Si rafforzano i venti di pace in Ucraina, spingendo le borse europee in territorio positivo e portandole a una chiusura in frazionale rialzo dopo una mattinata debole.
Piazza Affari si apprezza dello 0,95% (a 42.698 punti base), guidata da Buzzi, +6,08%, con gli investitori che guardano ai vantaggi che le società cementizie potrebbero trarre dalla possibile ricostruzione del paese devastato dalla guerra russa.
Lo stesso clima ottimistico trova riscontro nella chiusura di Francoforte +0,94%, Parigi +0,84%, Amsterdam +0,59%, Madrid +0,88%. Londra è in sintonia con il quadro generale e si apprezza dello 0,82%, anche se il premier britannico Keir Starmer frena su Kiev. Secondo Abc News – che cita un funzionario del governo americano – l’Ucraina ha accettato un potenziale accordo di pace, ma Starmer parlando alla Camera dei Comuni, dice che “non si tratta di un nuovo accordo, ma della conferma da parte dell’Ucraina di essere soddisfatta della bozza emersa a Ginevra, che ovviamente non riguarda la questione territoriale”.
La reazione dei mercati europei è stata in ogni caso positiva, nonostante l’avvio cauto e l’attuale andamento contrastato di Wall Street. A influenzare i corsi contribuiscono i dati macro Usa del giorno, che rafforzano le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre.
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Wall Street: Alphabet si avvicina quota 4000 miliardi, crolla Nvidia
Wall Street procede contrastata nella mattina statunitense: il DJ sale dello 0,65%, lo S&P 500 è praticamente piatto, il Nasdaq perde lo 0,46%.
Nell’azionario c’è una profonda distanza tra le mega tech: da un lato sale dell’1% Alphabet, casa madre di Google, che aggiorna il suo record e si avvicina ai 4000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Dall’altro lato crolla Nvidia, -4,19%, regina dei chip per l’intelligenza artificiale e che dell’esclusivo club di quota 4000 è stato il primo membro. A determinare la divaricazione sono le indiscrezioni pubblicate dal sito The Information, secondo cui Meta (+2,04%) sta valutando l’utilizzo di chip per l’IA progettati da Google, preferendoli quindi a quelli di Nvidia.
Il focus del giorno è anche sui dati macro, che sollevano dubbi sullo stato di salute dell’economia a stelle e strisce, ma rafforzano le scommesse su un taglio dei tassi a dicembre dello 0,25% da parte della Fed, fino all’84,7%, dal 39% di una settimana fa (secondo il Cme FedWatch). La Casa Bianca intanto spinge per un rapido avvicendamento al vertice della Federal Reserve e il segretario al Tesoro, Scott Bessent, vede una buona possibilità che il presidente Donald Trump annunci il sostituto di Jerome Powell prima di Natale.
Per quanto riguarda i dati macro del giorno: i prezzi alla produzione a settembre sono aumentati dello 0,3% rispetto ad agosto e del 2,7% rispetto a un anno prima (contro attese del 2,6%). Le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% (dopo il +0,6% di agosto) contro attese di +0,3%. Il mercato del lavoro poi da ulteriori segni di indebolimento, visto con l’aumento del ritmo dei licenziamenti nelle ultime quattro settimane, secondo il rapporto di Adp, società di elaborazione delle buste paga. Le aziende private hanno perso in media 13.500 posti di lavoro a settimana nelle ultime quattro settimane. Si tratta di un’accelerazione rispetto ai 2.500 posti di lavoro persi a settimana nell’ultimo aggiornamento di una settimana fa.
Dollaro in calo
Nel contesto macro odierno il dollaro si indebolisce leggermente contro le principali valute, sulle attese di una Fed più colomba. L’euro guadagna al momento lo 0,36% e vede un cambio di 1,1562.
Il biglietto verde cede lo 0,45% contro lo yen, per un cross di 156,14.
Tra le materie prime torna una tempesta di vendite sul petrolio, che vede i future di Brent e Wti arretrare in misura superiore al 2,5%, per prezzi rispettivamente di 61,12 dollari al barile e 57,30 dollari al barile.
È poco mosso l’oro, con lo spot gold a 4125,65 dollari l’oncia (-0,22%).
Piazza Affari, brillano Buzzi, Nexi, Mps; Enel in maglia nera
La possibilità che scoppi la pace in Ucraina aiuta oggi i titoli del settore cementizio a livello europeo e tra le blue chip di Piazza Affari ne beneficia soprattutto Buzzi.
Il piano di ricostruzione decennale – secondo Radiocor – avrebbe un valore stimato in circa 524 miliardi di dollari (oltre 450 miliardi di euro).
Da Mosca per ora arrivano segnali contrastanti e Lavrov avrebbe già frenato su un accordo che si distanzi da quello discusso in Alaska, ma molti media americani insistono su una versione ottimistica secondo cui resterebbero da definire con Kiev solo alcuni dettagli minori.
Le indiscrezioni non affossano Leonardo, +0,93%, che oggi ha posto un freno ai realizzi visti nelle ultime sedute anche perché Il Sole 24 Ore ha scritto che il budget italiano 2026-2028 dovrebbe destinare il 41% dei fondi industriali (circa 10,3 miliardi) ai programmi della difesa.
Tra le big cap migliori del listino c’è inoltre Nexi +4,89%, sulle indiscrezioni del Corriere della Sera secondo cui Cdp intende salire nel capitale del gruppo dei pagamenti e valuta l’acquisizione del 3,2% detenuto da Mercury, veicolo di Bain, Advent e Clessidra.
Bene ancora Stellantis, +3,51%, mentre Ferrari resta in panne, -0,86%.
Le banche hanno ritrovato il loro appeal a partire da Mps +3,64%, Mediobanca +2,69%, Unicredit +2,78%, Banco Bpm +1,82%.
La maglia nera va a Enel, -0,94%, in calo con quasi tutte le utility.
Spread in calo
La promozione di Moody’s e le speranze di pace aiutano la carta italiana a chiudere un’altra seduta in verde. Lo spread tra Btp 10 anni e Bund di uguale durata scende a 73 punti base (-2,74%) e i tassi chiudono rispettivamente al 3,41% e 2,67%.