A spingere inizialmente la società era stata la notizia di una collaborazione con OpenAI e con il produttore taiwanese di semiconduttori MediaTek per sviluppare processori per smartphone.
Materie prime: petrolio Brent verso i 110 dollari, si svalutano oro e argento
Infine il quadro sulle commodities che premia ancora una volta le tensioni irrisolte in Medio Oriente, che fanno salire le quotazioni del greggio: oggi il Brent guadagna il 3,4% a 109 dollari al barile, e il Wti Crude Oil il 2,7% a 97 dollari al barile. Il conflitto, giunto ormai alla nona settimana, ha fatto impennare i prezzi dell’energia e causato carenze nei mercati chiave, con l’Agenzia Internazionale dell’Energia che ha lanciato l’allarme su uno shock dell’offerta senza precedenti e sul crescente rischio di un rallentamento della domanda. Il gas invece perde qualcosa, scendendo sotto i 45 euro per megawattora, e in compenso retrocedono i beni rifugio come oro e argento: il primo oggi vale meno di 4.600 dollari all’oncia, e il secondo quota sui 75 dollari all’oncia.
